Promessa mantenuta

Circa due anni fa, qui su CM abbiamo affrontato in modo particolarmente sistematico la questione dei green job. Allora lo spunto ci venne dato da uno studio condotto in Spagna, presso la Universidad Rey Juan Carlos dal professore di economia e PhD Gabriel Calzada Álvarez. Ve lo ricordate? Fu uno studio piuttosto importante perchè fornì una solida cornice entro la quale ampliare ed approfondire l’argomento nei mesi a venire. Da quel momento in poi, infatti, fu un fiorire di studi che in modo sempre più indipendente andavano a capire quanto ci fosse di vero nella litania dei lavori verdi.

Il risultato, tanto contestato dai sostenitori della green economy, è che per ogni posto di lavoro green, vengono sacrificati 2.2 posti di lavoro “tradizionali”. Convertendo in denaro, tenendo conto che parliamo di valori del 2009, ogni posto green costava al governo spagnolo più di mezzo milione di euro. Ogni singolo posto di lavoro.

Sappiamo che nei mesi a seguire, certa propaganda si mise in modo cercando di offuscare l’indubbia valenza scientifica di quello studio (e di quelli che giunsero più tardi). Quasi la green economy, con i suoi green job fosse un tabù. Per fortuna, però, nel 2011 questo tabù è venuto meno e ogni tentativo di minimizzare gli studi non mainstream è fallito. La verità è venuta a galla.

Oggi, come nel 2009, sarà la Spagna a fornirci un interessante caso da analizzare. Tra tutti i paesi europei è quello che più si è impegnato sul fronte della green economy. In particolar modo si è incentivato moltissimo (vedremo dopo quanto) tramite una feed-in-tariff (FIT), la costruzione di impianti per la generazione di energia rinnovabile (in particolare eolico e solare). Tutta questa industria ma, soprattutto, questa spinta poderosa tramite incentivi al comparto delle energie rinnovabili avrebbe dovuto creare posti di lavoro (milioni?).

E così, immediatamente prima della crisi economica, bancaria e finanziaria spagnola, fatto 1 il costo dell’energia elettrica, il governo spagnolo pagava 1,38 per ogni MWh generato da impianti eolici. In altre parole, 6.3 miliardi di euro per il solo 2010. E questi soldi sono arrivati dritti dritti dal bilancio dello Stato, ovvero DEFICIT.

Cosa è successo subito dopo? L’economia spagnola è deceduta.

Pochi lo sanno, anzi forse qui da noi non l’ha detto nessuno, che Zapatero a febbraio ha affermato che probabilmente l’affaire solare non è altro che una ennesima bolla per il mercato finanziario ed economico. E anzi ha aggiunto che la Spagna non può più permettersi di sussidiare una FIT così costosa (lato Stato) e generosa (lato utente finale…).

Per ridurre il proprio deficit, pari al 12% nel 2010, al livello programmato per il 2011, pari al 6%, il governo spagnolo ha avuto una ed una sola opzione: ridurre drasticamente la FIT, ovvero decurtare in modo sostanziale gli incentivi alle energie rinnovabili. La stima preliminare parla di una riduzione pari al 45%. Questo, ovviamente, avrà ulteriori effetti negativi, perchè si andranno a perdere quei pochi lavori verdi “creati” (trasformati, principalmente) in questo biennio. Si perderanno ulteriori 70-100 mila posti di lavoro. Per la Spagna, tuttavia, oltre all’incredibile danno, rimarrà una grottesca beffa: posti di lavoro non creati prima, posti di lavoro persi dopo, incentivi dimezzati ma: tariffe energetiche aumentate in modo permanente del 20% (per via dei sussidi alle rinnovabili). Addirittura si parla di tariffe raddoppiate per alcuni settori industriali.

Il testimone passa di nuovo agli Stati Uniti che oggi, come allora, guardano alla Spagna come ad un esempio virtuoso da seguire sulla strada delle rinnovabili. In realtà, come notammo due anni fa, non è tutto oro quello che luccica: non lo era allora nè tantomeno oggi.

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Author: Claudio Gravina

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38 Comments

  1. @ ASF:
    1 – Va benissimo che sia “misurabilmente” diminuito il costo del picco, ma temo che un fattore di 13 volte nella remunerazione del kWh FV sia difficilmente assorbibile anche durante il picco a meno di non ricorrere a qualche artificio contabile. Se hai i conti, mostraceli per favore.

