La BBC e la lista dei comunicattivi – Aggiornato

Posted on 14 novembre 2012
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Post aggiornato, leggete in fondo.

C’è una faccenda che gira per il web da qualche tempo. Come spesso accade, i suoi giri li ha fatti in sordina, salvo poi esplodere all’improvviso. Questo però, non è un caso di notizie a cui per ragioni inspiegabili spuntano le gambe, è un caso di tenacia, capacità investigativa e interesse per la verità o, se credete, per non essere presi per i fondelli.

Avevo inizialmente deciso di non ‘coprire’ questa storia su CM perché l’attore principale è la BBC, noto broadcaster d’oltre Manica attivamente impegnato a sostenere anima e corpo le tesi più climacatastrofiche possibile. Quindi, pensavo, fatti loro e dei sudditi di Sua Maestà. Ma dal momento che pare che l’abbiano fatta davvero grossa e a sfilar loro i vestiti è stato uno che con CM ha avuto ed ha molto a che fare, Maurizio Morabito, ve la devo proprio raccontare.

Nel perfetto stile british di stretta osservanza delle regole, la BBC tempo fa aveva fatto sapere che dopo aver realizzato una serie di meeting, di cui uno molto importante e significativo, aveva deciso di orientare la sua linea editoriale sulle tesi dell’AGW. Il parere degli esperti, dicevano, ci ha convinti della effettiva pericolosità della situazione. Brainstorming climatico e dubbi fugati, via verso la salvezza del Pianeta!

Tutto ciò suona molto strano alle nostre orecchie, perché i nostri media non seguono regole specifiche, né dichiarano il proprio orientamento in materia di clima, semmai si affidano alla bisogna all’esperto di turno, con un nobilissimo l’accento toscano da un lato e il martelletto da geologo dall’altro che la fanno da padrone. Ad ogni modo, quella che segue è la spiegazione rilasciata a suo tempo dalla BBC.

[info]

The BBC has held a high-level seminar with some of the best scientific experts and has come to the view that the weight of evidence no longer justifies equal space being given to the opponents of the consensus [on anthropogenic climate change].

La BBC ha tenuto un seminario di alto livello con alcuni dei migliori esperti scientifici ed è arrivata all’idea che il peso delle prove non giustifichi più che venga dato pari spazio a quanti si oppongono al consenso [sul riscaldamento globale antropogenico].

[/info]

Accade poi che un blogger, tal Tony Newbery di Harmless Sky, abbia deciso di chiedere ufficialmente la lista dei partecipanti a quel famoso meeting, nel rispetto delle norme britanniche in materia di libertà di informazione, regolata per legge dal Freedom of Information Act. Incredibilmente la BBC ha dispiegato un esercito di legali nei due livelli di giudizio scaturiti dalla richiesta e ha speso una barca di quattrini per opporsi. Ottenuta la ragione dal giudice, che aveva avuto modo di far notare che la richiesta non poteva essere accolta perché le intenzioni di Newbery soffrivano di un condizionamento d’opinione – il nostro ahilui, è uno scettico – la questione sembrava chiusa, pur restando lo stupore (e anche un po’ il malumore) per gli sforzi profusi dalla BBC per proteggere delle informazioni almeno in apparenza di poco conto.

Accade però anche che la rete sia tante belle cose insieme e che i blog climatici abbiano preso grandissimo spazio nel mondo dell’informazione. Una di queste belle cose, lo sanno quasi tutti, è l’impossibilità di far scomparire per sempre documenti che in un modo o nell’altro sono passati dal web. E così, Maurizio Morabito ha inserito il link dal quale il documento era stato rimosso nella Wayback Machine, strumento nato proprio per questo scopo e, in modo completamente legale, nonostante il giudizio e nonostante la riluttanza della BBC, la lista dei famosi esperti (erano 28) è tornata alla luce.

Sorpresa! A parte un paio o forse tre scienziati, di cui uno solo climatologo, tutti gli altri consiliori risultano essere attivisti di ONG e organizzazioni varie assolutamente non scientifiche, tutte impegnate a fare lobbysmo per sostenere la tesi dell’AGW. Spicca il nome del direttore della comunicazione di greenpeace, climatologo honoris causa.

