Per il Global Warming ci vorrebbe l’avvocato

Conoscete la barzelletta dell’avvocato? No? Beh, ve la può raccontare Gigi Proietti se volete, il sottoscritto non ha ancora sdoganato CM verso i livelli raggiunti da “La Zanzara” della ditta Cruciani&Parenzo di Radio24, per cui non la leggerete in questo post.

Però, è più o meno quello che succede quando in certi ambienti ci si ritrova a filosofeggiare su clima, tempo e loro derivati. Se fa caldo è global warming, se fa freddo è solo il tempo che cambia.

Così, dopo un certo numero di inverni freddi a causa delle bizze del tempo, eccone uno caldo a causa del clima che cambia. A nessuno importa di sapere, anche perché nessuno ve lo dirà, che le temperature superficiali globali hanno ripreso a salire per colpa di un El Niño record, che è in effetti un evento climatico, ma non ha nulla a che fare con il riscaldamento globale.

Basta leggere i dati per accorgersene, ma i media sono troppo occupati a dirvi quanto fa caldo per spiegarvi anche il perché, quindi non c’è verso di capire, a meno di non trovarli qui, per esempio.

Quella che segue è un’immagine che mostra El Niño in azione nel Pacifico equatoriale:

enso_may21

La macchia rossa è calore, tutto calore che per mesi è stato pompato in atmosfera. La conseguenza più naturale è che questa si riscaldi, ma l’energia in gioco non è cambiata, è solo passata dall’acqua all’aria, nel contesto di un sistema che fa di questi scambi il segreto del suo funzionamento.

Infatti, se si mettono a confronto le temperature globali con quelle tropicali (è ai tropici che El Niño va in scena), si vede chiaramente che nella fascia  tropicale le temperature sono aumentate da Aprile a Ottobre, mentre El Niño si faceva sentire; quelle globali hanno iniziato a salire a ottobre, per essere da allora sincrone con quelle tropicali.

enso-vs-global-temperature

Niente da fare, finché qualcuno non mi spiegherà convincendomi che El Niño dipende dalle emissioni di CO2, la storia che il mondo si scalda solo per colpa nostra non la bevo. Per quel che vale, viene da qui.

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Author: Guido Guidi

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2 Comments

  1. Come spesso accade però, anche nella scienza, così come nella vita, gli stessi dati, gli stessi fenomeni o le stesse formule possono essere letti o decifrati in maniera diversa a seconda dell’osservatore, in fondo ognuno di noi costruisce conoscenza in maniera sempre diversa essendo ognuno di noi dotato di un filtro cognitivo proprio e singolare. Comunque, dopo questa divagazione filosofica, a mio avviso però molto importante, io invece tendo a leggere la problematica in maniera diversa. Sicuramente il Nino costituisce un fenomeno importantissimo a livello di variabilità climatica interannuale, su questo non c’è dubbio, così come non c’è dubbio che la temperatura globale record del 2015 sia in parte imputabile a questo tipo di dinamiche. Tuttavia ciò non basta a spiegare l’intera anomalia, e di questo ce ne possiamo accorgere soltanto facendo il confronto tra il Nino attuale e quello del 1997-1998, eventi del tutto paragonabili sia sotto il profilo della magnitudo che quello della durata. Per parallelismo grossolano i confronti da fare sono 1997-2015 e 1998-2016. Nel primo confronto vediamo subito che lo scarto nelle temperature globali è di ben 0,4°C a favore del 2015, 18 anni dopo. Per il secondo confronto la pagina è ovviamente ancora da scrivere, ma i primi due mesi del 2016 cominciano già a rendere l’idea, visto che probabilmente il 2016 farà segnare un nuovo picco di anomalia e la temperatura del 1998 invece è ferma a “soli” +0,63°C. Mi sembra anche questo un processo molto concreto ed efficace di ragionamento, secondo il quale il Nino non basta.
    Saluto cordialmente

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  2. Qualcuno andrà a fare qualche domanda alla prossima conferenza?
    L’Accademia dei Georgofili organizza una conferenza sul tema «Cambiamenti climatici e agricoltura», in programma lunedì 21 marzo a Piacenza, nella sede del Consorzio agrario Terrepadane, in via Colombo, 35. Il relatore sarà Giampiero Maracchi. La conferenza avrà inizio alle ore 16.
    Io abito ad Arezzo per me sarebbe un pò fuori mano, spero che qualcuno di Climate Monitor presenzi.

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