    2 – Scrivi: “le decisioni governative attuali metteranno a cassa integrazione molte fabbriche” Purtroppo se si continuasse per una strada pervicacemente sbagliata nell’erogazione degli incentivi ci troveremmo presto in condizioni anche peggiori. Il caso Parmalat, ma anche molte altre truffe, Alitalia in testa, si è sostenuto con la logica del “too big to fail”. Creare posti di lavoro artificiali fondati più sul prelievo forzoso che sulla reale necessità, espone i lavoratori coinvolti al rischio di perdere il posto e dunque alla successiva Necessità di proteggerli. Molti politici marciano sul too big to fail, e ciò è male.

    3 – Offrire come giustificazione di un errore il fatto che siano già stati fatti errori dello stesso genere è un pessimo argomento logico.

    @ Max Pagano. E’ folle la remunerazione ed il costo dell’installazione. Dalle cifre riportate nell’articolo si evince poi che, a parte il costo del mutuo, ESISTE ed è importante (1,2M€/anno) il costo della gestione/manutenzione e dell’assicurazione. Stimando in 20anni il periodo di riferimento, si tratterebbe di 24M€ accollati agli utenti. Nessuno farebbe affari simili se non ci fosse una mucca da mungere che non reagisce addormentata com’è dalla propaganda ecologista che in pubblico vanta che le centrali FV non hanno costi di manutenzione significativi.

    C’erano due errori, chiedo scusa, (da copy&paste celle sbagliate di excel) di seguito la correzione.

    Potenza media prod.per anno in kW 890 (invece di 0,25)
    Pot. media prod. anno in kW/mq 0,023 (invece di 0,01)

    Mi meraviglio moltissimo che nessuno l’abbia notato.

    Saluti.

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  2. 1) usare il FV oggi nelle quantità presenti in Italia ha misurabilmente DIMINUITO l’uso nei momenti di picco, cioè di giorno a metà giornata del costo dell’energia; perchè? perchè in quel momento si introducono le residue centrali che costano di più che sono meno efficienti mentre usando il FV che a quell’ora è più efficace ha ripeto mosurabilmente diminuito il costo di picco del kwh
    2) no sol ha mercato ma consente di far lavorare la gente; le decisioni governative attuali metteranno a cassa integrazione molte fabbrich
    3) il costo complessivo corrisponde a non più del 20% dei contributi totali pagati in bolleta per sostenere il fossile (CIP6) e il nucleare, si il nucleare che staimo ancora smontando
    4) [omissis]

    E va bene, continuiamo su questa strada.

    CG

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  3. Borrielli, questa è davvero forte! Tuttavia mette in luce le forti ipocrisie di certo pensiero ambientalista. Ok, sono d’accordo, costruiamo un parco energetico per i nostri figli, in una centrale nucleare. E magari piantiamo qualche albero in Amazzonia per ripulirci un po’ la coscienza…

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  4. Sì un museo all’aperto possiamo chiamarlo parco energetico. Ma una centrale elettrica no. Anche se ha le pale o le celle.

    Il conto di quanto costa in bolletta l’abbiamo già fatto, in archivio un articolo mio c’è sicuramente (sebbene potrebbero essere valori aggiornati al 2010).

    Rimane sempre la domanda di fondo: se questa tecnologia di suo, perchè senza mercato, non crea ricchezza nè posti di lavoro se non attraverso sussidi (ovvero ricchezza già creata a monte e redistribuita tramite le sovvenzioni statali), va perseguita è venduta come la panacea?

    La mia risposta è no. Ma questa è la mia opinione.