Maurizio Morabito, sul suo blog, ci fornisce alcune ragioni per cui quella lista è così importante. Antony Watts, su WUWT, battezza questa magra figura dell’emittente come “TwentyEightGate“. Bishop Hill, che aveva coperto con altri post la questione prima dello scoop di Maurizio, ci scrive su un breve saggio. La Global Warming Policy Foundation, racconta la storia per filo e per segno. Ma è solo l’inizio, prima che venga stasera la storia sarà su molti altri media. Chissà se le strategie di comunicazione scientifica e la sentita necessità di trasmettere messaggi efficaci per rendere edotto il mondo sui rischi del riscaldamento globale passano per meeting come quello che ha “aperto gli occhi” della BBC.

Ora quelli bravi si affanneranno a dire che comunque la BBC fa bene a seguire la sua linea editoriale, perché sì perché è così, a prescindere dal processo attraverso il quale è stata definita. Secondo me invece, e secondo molti altri come avete visto, hanno fatto una figura veramente terribile, svelando una volta di più quanta ideologia si celi dietro un certo genere di informazione. Non è detto, tra l’altro, che il mondo dell’informazione inglese – la BBC è un ente pubblico – lasci passare la storia tanto facilmente.

Bravo Maurizio!

Aggiornamento:

Come volevasi dimostrare, la questione migra dalal rete alla stampa. Ecco l’editoriale su Il Foglio.

Aggiornamento #2:

Maurizio ha scritto ancora sull’argomento. Molto interessante la reazione dei pochi tra quelli bravi che hanno affrontato la questione (tutti gli altri tacciono, perché trattasi di materia che se sollecitata meccanicamente accresce il suo disturbo olfattivo, portando il livello della stessa materia oltre il collo, cosa notoriamente poco gradevole). Pare si tratti di una non-storia secondo loro, nel più perfetto stile del vigile Celletti, circolare gente, circolare!

Leggete qui.

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47 Replies to "La BBC e la lista dei comunicattivi - Aggiornato"

  • Maurizio Morabito
    14 novembre 2012 (07:21)
    Reply

    Grazie Guido. Permettimi di dire che in questa faccenda, chi sta dalla parte della BBC è evidentemente pronto a vendere l’anima per Big Corp per mettersi contro un pensionato che non aveva neanche i soldi per pagare un avvocato. Altro che “bigoilisti”…

  • Fabrizio Giudici
    14 novembre 2012 (09:31)
    Reply

    Mi associo ai complimenti a Maurizio, ovviamente.

    Una storia tristissima… la coolness britannica e la BBC in particolare erano tra le cose che in gioventù ammiravo. Ovviamente, ho dovuto ricredermi – o meglio, constatare che le cose erano cambiate – già da tempo, e questo è solo l’ennesimo episodio. E’ per questo che la storia, tutto sommato, non ha un lieto fine, anche se Maurizio è riuscito a smascherare la malafede. Rimangono solo tracce delle buone cose anglosassoni: apprezzo che un’emittente pubblica decida di segire una linea editoriale precisa e lo comunichi pubblicamente (meglio della nostra RAI che è lottizzata dai partiti, lo sanno tutti, ma ufficialmente non è così). Ma, come l’episidio dimostra, basta un dettaglio mancante per far cadere tutta la catena di garanzie e nascondere tutto dietro a una cortina di moralismo. Se avessero detto: decidiamo questa linea editoriale soggettivamente, perché il direttore se l’è sognata di notte, è un nostro diritto, non avrei niente da lamentare: il telespettatore saprebbe che l’informazione è polarizzata e sarebbe in grado di bilanciarla con un altra fonte di informazioni polarizzata diversamente. Insomma, non ci sono buoni e cattivi, bianchi e neri, ma gruppi con propri convincimenti, lobby ed interessi, e poi ogni singolo cittadino deve mettere il suo cervello per capire come stanno le cose. Invece, ecco la falsità: la nostra linea è obiettiva, perché scientifica. Perfetto per in manicheisti, quelli che solo una parte è onesta, sfruttando ovviamente il credito (residuo, in veloce degrado) che un’istituzione come la BBC può vantare. Tristissimo anche che il sistema non abbia funzionato in altre parti: il giudice, evidentemente incompetente o fazioso, che boccia la richiesta perché fatta da uno scettico dichiarato, e che accetta acriticamente la premessa che dall’altra parte non ci siano partigiani. Triste il fatto che questi qui oggi sono stati smascherati, la prossima volta staranno ben attenti a non pubblicare la lista fin dall’inizio per non venire beccati dai Morabito di turno.
    Ovviamente, ora dovremmo chiederci quali sono le motivazioni delle scelte editoriali dei quotidiani, esteri e nazionali… ma non lo sapremo mai.

