Un nuovo scrigno di articoli sul “Global Cooling” negli anni ’70

“La Stampa” ha appena messo online il suo archivio dal 1867 a oggi. Quale migliore occasione per esplorare l’evoluzione delle riflessioni e notizie sul “raffreddamento globale” dal 1970 a oggi al di là dei soliti articoli britannici o americani? Con il valore aggiunto di raccogliere un sacco di nomi e altre parole chiave da utilizzare come … parole chiave per ulteriori ricerche.

Molto brevemente: nei 15 articoli che ho trovato finora:

  • La popolarità degli scienziati che prevedevano un’era glaciale è molto chiara fino al febbraio 1979 e al meeting internazionale della World Meteorological Organization
  • “Glaciazione imminente” è il meme d’obbligo, fino al 1985 almeno
  • Vi è un taglio serrista nel 1990, ma stranamente, gli argomenti di discussione sono più o meno gli stessi ancora centrali al dibattito nel 2010

Questa collezione indica fortemente che in Italia, come altrove, il lettore medio di quotidiani avrebbe avuto tutte le ragioni di credere in un “consenso sul raffreddamento globale” per gran parte degli anni 1970 e anche più tardi.

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Ecco l’elenco degli articoli:

  1. 22 Giugno 1976 (n.145, pag.14): “Entro cento anni avremo una era glaciale” di Umberto Oddone
    • Menziona Reid Bryson
    • “Non tutti gli scienziati concordano”
    • Un Cesare Emiliani presso l’Università di Miami indaga su 700 mila anni di conchiglie marine e su isotopi dell’ossigeno
    • Rompighiaccio “Glacier” resta “bloccato nell’Atlantico”
  2. 27 Giu 1976 (n.150, p. 9): “Tra ghiacci e siccità” di Umberto Oddone
    • La Terra ha “la febbre”
    • Bryson di nuovo
    • Cesare Emiliani e analisi di conchiglie, di nuovo
  3. 19 Ottobre 1976 (n.229, p.21): “Fra Pochi Anni inverni freddissimi In Siberia spariranno i Cereali?” di Bruno Ghibaudi
    • 30 anni di tendenza al raffreddamento
    • Non è una nuova era glaciale ma le conseguenze previste saranno dure per l’Unione Sovietica
    • Menziona Nikola Volkov Prok, Direttore, Istituto di Ricerca dell’Artico e dell’Antartico, Leningrado
    • Temperatura del mare di Kara scesa da-10C a 13C-in 30 anni
    • Mari polari intorno, diminuzione di 1°C o 2°C
    • Rotte marine a Murmansk e Arkangelsk chiuse dal ghiaccio nei primi anni del 1900, aperte nel 1941-1945, ora di nuovo chiuse per il 60%
    • Due team di scienziati francesi completano ricerca in Antartide
    • Analisi degli isotopi di ossigeno indica cicli climatici, con un nuovo picco freddo nell’anno 3000 e un picco caldo nel 9000
    • Menziona un’influenza umana, e possibili conseguenze apocalittiche
    • Raccomanda un programma internazionale di controllo del clima
  4. Feb 14, 1977 (n.29, p.3): “E’ giunta l’era glaciale” di Alberto Rapisarda
    • Bryson di nuovo. Deve essere stato molto popolare.
  5. 3 gennaio 1978 (n.1, p.3): “Si torna all’era glaciale?” di Umberto Oddone
    • Parla di un nuovo libro “Climatologia” del Prof. Mario Pinna
    • Suggerisce di tenere vestiti caldi pronti, per alcuni decenni o per migliaia di anni
  6. Apr 14, 1978 – (n.85, p.15): “Aiuto, Arriva L’Era Glaciale” (articolo non firmato)
    • “Molti metereologi” “convinti” di una prossima piccola era glaciale
    • Clima per il 90% del tempo più caldo di oggi
    • Disaccordo sulle cause del raffreddamento
    • Cause econdo Juri Izrael, Direttore del Servizio Igrometrico per l’URSS: la deforestazione, il paesaggio cambia
    • Cause secondo James Hays della Columbia University e Nicholas Shackelton, dell’Università di Cambridge: variazioni orbitali
    • Hurd Willett del MIT pronostica temperature in diminuzione
    • “Molti metereologi” del parere che “è tutto a causa di cambiamenti nel Sole”
  7. Apr 27, 1978 (n.95, p. 9): “Siamo alla soglia dell’era glaciale” di Umberto Oddone
    • Menziona “18 noti climatologi americani” e una serie di articoli su Die Welt