    Post a Reply
  5. aggiungo al commento di max pagano: quanto abbiamo già pagato x il cosiddetto CIP6, ossia per le rinnovabili ed ASSIMILATE, ossia per bruciare i rifiuti della produzione industriale i combustibili di scarto etc, definiti dalle legge compiacente ASSIMILATI alle rinnovabili? in 20 anni l’equivalente di 100.000 miliardi di lire di cui una bazzecola sono arrivati per le vere rinnovabili ed il resto hanno sostenuto la costruzione e la gestione di un enorme eccesso di generatori tradizionali, di inutili bruciatori di schifezze, grazie ai quali abbiamo oggi in Italia un suprplus enorme di generatori elettrici per oltre 90GW, quando al massimo ne anbbiamo usato 55 in passato;
    di questo come mai Borrielli non dice nulla?
    lo sa Borrielli quanto abbiamo GIA’ pagato per le energie tradizionali fossili in barba a qualunque logica produttiva e solo per far fare soldi ai soliti industriali protetti dalla politica governativa?
    VIVA le energie rinnovabili; gli imbroglioni ci saranno di sicuro anche lì, ma almeno non ci riempiono di diossina e comunque sono molti meno al momento di quelli che ci hanno già imbrogliato con i fossili

    Post a Reply
    • In barba a quale logica produttiva?

      Non essere d’accordo su quanto sta accadendo con le rinnovabili, non significa sposarsi le sette sorelle. Ma in questo, lo capisco, sta tutta la distorsione di certo approccio alla materia.

  6. e quanto lo stiamo pagando “TUTTI NOI” questo disastro, in bolletta? giusto per capire….vorrei una cifra in euro concreta e attendibile…

    una centrale elettrica fotovoltaica, dove verranno attrezzati percorsi di visita didattica per le scuole, con l’integrazione (simbolica, aggiungo io) di una piccola pala eolica e di un mulino ad acqua, con lo scopo di illustrare in maniera divulgativa varie forme di produzione energetica, si può benissimo chiamare Parco ENERGETICO;

    è molto più “disgustoso” chiamare Bioparco uno zoo lager dove si tengono rinchiusi in gabbia animali selvatici tutta la vita…. ma questa è un’altra storia…

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    • Quindi se all’interno di una centrale elettrica termonucleare realizzo percorsi di visita didattica per le scuole, con l’integrazione (simbolica, si intende) di una piccola pala eolica, di un mulino ad acqua e di quattro pannelli fotovoltaici, con lo scopo di illustrare in maniera divulgativa varie forme di produzione energetica, la stessa si può benissimo chiamare Parco ENERGETICO Nucleare?

  7. mah, mi sfuggono troppe cose….
    intanto, cercando e ricercando trovo informazioni di taglio diametralmente opposto a quanto affermato nell’articolo di Claudio Gravina:

    per l’Italia, leggo che “nel Piano Strategico di Terna per gli anni che vanno dal 2010 al 2014 c’è anche il fotovoltaico. La società che si occupa nel nostro Paese del dispacciamento dell’energia elettrica ha presentato il piano di investimenti aggiornato con risorse aggiuntive pari a ben 900 milioni di euro, con un incremento del 26% rispetto al precedente piano strategico. In particolare, per il fotovoltaico Terna nel periodo sopra citato mette sul piatto investimenti per le energie rinnovabili che superano i 300 milioni di euro, e che a regime porteranno a conseguire una redditività pari ad oltre l’80%. Per implementare i progetti per il fotovoltaico, Terna mira a valorizzare i terreni che sono adiacenti alle stazioni elettriche e che in questo momento non sono utilizzati; l’obiettivo è quello di realizzare impianti di produzione di energia fotovoltaici di piccola taglia al fine di conseguire già entro l’anno corrente una potenza complessiva cumulata pari a 100 MW.”

    per carità, poi le aberrazioni di un mercato drogato unite al solito Italian Style della speculazione si fanno sentire:

    “…Ammontano a “130.000 MW” le richieste di connessione alla rete. Sono concentrate prevalentemente in “7 Regioni del Centro-Sud”. Ma non si tratta di impianti effettivamente realizzabili: il dato fotografa infatti una situazione “irreale” in quanto è riferito a una montagna di installazioni di carta che se si traducesse in realtà non potrebbe essere assorbito dal sistema elettrico italiano. A sottolinearlo è stato l’amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo, in un’audizione in commissione Ambiente alla Camera. Tuttavia, ha aggiunto, questo numero “irreale” genera “migliaia di pratiche di autorizzazione”, che sono invece reali, al punto che gli uffici – ha denunciato Cattaneo – non riescono a smaltire il carico di richieste, le istruttorie durano anni e questo crea un mercato delle pratiche per le connessioni e le autorizzazioni.”…….”