  • valery
    14 novembre 2012 (10:38)
    Reply

    strabiliante la sinergia tra “Il foglio” e climatemonitor. Sempre i primi a fare le scoperte del secolo: esistono 2 tifoserie, i negazionisti ed i catastrofisti. Poi che a fare la scoperta sia stato uno che afferma di essere intelligentissimo stimatissimo (aggiungeteci voi gli ..issimo che preferite) e convinto di aver dimostrato con le armi della logica che l’AGW è impossibile, beh, permettetemi di dirvi che fate ridere più del solito. Grazie, mi avete raddrizzato la giornata

    • Guido Guidi
      14 novembre 2012 (11:40)
      Reply

      Ma come, proprio tu che aderisci al consenso ti meravigli delle opinioni condivise? Ma quanti pesi e misure hai? Felici di essere utili comunque.
      Buona giornata.

      • Maurizio Morabito
        14 novembre 2012 (12:56)
        Reply

        Non ho mai detto di essere intelligentissimo etc etc ma mi fa piacere sapere che sia quanto pensa valery. Di qualcosa dovra’ pure invidiarmi, dopotutto.

        Noto anche che la pagina Why AGW Is Logically Impossible continua a ottenere il suo scopo: individuare chi sia capace di pensare, e chi non lo sia. Inutile dire in quale delle due categorie cadano coloro che pensano che io davvero sia “convinto di aver dimostrato con le armi della logica che l’AGW è impossibile”.

        L’ironia piu’ e’ sottile, piu’ e’ una forma d’arte capace di distruggere.

        • valery
          14 novembre 2012 (15:02)
          Reply

          l’ironia senz’altro serve a questo, la superbia no.

          • Maurizio Morabito
            14 novembre 2012 (22:03)

            in effetti per qualche motivo ma solo con Italiani mi capita di trovare alcuni invidiosi che scambiano l’autoironia bombastica per superbia. Gli altri, quando scrivo che sono il Supereroe del Giornalismo Investigativo per esempio, sorridono perché non mi vedono come una minaccia al loro amor proprio.

            Riguardo gli invidiosi dunque, me ne sono fatta una ragione.

          • valery
            15 novembre 2012 (08:22)

            Caro Morabito devo informarla che l’invidia non alberga a casa mia, non ne avrei motivo in questo caso. E’ vero però che la vedo come una minaccia all’intelligenza e al buon senso. Saluti

            Allarme troll attivato.
            Valery buona giornata.
            Admin

          • Maurizio Morabito
            15 novembre 2012 (10:44)

            non ho capito cosa sia la “minaccia”, io o l’invidia. Nel primo caso faro’ come quel personaggio mi sembra ne “Il Federale” di Salce, aspettero’ a casa e quando richiesto berro’ l’olio di ricino.

    • Fabrizio Giudici
      14 novembre 2012 (12:30)
      Reply

      valery, non manca occasione di dimostrare il peggio del suo atteggiamento anti-scientifico. Facciamo così: a me Maurizio sta simpatico. Ma facciamo, per questo post, che io lo detesti. Detto questo, non ha espresso un’opinione, né ha fatto un calcolo ed esposto una tesi, eccetera, ma ha scovato un documento che la BBC ha tentato di nascondere. Ora, lei si può chiedere se il documento trovato sia vero o falso; se sostiene che sia falso, deve darci una spiegazione su come sia possibile che si trovi nella Wayback Machine.
      Se è vero, invece di parlare come una pettegola ignorante, ci dia una sua valida spiegazione per la presenza, a quella riunione, per esempio di queste persone (selezionate arbitrariamente da me, in quanto hanno particolarmente stimolato la mia fantasia):

      * una rappresentante di una chiesa (che c’entra con una questione scientifica?)
      * un project manager di una nota compagnia petrolifera (ma non sono quelli delle lobby sporche e cattive?)
      * un direttore di una azienda che opera nel settore delle energie rinnovabili (ma il conflitto d’interessi non stava tutto nel campo dei negazionisti?)