    • Calotta polare settentrionale in aumento fra il 1971 e il 1978 del 12%
    • In Antartide aumento della massa del ghiaccio fra il 1966-1967 del 10%
    • Temperatura globale verso il basso in 30 anni di 0.5C
    • Menziona Bryson che si aspetta un ritorno a una piccola era glaciale
    • Menziona climatologi ben più pessimisti (“grande” era glaciale)
    • lavoro da parte del gruppo “Impact” guidato dal climatologo William Colby, ex capo della CIA – si parla dello “snowblitz”
    • Menziona Dansgaard
    • Menziona Calder come in sintonia di pensiero con “non pochi” scienziati
  8. 4 Gennaio 1979 (n.3, p.4): “Sta per cominciare un’era glaciale – secondo meteorologici giapponesi” dalla Ansa-Reuter
    • Menziona Junkichi Nemoto – Università di Saitama – dice che una “piccola era glaciale” è già in corso
    • Menziona conferenza WMO nel febbraio 1979 a Ginevra
  9. 9 gennaio 1979 (n.8, p.28): “Ma perche ‘parlare di un’era glaciale” di Stefano Pavan
    • Menziona guerre causate dal clima
    • Hubert Lamb, Alastair Woodroffe: “snowblitz” (accumulo di neve causa fusione incompleta alla fine dell’estate, 50cm/anno)
  10. Feb 19, 1979 (n. 48, p. 3): “Cambia il nostro clima – Il mondo va verso una nuova era glaciale?” di Fabio Galvano
    • Menziona Conferenza WMO a Ginevra
    • “400 climatologi” in riunione per discutere di come l’umanità può adattarsi ai cambiamenti climatici
    • Presidente Conferenza – Robert White
    • Menziona alcuni scienziati che ritengono che la Terra si sta muovendo verso un’era glaciale
    • Menziona che la maggior parte degli scienziati credano che la Terra si stia riscaldando a causa delle attività umane
    • L’effetto serra come “nebbia polare” fatta di acido solforico / solfuro di ammonio
    • Menziona Stephen Schneider che si aspetta 2C-3C di aumento nelle zone temperate nel 2050, con concentrazioni di CO2 doppie.
    • Cita William Kellogg in attesa di un altro raddoppio entro il 2100, con 6 C
    • Menziona +20 °C presso i Poli
    • Menziona l’Amazzonia che si trasforma in un Sahara (Harry Knowles)
    • Geoingegneria in URSS proposta dal climatologo Federov
  11. 20 gennaio 1982 (n.16): “Tranquilli, non e’ un’altra era glaciale” di James Wagner, il National Weather Service
    • Niente era glaciale
  12. Apr 21, 1982 (n.25, p. 3): “Questo freddo di aprile farà scendere i ghiacciai?” di Piero Bianucci
    • Grafico della temperatura dettagliata per gli ultimi 80 mila anni
    • Menziona l’inverno 81-82 come più freddo di quello del 77, considerato a sua volta “il più freddo del secolo” da “climatologi americani”
    • Walter Orr Roberts e il link fra Sole e siccita’
    • Menziona Stephen Schneider, secondo il quale “l’anno della svolta” da una tendenza al riscaldamento ad una di raffreddamento e’ stato il 1972, un anno con siccità in URSS, inondazioni in Pakistan, e una partenza ritardata della stagione monsonica.
    • Menziona Lamb che descrive un “effetto farfalla” sul clima

     

  13. 30 GENNAIO 1985 (n.155, p. 2): “Dietro l’angolo c’e’ un’era glaciale?” di Stefano Pavan
    • Nicholas Shackleton, dell’Università di Cambridge – analisi conchiglie indica una discesa verso era glaciale – per 5.000 anni, un accumulo di 50cm/year – “snowblitz”
    • Menziona glaciologi danesi che dicono che la insolazione estiva nell’emisfero nord è scesa, ed è inferiore rispetto a quando 90.000 anni fa ci fu un episodio repentino di raffreddamento
    • Menziona Nigel Calder “The Weather Machine”, con una lunga lista di paesi che sarebbero caduti contro la catastrofe climatica
  14. 10 Ottobre 1990 (n.436, p. 21): “Il clima cambia, ecco gli indizi” Angelo Tartaglia
  15. 10 Ottobre 1990 (n.436, p. 21): “I dati sono insufficientii” – “Non ci sono dati sufficienti” di Stefano Pavan
    • Entrambi gli articoli potrebbe essere stati scritti ieri, anche gli scettici al MIT e modelli di computer britannico Met Office.