    oppure, vedo che in Austria esiste una zona denominata Eco World Styria: “Centosessanta imprese, quindicimila persone occupate. Sono i numeri di Eco World Styria, uno dei distretti della green economy austriaca, che punta ad arrivare a ventimila addetti per il 2015. Il cluster è specializzato in quattro ambiti di sviluppo e produzione: tecnologie per l’uso delle biomasse; uso del sole per produrre calore ed elettricità; sistemi di raccolta e di riuso dei rifiuti; tecnologie del ciclo dell’acqua, anche a fini energetici.
    L’ecocluster della Stiria, nel Sud Est dell’Austria, è una realtà affermata che ha rapporti con cinquanta istituzioni di ricerca e che nel cinquennio 2006-2010 ha visto l’occupazione crescere dell’11,7%, in piena crisi economico finanziaria internazionale.”

    E non mi risulta che l’Austria abbia un governo di facinorosi ambientalisti fanatici…..

    Su queste stesse pagine di CM qualche mese fa si discuteva di un rapporto pubblicato (non ricordo dove) dove si facevano le pulci ai costi in bolletta, evidenziando che in realtà il costo effettivo delle rinnovabili, presunto oltretutto in aumento per il 2011-2012, era ben poca cosa in termini di spesa annuale per le famiglie rispetto a ciò che viene (ingiustamente e vergognosamente, aggiungo io) deviato per finanziare le cosiddette “…e assimilabili” (inceneritori, etc etc);
    Forse pochi sanno che in queste settimane, un gruppo di operatori stranieri attivi nel settore del fotovoltaico ha deciso di avviare un contenzioso internazionale e di ricorrere contro la bozza del nuovo decreto ministeriale che stabilisce le nuove tariffe incentivanti per gli impianti fotovoltaici che entreranno in esercizio a partire dal 31 maggio 2011 (il c.d. Quarto Conto Energia).
    Quanto ci fa bene questa cosa?
    Allora, mi chiedo io, forse un’attenta analisi costi-benefici di tutta la questione, a 360°, forse non l’ha mai fatta nessuno??? o forse non conviene (a qualcuno) farla?

    A proposito di Spagna:
    “…Il futuro Piano delle energie rinnovabili (Per) spagnolo per il periodo 2011-2020 è quasi pronto per essere presentato. La principale novità è che esso prevede un incremento di quasi il 60% del “peso specifico” delle energie rinnovabili, che dovrebbero coprire il 20,8% della domanda energetica nazionale. L’esecutivo ha “virtualmente” completato il nuovo piano per le energie rinnovabili, che sostituirà il Per 2005-2010, e dovrebbe essere approvata alla fine di luglio. Per preparare il nuovo piano, che è suddiviso in dodici capitoli e la cui realizzazione è affidata al Ministero dell’Energia, sono state prese in considerazione varie fonti energetiche quali biocarburanti, biogas, biomassa, l’energia delle onde oceaniche, eolica, geotermica, idroelettrica, energia solare.
    Per quanto riguarda il grado di conformità con il piano per il periodo 2005-2010, il consumo primario di energia rinnovabile è stato fissato al 13,2%, rispetto al 12% previsto. Per quanto riguarda le infrastrutture installate, quelle riguardanti l’energia eolica hanno raggiunto i loro obiettivi per l’installazione di un totale di 20.871 megawatt mentre nel caso del fotovoltaico si sono installati impianti per 3.787 megawatt rispetto ai 400 megawatt previsti. L’energia dal solare termico ha triplicato i suoi obiettivi raggiungendo 632 megawatt di potenza installata mentre la biomassa ha il più basso livello di conformità agli obiettivi, con il 40%, e 533 megawatt installati. ….”

    parliamo di piccoli numeri: rimanendo in tema Green jobs, nell’alto Lazio, tra la provincia di Roma e di Viterbo, zona Montalto di Castro, i nuovi posti di lavoro green ci sono stati eccome; pochi forse, ma meglio poco che niente, in un territorio che ha poco da offrire, considerando la crisi generale e la scarsa propensione italica a investimenti e assunzioni….