      Non ho messo nomi e cognomi perché è la politica di CM. Ma i dettagli si trovano nel documento.

      • valery
        14 novembre 2012 (15:17)
        Reply

        Giudici, per l’amor del cielo, si rilassi un attimo e spieghi alla pettegola ingnorante cosa c’è di scientifico in quel che fate e presentate qui. Guardi che i veri pettegoli siete voi che passate le vs giornate a spulciare notizie e documenti sul web pur di trovare qualcosa di cui parlare. Se questo le serve per giustificare le sue frustrazioni, va bene, faccia pure ma ricordi che il vero ignorante è lei.
        In ultimo le faccio notare, giacchè da solo non ci arriva, che a quella riunione che tutto aveva meno che i crismi della riunione scientifica poteva partecipare chiunque fosse invitato. Cosa ci sia di scandaloso non lo so ma se vuole notizie dettagliate sui rapporti tra chiesa e scienza si informi presso chi ha invitato il Pontefice all’università romana.

        Allarme Troll attivato.
        Valery buona serata.
        Admin

        • duepassi
          16 novembre 2012 (11:35)
          Reply

          Se fosse vero quel che dice, perché poi avrebbero cercato di impedire con ogni mezzo che si sapesse chi erano questi misteriosi “scienziati” che tanto dottamente avevano convinto la BBC di dove fosse la Verità Assoluta ed Indubitabile ?
          Guarda caso, i catastrofisti stanno sempre a difendere cose che, se fossero vere, mostrerebbero con orgoglio. Tutto quello che affermo io, le mie fonti, le mostro apertamente, e son ben lieto che qualcuno le legga. “Io” non le nascondo, perché le ritengo, in massima parte (lasciamoci un piccolo margine di errore, perché tutti possono sbagliare, anche io) “vere”.
          Cosa ho da temere dal fatto che si sappia la verità ?
          Cosa temono invece i catastrofisti (ricordo la strenua difesa dei dati del grafico della mazza…da hockey) dal fatto che si venga a sapere la verità ?
          Evidentemente qualcuno non teme la verità (io, per esempio), mentre altri, mi vien da pensare, la temono disperatamente (Phil Jones, Michael Mann, la BBC).
          Lei a chi crede, a chi nasconde i dati o a chi non li nasconde ?

    • Gianni
      14 novembre 2012 (13:05)
      Reply

      Strabiliante la sinergia tra AGW e pedofilia.

      • Maurizio Morabito
        14 novembre 2012 (15:04)
        Reply

        Non c’e’ niente di strabiliante Gianni. La pedofilia alla BBC e’ riuscita ad attecchire per una cultura di impunita’ che e’ la stessa che ha fatto pensare di poter essere partigiani del catastrofismo in barba a ogni legge.

        Questa e’ una storia di democrazia. In questa storia, chi appoggia la BBC e’ fascista dentro.

  • Alex
    14 novembre 2012 (11:51)
    Reply

    “Ora quelli bravi si affanneranno a dire che comunque la BBC fa bene a seguire la sua linea editoriale” E sbagliano, perche’ la BBC e’ tenuta per legge ad essere imparziale, essendo un sevizio pubblico pagato dai cittadini (esattamene come la RAI, sarc.)e l’ imparzialita’ e’ imposta nella “Charter” istitutiva.

    Il BBC trust, che e’ l’ organo esterno che dovrebbe vigilare su questa imparzialita’, ora si trova un’ altra gatta da pelare dopo la debacle sulla pedofilia in cui Jimmy Savile e’ stato coperto e Lord Mc Alpine ingiustamente accusato.

    Complimenti a Maurizio Morabito eroe del momento nella blogosfera climatica.

    • Maurizio Rovati
      14 novembre 2012 (13:28)
      Reply

      Esatto, la BBC è tenuta per legge all’imparzialità.

      La deroga è quindi stata motivata dal fatto di aver prima consultato fior di scienziati e verificato che lo scetticismo (il negazionismo per farci capire da quelli bravi) era largamente minoritario e non supportato dai fatti.

