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Peggio il Merapi finto o quello vero?

E pensare che c’è ancora chi pensa che la Natura sia governabile. Proprio ieri leggevo un punto di situazione dell’Economist su quanto è stato discusso alla recente conferenza delle parti delle Convenzione UN sulla Biodiversità. Progetti di geoingegneria, che sembrano essere in procinto di catalizzare l’attenzione della ricerca nei prossimi anni.

Così, sembra proprio che la scienza d’assalto abbia scoperto il nuovo giocattolo con cui trastullarsi. Il clima cambia? Non c’è problema, un giravite e un paio di pinze e ci pensiamo noi. L’idea che va per la maggiore è l’imitazione di un vulcano, spargere in alta atmosfera tonnellate e tonnellate di biossido di zolfo, perché si formi uno strato di particelle solide, piccole abbastanza da restare sospese in aria e bloccare al contempo una porzione dei raggi solari. Piccolo problema, le particelle tendono a diventare sempre più grandi. Soluzione, usiamo l’acido solforico. Altro problema, pare possa far danno allo strato di ozono. Ma no, non è vero, dice quello. Sì che è vero, risponde quell’altro.

Una soluzione per tutti, il vulcano non c’è bisogno di imitarlo, c’è già. Si chiama Merapi, è già in eruzione e pare contenga una quantità di magma tre volte superiore a quella eruttata dal vulcano Tambora nel 1815. Ricordate? L’anno che seguì, il 1816, fu l’anno senza estate.

Qualcuno di questi sapientoni geoingegnieri ha la più pallida idea di quanta gente ci ha lasciato le penne per la carenza di cibo che seguì? Ma in fondo questo sarebbe un problema per chi di cibo ne ha poco, mica per chi gira a destra e a manca per il mondo saltando da un summit all’altro e arrampicandosi sugli specchi (magari in grado di riflettere la luce solare se posizionati in alta atmosfera) per proporre soluzioni sempre nuove.

E così, consiglierei loro di prendere lezione di salto e di arrampicata dalla Natura stessa, che, come sempre, sta un bel pezzo avanti. Da Meteoweb, una serie di video spettacolari di Stambecchi che sfidano le pendenze impossibili della diga artificiale del lago Cingino in Piemonte per andare a nutrirsi del sale depositato sulla parete.

Ne ho messo uno in home page, gli altri li trovate qui.

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