    direi che rispetto alle parole di Claudio, riprese, per quel che vedo, dalle pagine web de “Fondazione Magna Carta” o dal sito de “L’Occidentale”, entrambe di dichiarata ed esplicita appartenenza politica, forse un minimo in più di obiettività, o quantomento di “altra campana”, sarebbe stato preferibile….

    secondo me

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    • In effetti, anche al sottoscritto sfuggono molte cose…ad esempio, per quanto riguarda l’Italia, e TERNA in particolare, non riesco a decifrare questo comunicato stampa:
      http://webmagazine.terna.it/default.aspx?tabid=4678&aid=2884780&modid=22309
      in cui si afferma che:
      “Per quanto riguarda le opportunità al di fuori delle attività tradizionali, oggi è stata perfezionata anche la cessione di Rete Rinnovabile S.r.l. (“RTR Srl”), società operativa nell’ambito del fotovoltaico a Terra Firma Investments (GP) 3 Limited. La cessione della partecipazione di RTR Srl ha generato proventi netti complessivi di circa 204 milioni di euro”
      Per quanto riguarda la Spagna, auguro loro di raggiungere quanto prima i loro obiettivi, che guarda caso si riferiscono sempre è solo a Potenza Installata ( sarà forse che la UE ha dato dei Target di potenza da istallare per ciascun paese, pena grosse multe???)…
      Per quanto riguarda l’Austria, sarei curioso di vedere il peso di ciascuna delle attività green elencate, tra le quali spiccano
      “sistemi di raccolta e di riuso dei rifiuti; tecnologie del ciclo dell’acqua, anche a fini energetici”…Mah, tant’è, adesso anche costruire case eco-compatibili trasforma quelli che sino a ieri erano manovali, muratori, carpentieri, elettricisti ed idraulici, in lavoratori green!!!!

    • Allora, Max metti veramente troppe cose sul fuoco. Per prima cosa, pur non avendo nulla contro la “Fondazione Magna Carta” o “L’Occidentale”, non sono queste le mie fonti. Esprimo un mio pensiero e una mia analisi, perchè dovrei esporre l’altra campana? (quale?). Mi sembra che di altre campane ce ne siano a sufficienza.

      Ciò detto, vengo al contenuto. Non riesco proprio a capire di cosa stia parlando. La parte relativa a Terna e alle concessioni, mi sembra proprio che sia l’immagine precisa di una economia sussidiata e senza un mercato reale. Questo emerge dalle tue parole Max, e questo è. E in ogni caso mi sembra piuttosto fuori tema con quanto sto dicendo io, o meglio ancora con quanto riporta lo studio condotto.

      In ultimo aggiungo, bisognerebbe andare a controllare il disaggregato delle richieste di lavoro, per capire come si stia muovendo il mercato del lavoro. Prendiamo per esempio la Germania (che viene assurta ad esempio per le energie rinnovabili), queste sono le richieste di occupazione:

      ingegneri (34mila), ma non solo; anche autisti (30mila), cuochi (28mila), operai non specializzati (23mila), infermieri (20mila) ed impiegati (20mila)
      (Fonte Il Sole 24 Ore).

      Personalmente vedo la classica segmentazione di una economia industrializzata, suddivisa classicamente tra terziario e industria manifatturiera. Non vedo questo ribaltone dovuto ai green job.

      E questo lo dico senza alcun preconcetto, tuttavia il preconcetto va tolto a chi vede (e vende) la panacea nei lavori verdi.

      Poi tutto fa brodo, come dicevano gli antichi.

      CG

    • Ecco un esempio di come tutto fa brodo, in maniera bipartisan ad approfittarsi degli incentivi a carico degli utenti.

      “ride Ermano Pasini. «Abbiamo fatto o no un affarone?”
      Ti credo che ride!
      Ma milioni di famiglie no, loro pagano una tassa nascosta.

      Energia tot prodotta kWh anno 7800000
      Area coperta dai pannelli FV mq 38438
      Potenza media prod.per anno in kW 0,25
      Pot. media anno in kW/mq 0,01

      Ricavo lordo annuo vendita energia € 5 Mln
      Remunerazione €/kWh 0,64(!) 13 volte il normale costo di produzione!

