Non che i nostri media non fossero attenti al cambiamento di passo che sta avvenendo nel mondo della comunicazione circa le vicende climatiche, in effetti qualcosa lo abbiamo già letto su Repubblica qualche giorno fa, ma ora che scende in campo la Reuters la faccenda diventa seria.
Ecco qua:
Climate scientists struggle to explain warming slowdown
Leggere per credere, si “lotta” per capire perché le temperature non salgono. E’ ancora presto perché qualcuno si chieda se piuttosto non fossero sbagliate le previsioni e c’è anche chi si dice fiducioso che global warming tornerà presto a ruggire. Ci sta anche che costoro possano aver ragione, come ne avevano i loro precursori artisti della catastrofe che si attendevano una glaciazione negli anni ’70 e i loro mentori che hanno sostenuto l’arrosto climatico fino a poco tempo fa. Per inciso molti di questi sono le stesse persone, a riprova che si trova sempre qualcuno che “sa come andrà a finire e naturalmente finirà male”. E così, quanti ieri sostenevano che la scienza del cambiamento climatico era definita, ora cercano una spiegazione all’imprevisto. La troveranno e qualcosa mi dice che sarà ancora colpa nostra.
Per cui in attesa della prossima emergenza planetaria, godiamoci un piccolo appetizer, con La Stampa che spara un titolo che solo qualche anno fa sarebbe costato il posto al direttore:
Il Sole sta perdendo colpi
E ora il clima si raffredderà?
Il Sole? Ma stiamo scherzando? Tranquilli, sarà solo un fuoco di paglia, al prossimo anticiclone africano tutto tornerà come prima…






