Finalmente hanno visto la luce

Folgorata come i fratelli “Joliet” Jake e Elwood Blues dell’indimenticabile capolavoro di John Landis. La scienza del clima ha visto la luce, anche se, come accade ormai da anni, riesce a farlo solo attraverso il buco della serratura. In questa materia si continua a procedere infatti più per atti più simili allo spionaggio ed al controspionaggio che ad un sano e aperto dibattito che aiuti ad aumentare il livello di conoscenza del funzionamento del sistema. Questo accade perché gli aspetti politici delle ipotizzate conseguenze di una deriva anomala delle dinamiche climatiche pesano ormai come macigni su ogni livello di discussione.

Ipotesi di future Carbon Tax, impiego di immani risorse finanziarie in politiche di mitigazione e di revisione dei sistemi di approvvigionamento energetico, aspetti puramente politici, la fanno da padrone in quello che invece dovrebbe essere un puro e semplice scambio di opinioni scientifiche. Del resto, l’organismo per eccellenza cui è delegato il compito di riassumere le posizioni che dovrebbero definire i confini dello stato dell’arte della conoscenza scientifica, l’IPCC, è a tutti gli effetti un organismo politico.

Dunque si ricorre allo spionaggio, o a qualcosa che gli somiglia molto. Si è iniziato con il climategate, cioè la sottrazione e successiva diffusione degli scambi epistolari avvenuti tra gli scienziati che compongono lo zoccolo duro del gruppo che fornisce le informazioni per la compilazione delle basi scientifiche dei report IPCC. E’ emerso se non altro un elevato livello di attenzione alla “protezione” delle proprie convinzioni attraverso un’azione organica di emarginazione dal contesto scientifico e mediatico di opinioni contrarie. Si è proseguito recentemente con l’affaire Heartland Institute, producendo un documento rivelatosi poi artefatto che avrebbe dovuto smascherare l’intenzione dell’unica realtà di divulgazione scientifica non mainstream di assecondare tout-court i loschi affari delle multimazionali del petrolio e così via.

Ora tocca al redigendo 5° Report dell’IPCC, la cui versione finale è attesa tra un anno circa e sui cui contenuti aleggiava ancora una discreta aura di mistero, dal momento che le regole del panel vietano tassativamente la diffusione delle bozze. Beh, il mistero non c’è più, perché la bozza del report ha già iniziato per vie traverse a circolare sul web. La trovate in tutte le forme, pdf, rar e torrent su WUWT, il blog di Antony Watts, noto baluardo dello scetticismo climatico.

E non è cosa di poco conto, perché in questa bozza che sarà tra l’altro interessante vedere come cambierà in sede di revisione finale quando la faccenda da scientifica si farà politica (è il Bureau dell’IPCC, non sono gli scienziati a scrivere il Summary for Policy Makers), c’è la chiara ammissione che una parte consistente del riscaldamento occorso nelle ultime decadi del secolo scorso potrebbe essere ascrivibile alle dinamiche solari, specificando che in assenza di variazioni significative dell’unico paramentro solare considerato, la TSI, deve sussistere necessariamente qualche meccanismo di amplificazione come quello proposto da una vasta messe di letteratura scientifica riguardante la relazione tra i raggi cosmici e le nubi.

Questo il testo contenuto nel capitolo 7 (pagina 7-43, righe 1-5):

[info]

Sono state proposte molte relazioni empiriche tra le serie dei GCR o isotopi cosmogenici e alcuni aspetti del sistema climatico (per esempio Bond et al., 2001; Dengel et al., 2009; Ram and Stolz, 1999). Il forcing derivante dai cambiamenti della sola radiazione solare totale, non sembra giustificare queste osservazioni, implicando l’esistenza di un meccanismo di amplificazione come l’ipotizzato legame GCR-Nubi.

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Ma, nel capitolo 8, siamo sempre nell’ambito del WG1, (pagina 8-4, righe 54-57):

[info]

C’è un livello di confidenza molto elevato circa il fatto che il forcing naturale sia una parte minimale del forcing antropogenico. In particolare, nelle passate tre decadi (dal 1980), prove robuste derivanti da osservazioni satellitari della TSI e degli aerosol vulcanici evidenziano variazioni prossime a zero (-0,04 Wm-2) nel forcing naturale in comparazione ad un aumento del forcing antropogenico di circa 1.0 ± 0.3 Wm-2.

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Si tratta di due gruppi di studio diversi. Uno dice che la componente naturale considerata è la sola TSI e che questa non è significativa rispetto alla componente antropica. L’altro dice che oltre la TSI deve necessariamente esistere dell’altro in ordine alla relazione Sole-clima. Questo significa che la bozza del prossimo report IPCC abbassa notevolmente il livello di confidenza circa il fatto che la componente naturale, intendendo con essa tutta l’attività solare, sia piccola rispetto a quella antropica.