      Costi fissi mutuo capitale + interessi € 1,8Mln/anno
      Costi fissi “gestione impianto”+Assicuraz. € 1,2 Mln/anno

      Capitale impegnato € 23Mln (in parte usato per recupero ambientale) capitale per installazione FV lo stimo al 70% del totale quindi circa € 16Mln.

      E’ francamente pazzesco!

      http://www.corriere.it/cronache/11_aprile_28/stella-lago-di-luce_8df91b0e-7160-11e0-9f4e-c2e6495f1ddd.shtml

    • dove sarebbe la follia del tutto?

      non credo proprio che le popolazioni locali si stiano svenando per questa cosa, né mi pare che gli è stata imposta dall’alto….

      1: fornisce energia per 7,8 milioni di kilowatt all’anno;
      2: i comuni non pagano più un centesimo per tutta l’illuminazione pubblica;
      3: valle risanata con la rimozione di tonnellate e tonnelate di amianto;
      4: creazione di un parco ambientale delle Energie rinnovabili;

      eh, beh, non c’è che dire, un vero scempio illogico e tendenzioso….!!!

      senza offesa per nessuno,mi sembra che qui la “tifoseria” la faccia da padrone in troppe esternazioni….

    • Spett. Max Pagano.
      Punto 1)
      “Fatto sta che il 28 dicembre (2010) l’impianto era finito. Pronto per essere allacciato alla rete elettrica. E da allora fornisce energia per 7,8 milioni di kilowatt all’anno.”
      Quindi i 7.8 milioni di kWh all’anno sono solo teorici…vedremo a consuntivo.
      Punto 2)
      “I comuni non pagano più un centesimo per tutta l’illuminazione pubblica”
      In effetti ha ragione, loro non pagano un centesimo in quanto lo paghiamo tutti noi…Inoltre sarei curioso di sapere come fanno ad alimentare l’illuminazione pubblica ( che notoriamente funzione di notte) con i pannelli fotovoltaici ( che, altrettanto notoriamente, funzionano solo quando c’è il sole)!
      Punto 3)
      La valle poteva essere tranquillamente risanata dall’amianto senza spendere altri soldi per il fotovoltaico…
      Punto 4)
      Sarò limitato intellettualmente, ma usare il vocabolo PARCO per chiamare in modo eco-sostenibile quella che è una centrale elettrica, francamente lo trovo semplicemente disgustoso.

  8. Letto il link di antistrafalcione, non riesco a capire quale sia la notizia bomba. Una letterina del presidene Obama al congresso con la richiesta di “adottare un’azione immediata per eliminare gli sgravi fiscali non necessari per le compagnie petrolifere…”
    Non c’è nessuna decisione, non c’è nessuna proposta di legge, non esiste nessuna intenzione del congresso.
    E se anche fosse, sarebbe cosa giusta. Ma completamente off-topic, visto che si parla di eventuali sviluppi economici legati alla green economy. Il perno del discorso non è se tagliare o meno i sussidi ai petrolieri (io mi auguro di si), ma se veramente questi green jobs possono creare occupazione e benessere. Al momento, visto il caso Spagna, sembrerebbe di no, purtroppo.
    Saluti

    Post a Reply
  9. Lorenzo scrive: “non tutti… possono presiedere un organo preposto alla tutela della sicurezza dei cittadini se non hanno competenze specifiche in materia” “per un organo preposto alla sicurezza delle centrali nucleari ipotizzerei alla presidenza un esperto in ingegneria nucleare…ce ne sono ancora di validissimi all’enea”

    Lorenzo, mi dispiace ma ancora una volta trae delle conclusioni affrettate. Veronesi ha competenze scientifiche in un settore che ha connessioni dirette alla tematica della radioprotezione, la medicina nucleare, largamente impiegata nella cura e nella diagnostica delle malattie neoplastiche. Insomma non è un medico condotto qualsiasi, deve conoscere assai bene gli effetti delle radiazioni.
    Ad un ingegnere nucleare, ma anche un fisico, un ingegnere civile, mancherebbe (formalmente) tale competenza in ordine alla sicurezza delle persone. Questo non li rende meno competenti rispetto a Veronesi ma non svaluta a mio avviso la possibilità che egli possa gestire l’ente. Agggiungo una nota personale. A questo punto il tuo intervento sembra surrettiziamente volto ad escludere (screditandolo) Veronesi proprio perchè ha espresso una posizione non pregiudizialmente contro l’energia nucleare.

