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Tag: Polar Vortex

Fuochi di paglia in stratosfera

Appena una settimana fa abbiamo fatto un giro in stratosfera visualizzando le animazioni dell’evoluzione prevista (allora) per il piano isobarico di 10hPa, sia in termini di geopotenziale che di temperature.

 

Oggi, ad otto giorni di distanza, possiamo dire che il modello stratosferico aveva inquadrato bene le dinamiche del breve periodo, ma l’evoluzione sembra proprio non essere quella sperata da quanti tifano per il freddo e per la neve. Il processo di riscaldamento della stratosfera polare con separazione del vortice polare stratosferico (VPS) in due lobi distinti non si completerà ma inizierà a regredire di qui a qualche giorno.

 

Non ci sarà quindi l’inversione della circolazione che in caso di uno split completo su tutti i piani stratosferici avrebbe potuto trascinare il lobo siberiano verso l’Europa centrale trasferendo vorticità nella troposfera (Major Warming), e innescare una discesa di aria polare continentale verso le medie latitudini. Il segnale di interruzione del processo viene dalle velocità zonali e dai flussi di calore, le prime in discesa ma non più di tanto, e i secondi che non convergono verso la sede polare.

 

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Outlook inverno 2013-2014 – Verso il cambio di pattern atmosferico

Con questo articolo si aggiornano brevemente la situazione e le possibili prospettive. Prima di tutto un brevissimo riepilogo delle “puntate” precedenti. Nell’aggiornamento dello scorso 18 dicembre segnalai la genesi di un probabile warming classificato come Minor e atteso tra la fine di dicembre e i primissimi giorni di gennaio. Nell’aggiornamento successivo del 31 dicembre segnalai la possibilità di un evento Major verso la fine della seconda decade di gennaio derivante dalla situazione stratosferica allora prevista. In realtà questo secondo evento non si verificherà, almeno in quei termini, e i motivi principali sono da attribuire all’eccesso di conservazione di moto zonale che il vortice polare sta tutt’ora mantenendo rispetto alle attese derivate dalle conseguenze del Minor Warming e dai continui disturbi offerti da una sempre buona presenza di attività d’onda. Infatti l’elevata zonalità (cosa comunque segnalata poi in sede di commento) ha inibito l’inserimento dei flussi di calore a carico della seconda onda verso il cuore del vortice polare stratosferico alla quota isobarica di 10hPa.

 

La situazione permane comunque molto fluida anche perchè l’attività d’onda al confine tra troposfera e stratosfera tende a produrre continui elementi perturbatori. La situazione potrebbe però trovare uno via di sblocco, ora vediamo perché.

 

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Il gelo negli USA, il global warming e i dilettanti allo sbaraglio

 La notizia è sulla bocca di tutti, mentre il Mediterraneo si crogiola al calduccio in un inverno giovane ma sin qui piuttosto clemente, nel resto dell’emisfero la stagione fredda si sta facendo sentire come non avveniva da decenni. Onde alte come palazzi sulle coste del Nord Atlantico e nevicate accompagnate da temperature da incubo negli Stati Uniti e sul Canada.

 

I media naturalmente ci vanno a nozze, compresi quelli ad uso anche domestico, che stanno ormai rimpiazzando quelli tradizionali. Qui sotto un tweet di Donald Trump, che è famoso per molte cose, ma non per le sue conoscenze in campo meteo-climatico.

 

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