Dall'articolo di Piero Bianucci del 21 aprile 1982

NB: Il post è uscito in lingua inglese su “Omniclimate” il blog di Maurizio Morabito.

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Author: Maurizio Morabito

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8 Comments

  1. @ Maurizio

    Già dimostrare che non vogliono il confronto è per me significativo, perchè solo chi è nel torto rifiuta il confronto.

    Post a Reply
  2. @ Maurizio

    perchè ritengo il confronto indispensabile, fare ognuno il suo blog con i commenti degli amichetti secondo me non serve a nulla crea solo fazioni (peraltro tipico dell’Italia) e anche se la Coyaud fa degli errori discutere sul suo blog mi è servito molto.
    La Coyaud non conosce la parola resa è una combattente nata, come ce ne sono one on a milion, certo mi scade quando usa i mezzucci come dileggi, insulti più o meno velati, o la censura , tagliando i miei messaggi e scrivendoci sopra, tagliando i link, bloccando i post o tappandomi la bocca chiudendo le discussioni.

    Purtroppo lo fanno anche altri come il Bardi, solo che sono meno palesi e anche su CA mi hanno censurato le risposte al Barone che faceva i soliti errori sulla zootecnia, perchè hanno decretato che il mio post era fuori tema, però hanno lasciato il commento del Barone pieno di errori, che pure era fuori tema.
    Ancora aspetto da varie settimane la promessa seconda parte dell’articolo del Barone dove ci dovrebbe spiegare il ruolo antropico e spero zootecnico del bilancio del metano, visto che egli stesso ha affermato che la crescita degli ultimi periodi è dovuta ad eventi naturali.

    Per non parlare delle limitazioni sul n di psot e di link imposta sempre su CA che è sempre una forma di censura visto che loro possono scrivere tutti gli articoli che vogliono e con tutti i link che vogliono. E’ evidente che lo scopo di CA non è il confronto ma la propaganda altrimenti non metterebbero il limite di post alle discussioni che è un paradosso per un blog che sevre proprio per discutere

    Post a Reply
    • il confronto e’ indispensabile ma ne’ Sylvie, ne’ Bardi, ne’ CA vogliono il confronto. Bambole di pezza, figure di cartone, chiamali come vuoi, ma i loro blog intrattengono solo fino a un certo punto.

  3. @ Guidi

    lo so che non vuoi polemiche inutili, ma volevo ribadire che:

    chi fa disinformazione casomai sono altri, perchè Sylvie Coyaud mi cancellato un link ad un articolo di climate monitor e mi sta censurando altri tre post sempre con link ad articoli di climate monitor, giustificandosi dicendo che è un blog di disinformazione,
    (giustificazione non solo falsa ma anche ridicola perchè altre volte mi ha censurato messaggi con link a riviste peer review)

    mentre chi ci accusa di disinformazione come il Caserini non solo non è stato corretto nell’accusa, ma ha pure difeso chi come Schneider e Hansen giustificando il catastrofismo climatico di fatto hanno dato la stura a tutta la disinformazione mediatica sul clima.

    Accusare di disinformazione (e senza mezzi termini) disinformando, difendendo chi ha giustificato la disinformazione che ha generato una marea di disinformazione mediatica senza precedenti negli ultimi 800mila anni è

    L’ACME DELLA PROPAGANDA

    Post a Reply
    • Claudio – davvero non ti capisco. La parabola triste di Sylvie mi ha consigliato mesi e mesi fa di lasciar perdere il suo blog, pena vederla scompensata fino all’eccesso. Che vantaggio hai invece tu a vederla disintegrarsi oltre ogni limite?

      Per esempio parlando di Lewis e’ recentemente arrivata a linkare a un discorso di Eisenhower che diceva esattamente quanto riportato da Lewis, solo che la Coyaud non l’ha neanche letto ed ha accusato Lewis di aver male interpretato un’altra parte di quello stesso discorso.

      Io con i creazionisti e gli sciachimisti, per motivi molto simili, non ci parlo piu’ di tanto, perche’ piu’ di tanto infierire davvero non si puo’.