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    • Anch’io ho tratto considerazioni affrettate, questo post andava in: Il valzer del nucleare… 😉

  10. @ Gravina

    spiegare come e quante risorse ci dragano mi avrebbe portato veramente troppo off topic 🙂 il messaggio che intendevo far passare è che si tratta di stabilire se 3 o 4 euro a famiglia (per il momento) al mese nella bolletta sono un investimento accettabile per fare del fv un fonte importante per il nostro paese. A mio parere non potrebbero esistere soldi spesi meglio.
    Riguardo invece nello specifico dei green jobs, non sono un economista e tanto meno un esperto del mercato del lavoro, però ragionando in astratto sarei portato a concludere che in effetti, alla fine dei salmi, le fonti rinnovabili richiedono meno lavoratori. E questo perchè sono una soluzione tecnologicamente superiore. Difatti quanti occupati sono necessari per gestire e mantenere un impianto fv nel suo arco di vita? Più o meno zero 🙂 E quanti occupati per campo eolico? Poche unità, credo….essendo tecnicamente infinitamente più semplici di una centrale nucleare o anche di una centrale termoelettrica a combustibili fossili, mi sembra naturale che una volta implementate, il numero di occupati nel settore sia inferiore a quello attuale. Credo che un aumento si possa registrare soltanto nella fase di transizione che aumenta la quota rinnovabile a discapito delle fonti tradizionali del mix energetico. Ma è appunto un effetto temporaneo.

    Post a Reply
  11. Quattro miliardi sono un po’ pochini per fare la differenza e poi e’ solo l’ennesima promessa.

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    • Vale per lei e vale per tutti, non ci piace molto il commento di tre righe, di cui due fatte da un link esterno. Se vuole commentare, bene, altrimenti non li pubblico.

    • strafalcione uno (1) solo lavoro sperimentale, non ci riesci?

      …ogni volta che avrò tempo e vedrò un tuo commento te lo circorderò in calce, prima o poi finirai le scuse o prima o poi qui ti impediranno di aggredire gli altri per non rispondere…

    • Cocco [omissis]

      Facciamo così: risposta cassata perchè non pertinente. In quasi quattro anni ormai, non credo di aver mai dovuto moderare così tanto così come con lei. Eppure anche i più recidivi alla fine hanno sempre capito. Lei no. Qual è il problema? Parliamone.
      Claudio Gravina

    • Claudio – il problema e’ semplice e l’ho mostrato e dimostrato ripetutamente. Tu puoi parlare ad ASF e dirgli quello che vuoi, tanto lui non ti ascoltera’. C’e’ qualche indicazione che, ogni tanto, legga quello che scrivono gli altri, ma non esiste nessuna prova che abbia capito, o tentato di capire qualunque cosa abbia letto.

      D’altronde se uno pensa che la controparte sia fatta da idioti integrali, uno non perde certo tempo ad ascoltare o capire. Lo dice anche il Nostro:

      La pusillanimità de gl’ingegni comuni è giunta a segno, che non solamente alla cieca fanno dono, anzi tributo, del proprio assenso a tutto quello che trovano scritto da quelli autori che nella prima infanzia de’ loro studii gli furono accreditati da i lor precettori, ma recusano di ascoltare, non che di esaminare, qual si sia nuova proposizione o problema, benché non solamente non sia stato confutato, ma né pure esaminato né considerato, da i loro autori.

    • Se ce l’ha col Gran Pisano ed il suo metodo, che sia Livornese?

  12. Botteri perchè non fa lo stesso conto per il fossile o per il nucleare? avrebbe delle brutte sorprese; in quel caso l’apporto diretto o indiretto dello stato è ancora maggiore; e in piu’ fanno anche o effetto serra o effeto serra e ancora altro.

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    • chi ha accesso agli ultimi dati? Preferibilmente separati per nazione, visto che le sovvenzioni per mantenere basso il prezzo della benzina in posti come l’Iran devono essere davvero gigantesche.

    • Caro antistr. ma non si stava parlando di Spagna, la tanto bella e “verde” Spagna? Quella che tre anni fa, si diceva, aveva sorpassato economicamente l’Italia? Quella dove adesso la disoccupazione, probabilmente anche per merito delle politiche “verdi”, è oltre il 20%?
      Parliamo di Spagna, di energie rinnovabili, non sviamo il discorso.
      Lei è un maestro nel benaltrismo.