      E ciò si è dimostrato falso: pochi scienziati ma molto bias, molte ONG e molta politica.

      Richiesti di fornire la Lista hanno rifiutato (coscienza sporca = paura eh?). Poi, sdegnati, hanno opposto resistenza legale al FOIA certi di ottenere un verdetto favorevole dal giudice amico (vuole la lista perchè è negazionista).

      Vittoria di Pirro, la Lista è saltata fuori ugualmente dalle pieghe della Rete ed un altra tessera si aggiunge per chiarire il puzzle delle mail del climategate e la mafia internazionale che ci si nasconde dietro.

      Ma probabilmente già sapevano che sarebbe saltata fuori.

      Ora probabilmente la loro posizione sarà che dato che loro erano contrari alla pubblicazione e che un giudice gli ha anche dato ragione, quella lista non ha validità legale, chi l’ha trovata non doveva pubblicarla e che TUTTI invece devono conformarsi alle loro Bugie sulla composizione del gruppo del “28Gate”. Bugie che, per tanto, diventano la Verità Ufficiale.

      Prevedo molta sabbia in arrivo e l’istituzione di una commissione molto ben remunerata con fondi pubblici che dia ragione alla BBC contro ogni evidenza.

      Kudos a Maurizio Morabito, che rischia abbastanza di suo.

      • Maurizio Morabito
        14 novembre 2012 (14:31)
        Reply

        La situazione alla BBC e’ peggiore di quanto sembri.

        Per legge, non possono farsi influenzare da attivisti esterni. In fatti un organizzatore dei seminari, Roger Harrabin giornalista della BBC, raccomando’ di non prendere finanziamenti per quei meeting dal WWF e rivolgersi invece a British Gas, proprio per non far puzzare il tutto.

        Ora si e’ scoperto che un altro dei gruppi organizzatori (IBT) e’ finanziato dal WWF e dal Governo. Quindi la BBC ha detto a tutti che le sue decisioni di policy in materia climatica sono state influenzate proprio da chi per legge non le dovrebbe influenzare.

        L’edificio, per quanto mi concerne, ha gia’ ceduto. Devo solo aspettare, non vale la pena neanche dare un’ultima spinta.

    • Fabrizio Giudici
      14 novembre 2012 (14:23)
      Reply

      E’ vero, la BBC è tenuta per legge ad essere imparziale, e questo dovrebbe crearle dei guai. Ma, riallacciandomi a quanto ho scritto sopra, il requisito di legge è ipocrita, perché non esiste né può esistere un media che sia imparziale, per legge o per buona fede. Questo episodio dovrebbe far riflettere anche in questo senso.

  • Maurizio Morabito
    14 novembre 2012 (12:59)
    Reply

    A proposito di scienziati…a quel meeting, del Met Office neanche l’ombra. Si vede non ne hanno azzeccato una neanche quella volta.

    • Maurizio Rovati
      14 novembre 2012 (14:11)
      Reply

      Avranno altri Fondi Pensionistici…

    • Fabrizio Giudici
      14 novembre 2012 (17:16)
      Reply

      E sul Register leggo: http://www.theregister.co.uk/2012/11/13/climate28_named_wtf/

      “Intriguingly, Tony Newbery had been supplied with a later version of this document, he tells us – but with the attendee list stripped out. Newbery says he has written to the BBC’s solicitor to confirm whether the Wayback Machine IBT list is accurate.”

      “Curiosamente, a Tony Newbery ci ha raccontato che è stata data una versione più recente di questo documento, ma con la lista dei partecipanti mancante. Newbery dice di aver scritto al rappresentante della BBC per avere conferma se il documento trovato sulla Wayback Machine è accurato”.

