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Il Cielo (non) è blu sopra le nuvole

Una cosa tipo Val Padana insomma. Quel bianco lattiginoso del cielo che contraddistingue le aree densamente popolate o con conformazione orografica circostante che favorisce l’accumulo di aerosol e aumenta la luce diffusa.

Arriva da Science Daily ma anche da Greenreport il commento ad un paper uscito sul GRL:

Geoengineering: Whiter skies?

Naturalmente si parla di geoingegneria, o meglio degli effetti collaterali della stessa. E così, senza aver ancora capito se e quanto le attività umane possano aver influito o influire sul clima, l’ultima frontiera della scienza sembra essere quella di immaginare altre attività umane che possano porre rimedio. Tra queste la più gettonata è la dispersione di grandi quantità di aerosol in atmosfera per schermare la luce solare. Tralasciando il fatto che si dovrebbe passare a nuove sfide quando si sono superate quelle vecchie, questa moda del cerotto climatico sembra proprio essere la nuova gallina dalle uova d’oro. Evidentemente con il disastro climatico annunciato che tarda ad arrivare si è deciso di cambiare obbiettivo.

E così c’è già chi fa la lista dei pro e dei contro. Un cielo più bianco cadrebbe nella seconda categoria, mentre pare che le piante ne gioverebbero, in quanto sembra che gradiscano più la luce diffusa di quella diretta. Dicono che si dovrebbe abbattere del 2% l’irradianza totale per contrastare le malefatte umane. Cosa fare per ridurre al silenzio questi antropicissimi nemici dell’effetto antropico non è dato saperlo.

Ah, il contrappasso più ridicolo: con meno radiazione solare calerebbe anche la resa dei preziosissimi pannelli fotovoltaici. Un bel dilemma.

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Published inAttualità

Un commento

  1. Guido Botteri

    Questi per me sono apprendisti stregoni, vogliono fare senza avere una idea chiara di quello che succederà. Non sanno come funziona il sistema climatico, ma non esiterebbero a modificarlo. Non sanno cosa fanno le nubi, ma eccoli pronti ad intervenire massicciamente, né sanno cosa facciano esattamente gli aerosol, visto che hanno effetti contrastanti anch’essi, come risulta da recenti studi, né sanno quanto incida il Sole, né i raggi cosmici, né il cosmo nel suo complesso, né quale ruolo esatto abbiano gli oceani… insomma son più le cose che non sanno di quelle che sanno (o “credono” di sapere”), ma con l’incoscienza dei veri apprendisti stregoni, eccoli pronti a intervenire, per “salvare” il pianeta.
    Se questa è “ingegneria” forse sarebbe il caso di dare la laurea indietro.
    Secondo me.

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