  13. Infatti prima di Kyoto non esisteva mercato per il FV, chissà perché. Adesso, con la scusa di risparmiare CO2, si e’ creato un mercato basato solo su incentivi statali, nel quale sguazzano allegramente i fondi di investimento internazionali, dragando risorse ai comuni mortali che, chi piu’ chi meno, pagano le tasse…

    Post a Reply
    • Il mercato non è esistito neanche dopo kyoto per almeno 6 anni. Il mercato si è creato con il conto energia tedesco del 2004, nessuno pensava seriamente che il fv potesse avere un ruolo nel mix energetico. Il conto energia nacque per difendere l’industria tedesca dei semiconduttori dall’ormai preponderante mercato asiatico, non a valle del protocollo di Kyoto. E la strategia per qualche anno ha funzionato egregiamente; naturalmente adesso gli asiatici hanno recuperato quasi tutto il terreno anche in ambito fv.
      Se sapessi quante risorse ci dragano, caro borrielli, ti assicuro che gli incentivi al fv sarebbero l’ultima delle tue indignazioni 😉

    • Diciamo che senza Kyoto nessuno si sarebbe imbarcato a creare un mercato drogato quale quello delle rinnovabili.

      Detto ciò, frasi del tipo “se sapessi quante risorse ci dragano”, solitamente le accetto o da Mario Draghi o da chi spende almeno un paragrafo a corroborare la propria affermazione (e con questo non sto dicendo che sia falso quando dice…) 😉

      In ogni caso, noi economisti, ben sappiamo che l’argomento green jobs è estremamente aperto alla discussione, non vi è consenso unanime. Questo finchè parlano gli economisti, se poi dobbiamo dare retta a tutti gli ambientalisti, ok va bene, evviva i green jobs.

    • Diciamo pure che, quando si vuol far digerire ad una popolazione locale la creazione di un “PARCO EOLICO” o Fotovoltaico, si magnifica il risparmio di CO2, mica ti dicono che avranno un risparmio in bolletta…

  14. Qualcuno pensa che dando uno stipendio a qualcuno per fare un mestiere antieconomico avrebbe creato “un posto di lavoro”. Non è così. Ha in realtà creato una SPESA, che pesa sulla possibilità di creare altri posti di lavoro, questi VERI.
    Un posto di lavoro VERO è quello che (dopo magari un aiuto iniziale) cammina coi piedi suoi e produce ricchezza per sé e per gli altri (l’indotto). Per esempio, un artigiano che avesse bisogno degli attrezzi per iniziare, ma che poi produce di suo, un dentista giovane, che ha bisogno di uno studio. E così via. Mestieri che, una volta avviati, non hanno bisogno di successive agevolazioni. Ma quando l’energia prodotta viene rivenduta a prezzi fuori mercato, non siamo in presenza di una incentivazione normale, siamo in presenza di un’attività che attira i soliti furbi, e compete con gli onesti, magari mettendoli fuori mercato. Siamo cioè in presenza di una operazione politica o ideologica, una deformazione del mercato, innaturale quanto antieconomica. Sono anni che sostengo che il fotovoltaico è attività da ricerca, non da mercato. Giusto incrementare la ricerca (vorremmo tutti renderci indipendenti dal petrolio e dalle fonti non autoctone) ma sbagliato incrementare un mercato antieconomico che crea falsi posti di lavoro (perché tenuti su con incentivi e agevolazioni) e alla lunga deprime l’economia creando le premesse per una disoccupazione epocale. Pare che in California, nonostante la disoccupazione sempre maggiore, questo non l’abbiano ancora capito e puntino ancora sulle rinnovabili. Bene, anzi male (per loro, ma anche per chi ama l’Occidente), vedremo come andrà a finire e conteggeremo i “milioni” di posti di lavoro a consuntivo…perché il numero di posti di lavoro NON si decide con un decreto o con una disposizione, ma lo decide il mercato, che non fa sconti a chi toppa.
    Secondo me.

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    • Botteri, senza mercato non c’è ricerca. 🙂

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