  • Edo da Torino
    14 novembre 2012 (20:43)
    Reply

    Complimenti a Murabito e al Foglio. Mi chiedo solo come si possa amare la verità più di se stessi fino a questo punto.
    Col. Guidi, so che non c’entra niente con l’argomento di questo post e con il clima e me ne scuso, però può (Lei o qualcun altro) spiegarci perché c’è un terzo dell’Italia sommerso dall’acqua? Grazie
    Cordiali saluti

    • Guido Guidi
      14 novembre 2012 (21:15)
      Reply

      Perché è autunno. Non sempre va così ma va anche così in termini di millimetri. Quanto agli effetti sul territorio, è un problema di resilienza o, se si preferisce e visto che va tanto di moda, anche di adattamento, quello che l’uomo ha sempre fatto e che ora pare non sia più capace di fare. Dal punto di vista strettamente meteorologico è stata una linea di confluenza nei bassi strati cui contribuisce la linea di costa, con la struttura verticale della massa d’aria in instabilità condizionata. Vale a dire che il flusso confluente in basso ha fornito la spinta necessaria perché la massa d’aria salisse oltre lo strato stabile e trovasse le condizioni ideali per la convezione. Queste strutture convettive organizzate si chiamano V-shaped storm (tempeste a forma di V), molto comuni nel Mediterraneo (purtroppo). La forma a V viene dal fatto che il punto di innesco della convezione resta più o meno fisso e le celle man mano che si sviluppano si muovono lungo la direttrice del flusso in quota allargandosi in un’area detta anvil cloud. La persistenza dell’innesco e della direttrice di movimento delle celle fa sì che le precipitazioni – sempre in forma di temporale – insistano sulla stessa zona per ore, generando accumuli eccezionali (nel senso che occupano la parte più alta della distribuzione statistica degli eventi). La conformazione orografica del territorio (costa + rilievi) può avere un ruolo determinante. Così è stato per Genova nel novembre scorso, per esempio. Nella fattispecie dell’evento di lunedì, il contributo orografico non è altrettanto chiaro. Per farsi un’idea, oggi pomeriggio un altro di questi sistemi convettivi a mesoscala si è sviluppato sulle coste della Tunisia e l’anvil cloud ha raggiunto la Sardegna. Tra le masse d’aria a più elevato rischio di innesco di questi sistemi, spicca senz’altro l’aria sub-tropicale marittima continentalizzata, proprio quella che ha interessato il Paese negli ultimi giorni. Sono soggetti quasi sempre pre-frontali, piuttosto tipici delle warm conveyor belt che viaggiano nel settore caldo. Dal punto di vista prognostico, l’aria sub-tropicale marittima continentalizzata è quella più infida, perché viene da una zona del mondo dove ci sono poche osservazioni, sia al suolo che in quota. Ciò significa che i modelli spesso non intercettano questi sistemi (sia idrostatici che non idrostatici, cioè a mesoscala) e quando lo fanno, è ancora più difficile che individuino con precisione la zona d’innesco, elemento ovviamente cruciale per la previsione. In particolare, quello che manca spesso (ma non sempre) è la distinzione tra eventi intensi e eventi eccezionali negli output numerici, cui si cerca di sopperire con l’analisi soggettiva delle informazioni disponibili in sede di previsione.
      Tutto ciò, senza alcuna pretesa di aver esaurito l’argomento.
      gg

      PS: vi prego di non accendere una discussione su questo tema in questo TD, ho risposto perché non so resistere alla tentazione, dato che questo tema è certamente cruciale nel nostro lavoro.

  • Maurizio Morabito
    15 novembre 2012 (07:44)
    Reply

    Stasera parlerò dal vivo su WUWT alle 11.30GMT (00.30 ora italiana) http://wattsupwiththat.com/2012/11/14/wuwt-tvs-answer-to-al-gores-dirty-weather-report-is-on-the-air/ per parlare di #28gate e dei “comunicattivi”.

    • Maurizio Morabito
      16 novembre 2012 (09:27)
      Reply

      Comunicazione di servizio: non sono arrivati gli assegni da Big Oil. Uffa. Adesso ci vorra’ qualche giorno per avere i video WUWT disponibili online, incluso il mio.

      Non ci si puo’ piu’ fidare neanche dei petrolieri. Ma in che mondo viviamo??