Beh, hanno decisamente visto la luce, l’unica che c’è, quella solare!

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Author: Guido Guidi

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13 Comments

    • Ce ne faremo una ragione. Mi preoccupa solo un po’ lo spiedo…
      gg

    • Mi sembra che questa Anna Lisa Bonfranceschi come divulgatrice scientifica valga abbastanza poco. Oppure non ha proprio capito la teoria dell’ interrelazione fra GCR e formazione delle nubi, infatti parla di una “schermatura” del calore provocata dai GCR che non e’ esattamente quello che dice l’ articolo da lei citato.

      Forse ha ragione lei, ma io avevo capito che e’ il campo magnetico solare che causa la deflessione dei raggi cosmici e quindi impedisce che questi provochino la fomazione dei nuclei ionizzati che innescano la formazione delle nubi. Puo’ darsi che questa teoria sia sbagliata, anche se mi sembra che l’ esperimento di Swensmark al CERN l’ abbia in qualche modo confermata. Cio’ non toglie, pero’, che la correlazione tra attivita’ solare e andamento della temperatura illustrata negli studi di Scafetta non e’ una teoria e’ un dato di fatto che prima o poi qualcuno deve spiegare.

    • Alex, Svensmark non è coinvolto nell’esperimento al CERN, comunque sì, l’idea è quella che hai espresso tu, nessun parasole cosmico…
      gg

    • La mia estremamente cortese (non ho espresso dubbi sulla capacita’ di comprensione della B.) richiesta di commentare la risposta di Alec Rawls non e’ stata pubblicata da Galileo. Chissa, perche’?

  1. L’IPCC è un’entità politica e questa mi sembra una mossa in perfetto stile politichese.

    Non ho fiducia che (tra un anno) se ne caverà qualcosa di buono, mi chiedo dove vorranno parare, oltre alle solite autocelebrazioni d’imparzialità, rigore scientifico e trasparenza, e come arginare il dilagare catastrofista che permea il 95% della comunicazione climatica che di questo draft comunque non sa che farsene.

    Watts forse ha fatto la sola cosa possibile, al momento.

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  2. non sarei così ottimista, anche nel 4 report IPCC hanno scritto che l’ipotesi di un effetto indiretto del sole è interessante ma che la conoscenza su questo efftto è ancora molto bassa.
    Il vero problema è che se aggiungono una forzate riscaldante naturale al bilancino
    – o ne devono aggiungere un’altra ugualr nei raffreddanti (inventandosela come nel 2005) per far quadrare i conti
    – o devono ammettre che la stima delle forzanti antropiche è errata in particolare è sovrastimata e quindi la mitigazione climatica ancora meno efficace ….ma questo andrebbe contro la fisica dell’atmosfera, la termodinamica, ecc che dicono siano così solide.

    Non ammetteranno nè una nè l’altra cosa! staranno sul vago adombrando un effetto indiretto del sole marginale e poco significativo

    Post a Reply
  3. Mi sbagliero’, ma a me il testo del capitolo 7 sembra dire tutt’altro. E cioe’: “dato che il forcing derivante dal solo cambiamento della TSI non giustifica link fra raggi cosmici e clima, sono stati ipotizzati [al fine di legare le due grandezze] dei meccanismi di amplificazione come quello GCR-nubi”. Il che ovviamente non significa che le ipotesi siano corrette, ne’ che la relazione fra GCR e clima esista davvero, e infatti il capitolo prosegue illustrando quanto la relazione sia labile/ poco dimostrata. Quindi nessuna ammissione neanche parziale, mi sembra invece che Watts abbia preso una gigantesca cantonata.

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    • Io non credo. Il punto non è se siano corrette o meno (che comunque sarebbe necessario sapere), quanto ammettere che ci sia della letteratura scientifica che sta lavorando su.
      gg

    • Piano, il post dice:
      “…c’è la chiara ammissione che una parte consistente del riscaldamento occorso nelle ultime decadi del secolo scorso potrebbe essere ascrivibile alle dinamiche solari”.
      Questo non e’ vero, c’e’ semplicemente un riferimento al fatto che qualcuno sta investigando questa ipotesi, ma l’esito delle indagini viene presentato come sostanzialmente negativo. Quanto al fatto che ci sia letteratura scientifica sull’argomento, e’ incontestabile e sarebbe stato controproducente per l’IPCC ignorarlo. Questo non significa che ci sia alcun sostegno a quelle ipotesi.

    • Ok Udik, il periodo tradotto mi sembra chiaro. Se il resto del capitolo non lo supporta lo cancelleranno e saremo tutti più contenti 😉
      gg

  4. Dunque, ora tiro fuori la mia palla di cristallo… e faccio una profezia… Nel rapporto finale queste considerazioni rimarranno sostanzialmente immutate; però un bel prologo ed una bella conclusione faranno presente che il tempo sta finendo, che bisogna agire, eccetera, e i giornali faranno i titoli su quelle.

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