  4. Ottimo speriamo che leggano questi articoli chi […] accusa climate monitor di fare disinformazione

    http://www.climalteranti.it/2010/09/28/come-funziona-la-disinformazione/

    che cito

    “Che Schneider sia stato preoccupato per l’azione raffreddante degli aerosol è, come già mostrato in precedenza, solo una maldicenza ripetuta fino alla nausea dalla disinformazione negazionista. Un anno prima ne aveva parlato un blog di sistematica disinformazione sul tema dei cambiamenti climatici: l’autore aveva linkato a riprova un video degli anni ’70 in cui Schneider.. diceva il contrario (per chi volesse controllare, è al minuto 6.10 del terzo video presente nel post).
    Non è vero neppure che Schneider abbia mai sostenuto la necessità di spaventare la gente sui pericoli del clima. Si può verificare che ha invece fatto il contrario: proprio nel testo citato parzialmente su Climate Monitor, egli ricordava che la semplificazione attira di più l’attenzione dei media (cosa oggi scontata, ne ha parlato anche il Prof. Panebianco), ma sperava che ogni scienziato scegliesse di comunicare in modo sia efficace che onesto. Ecco il testo originale: infatti:”

    riporto un mio commento

    Il prof Caserini cita Schneider che dice nel 1971 su Science

    “l’incremento di un fattore 4 nelle concentrazioni globali di aerosol potrebbe essere sufficiente a ridurre la temperatura superficiale di 3,5 °K. Se mantenuta per un periodo di molti anni, questa diminuzione delle temperature del pianeta è ritenuta sufficiente ad innescare un’era glaciale”.

    E Caserini commenta:

    “ Non si tratta di una previsione, ma di una ipotesi teorica a cui gli autori non assegnano alcuna probabilità.”

    Però sempre Schneider nello stesso articolo dice:

    “However, it is projected that man’s potential to pollute will increase 6 to 8-fold in the next 50 years. If this increased rate of injection… should raise the present background opacity by a factor of 4, our calculations suggest a decrease in global temperature by as much as 3.5 °C. Such a large decrease in the average temperature of Earth, sustained over a period of few years, is believed to be sufficient to trigger an ice age”

    Che non è come l’ha presentata il Caserini, perchè c’è una proiezione. Quindi che Schneider non fosse preoccupato del raffreddamento è una interpretazione di Caserini secondo me fallace.
    Poi magari Schneider ha cambiato idea dopo… però era cambiato anche il clima.

    Veniamo al catastrofismo.

    Schneider dice:

    siamo obbligati a dire la verità però questo significa dover riferire anche di tutti i dubbi e tutte le incertezze

    (quindi come prima cosa la verità sul clima è fatta di dubbi e incertezze)

    Schneider dice: Però siamo uomini non solo scienziati e quindi per ottenere una comunicazione efficace e ottenere ascolto e sostegno dobbiamo offrire scenari spaventosi, dichiarazioni impressionanti, senza mostrare dubbi.

    (questa è la madre di tutto il catastrofismo climatico gli fa eco Hansen che dice che mostrare scenari più estremi è stato un tempo opportuno, che quindi a sua volta giustifica il catastrofismo)

    Poi Schneider continua e dice che ognuno deve decidere se essere onesto

    (quindi rivelare anche proiezioni non catastrofiche e anche tutta la verità sui dubbi le incertezze le non conoscenze ecc)

    o essere invece efficace,

    (cioè catastrofico e senza dubbi alcuno. )

    Spera che si possano fare entrambe le cose.

    Ma non si possono fare entrambe le cose: uno è catastrofismo l’altra è la verità!

    Prendo atto che in seguito Schneider abbia detto cose molto diverse, dicendo che era stato frainteso, ma non era stato affatto frainteso, diciamo che si è rimangiato la parola, visto le polemiche che aveva suscitato…. e che continuano post mortem.


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    Claudio, non vedo nessuna ragione per resuscitare una polemica che è stata sterile sin dall’inizio. Questa non è una competizione tra blog, e tantomeno desidero che si facciano commenti o giudizi “ad personam”. Se altri lo fanno, bontà loro.
    Tienilo presente per futuri commenti per cortesia.
    gg

    Post a Reply
    • Concordo con Guido. Abbiamo sempre evitato con molta cura l’intromissione di temi quali la politica e i flames tra siti. Ora, se altra gente di altri siti non desidera altro che buttarla in lite, facciano pure. A Claudio Costa mi sento di suggerire di non fare il loro gioco, perpetrando ad libitum quelle inutili polemiche. Certo, ci sono questioni fastidiose (tipo il famoso “Imbecilli”) che a fatica vanno giù, ma visto il livello di dialettica, davvero non mi preoccuperei più di tanto.

      CG

  5. “Inondazioni in Pakistan?” Per colpa del raffreddamento? Certo che sono messi male in Pakistan: che la terra si riscaldi o si raffreddi, si beccano comunque delle inondazioni…

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