  • Claudio Costa
    15 novembre 2012 (11:56)
    Reply

    @ Valery
    le faccio un sunto che forse ( ma forse ) non ha capito
    Gli inglesi pretendono che ciò che è pagato con soldi pubblici sia fatto bene, in particolare la comunicazione deve essere obiettiva e non di parte, quindi perchè alla BBC hanno scelto la strada della catastrofe climatica ? e non interpellano gli scettici? gli scienziati intendo, (ci sono sa sono diverse centinai)
    un pò di risposte le ha già avute dal climate gate un giornalista scettico Mann e jones lo hanno fatto cacciare. Un’altra rispsota invece è che la BBC si è documentata con la relazione di esperti di clima che avrebbero dimostrato come la riduzione delle emissioni sia urgente e neccessaria. Ma alla domanda e chi l’ha detto?
    Non hanno dato i nomi: perchè?
    perchè non erano scienziati del clima ma fanatici ambientalisti che di obiettivo non hanno nulla

    @ Maurizio

    Grazie!

    • valery
      15 novembre 2012 (15:02)
      Reply

      le faccio io un sunto giacchè no capisce, sicuramente. Voi usate gli stessi metodi dei vs ‘avversari’ siete faziosi e partigiani. Siete anche convinti, in questo modo di aiutare la scienza. Cosa c’è di scientifico nel lavoro del superman dell’informazione ??? L’unico che realmente aiutate è il provider internet che utilizzate e pagate.

      • Maurizio Morabito
        15 novembre 2012 (15:13)
        Reply

        Sei avvocati da una parte. 40mila sterline al giorno. Quattro giorni.

        Dall’altra un pensionato con la moglie. Zero sterline al giorno. Anzi meno di zero, e’ dovuto venire a Londra a spese sue, in albergo a spese sue.

        E valery sta con gli avvocati.

        Non occorre dire altro.

      • Maurizio Morabito
        15 novembre 2012 (15:21)
        Reply

        E a proposito di scienza.

        La BBC decide la sua scienza climatica senza il Met Office. Senza un climatologo attivo nel campo nel Regno Unito. Solo con Greenpeace e l’Ambasciata USA.

        E valery sta con la BBC.

        Stavolta occorre dire altro. E chiedersi: ma se la RAI decidesse la sua linea sul cambiamento climatico SENZA invitare il CMCC, anzi in compagnia dell’Ambasciata USA a Roma…che farebbero valery e sodali?

        Io lo so, cosa farebbero.

        • valery
          15 novembre 2012 (16:23)
          Reply

          lei sa cosa farei io? E bravo il ns telepata. Io se voglio interessarmi di scienza non guardo la TV anche perchè quando non lavoro la tengo spenta. Se voglio tenermi informato sicuramente non frequento i siti ed i giornali online che lei è abituato a sfogliare o perlomeno li leggo solo per vedere quanto in basso può arrivare il mestiere del giornalista. Ma le pare che gente come Dellingpole possa essere considerata giornalista? I gusti son gusti ma il dubbio che ci sia qualcosa dietro al fatto che i vs riferimenti sono tutti schierati da una parte e che nulla abbiano a che fare con la scienza del clima dovrebbe venirvi, o no?

          • Maurizio Morabito
            16 novembre 2012 (09:16)

            L’unica cosa di cui abbondiamo, e’ il dubbio. Voi conformisti invece andate in giro a ripetere Luca 6, 41. E di nuovo. E di nuovo. E di nuovo.

      • Claudio Costa
        16 novembre 2012 (08:13)
        Reply

        @ Valery

        guardi Valery che sui blog e sui forum non si fa scienza e nemmeno sui media, la si commenta. qui abbiamo discusso con decine di professori e ricercatori del clima perchè non facciamo censura, mentre su CA effetto cassandra coca sapiens la fanno.
        Quindi se per lei abbiamo fatto errori li dimostri citando fonti peer review come facciamo noi, ad es la invito a dimostrare anche solo un errore in uno qualsiasi tra le mie centinaia di post/articoli.
        Invece le sue critiche non hanno costrutto sono solo opinioni senza dimostrazioni, anche quella che non siamo sceintifici cioè che non riferiamo notizie e/o dati correttament, se non lo dimostra resta fiatella a vanvera

  • Fabrizio Giudici
    16 novembre 2012 (08:09)
    Reply

    “Voi usate gli stessi metodi dei vs ‘avversari’ siete faziosi e partigiani.”

    Dunque, la BBC si è rifiutata di pubblicare un proprio documento. Maurizio ha trovato e pubblicato il documento. Opacità vs trasparenza. Non capisco come si possa parlare di “stessi metodi”.

    • Maurizio Morabito
      16 novembre 2012 (10:49)
      Reply

      Comincio a pensare che “partigiano” sia un termine offensivo, nel vocabolario di “valery”.

  • Maurizio Morabito
    16 novembre 2012 (09:24)
    Reply

    Una secondaria utilita’ di questo episodio e’ nel dimostrare fino in fondo la caratura intellettuale di “valery”. Ci vuole infatti tanto coraggio per non accorgersi che non faccio riferimento a Delingpole.

    In questo episodio, e’ Delingpole che fa riferimento a me.

    E con lui, centinaia di persone e dozzine di blogger, in Italia, Francia, Olanda, Regno Unito, Canada, Australia, Stati Uniti.

    E non e’ che fanno riferimento a me come persona, ma a me come facilitatore della lettura di una lista vera con nomi veri. Il contenuto e’ ancora il Re, anche e soprattutto in rete: non la Fedelta’ Alla Causa.

    D’altronde e’ ovviamente impossibile per certe persone finanche immaginare che esistano esseri umani capaci di pensiero indipendente. E’ per questo che gli schemi “Ponzi” hanno tanto successo.

  • valery
    16 novembre 2012 (10:43)
    Reply

    @morabito: si riveda il suo post d.d. 15/11/2012 e veda di non esplodere.
    oh non si preoccupi riesco ad immaginare esseri umani capaci di pensiero indipendente ma chissà perchè lei non è nella lista.
    @giudici: voi usate gli stessi metodi dei vs detrattori solo che siete così ciechi da non accorgervene. Forse troppa indipendenza di pensiero pregiudica l’obiettività?
    @costa: ‘sui blog e sui forum non si fa scienza e nemmeno sui media, la si commenta’. Appunto, mi dica dov’è la scienza in questo caso?

    • duepassi
      16 novembre 2012 (11:54)
      Reply

      valery, ma perché, nei suoi tanti interventi, ho trovato tanti “giudizi” apodittici (è generoso da parte mia chiamarli “giudizi”, perché forse meriterebbero un’altra parola), ma mai nessuna frase, nemmeno una, di scienza ? E’ così, o mi è sfuggito qualcosa ? (credo che non mi possa essere sfuggito nulla del suo nulla scientifico, perché leggo tutto quello che si scrive qui su CM, ma non lasciamo limiti alla mia capacità di errore).
      Lo sa che mi viene il dubbio, sempre maggiore, che Lei di scienza non capisca assolutamente nulla ?
      Mi smentisca, per favore.

    • Fabrizio Giudici
      16 novembre 2012 (12:03)
      Reply

      Si ricordi, valery, lei deve convincere i lettori, non noi. I lettori leggono le sue risposte fatte di “forse che”, ma senza sostanza, e capiscono subito chi è il fuffaiolo.

    • Maurizio Morabito
      16 novembre 2012 (15:45)
      Reply

      Il mio “post d.d. 15/11/2012″?

      Povero valery. Non sa cosa scrive, figuriamoci se capisce cosa scrivono gli altri

  • Alex
    16 novembre 2012 (12:40)
    Reply

    Mi dispiace infierire sul povero Valery, ormai ridotto come l’ ultimo giapponese nella giungla.

    Lei dice: “mi dica dov’è la scienza in questo caso?” Il punto e’ che nel meeting in questione “la scienza non c’era, c’era solo la propaganda ambientalista” ed e’ per questo che la BBC, avendo dichiarato che i partecipanti erano scienziati di alto livello, ha cercato di tenere nascosta la lista dei partecipanti. Invano, grazie a M.M..

    Comunque, onore delle armi, sicuramente Michael Mann, Mikado della scienza climatica (nonche’ “Fake Nobel Laureate”) le conferira’ un’ onorificienza.

  • Maurizio Morabito
    18 novembre 2012 (10:11)
    Reply

    Nuovo appuntamento del 28Gate sulla carta stampata britannica, grazie a Christopher Booker e al Sunday Telegraph di oggi.

  • Climatemonitor
    19 novembre 2012 (07:02)
    Reply

    […] ne hanno parlato Piero Vietti de Il Foglio (online e su carta) e Guido Guidi di climatemonitor (online). Più un altro blog dove l’ossessione nei miei confronti non ha limiti…ma quando io […]


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