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Riecco la Niña

Prevedere è difficile, soprattutto il futuro.

Sono passati alcuni mesi ormai da quando le temperature di superficie del Pacifico tropicale sono tornata nella neutralità, segnando la fine dell’interno evento di El Niño del 2016. Inizialmente, complice la statistica climatologica, erano salite le chances di un rapido passaggio a condizioni di La Niña già nel corso dei mesi estivi, ma poi, complice l’assenza di una adeguata risposta atmosferica – non dimentichiamo che l’ENSO è un pattern climatico fortemente accoppiato tra oceano e atmosfera – gli indicatori climatici principali, prima tra tutte la circolazione degli Alisei, hanno condizionato le previsioni verso una più probabile prolungata fase di neutralità o, al massimo, di debole segno negativo.

Ora, e questo spiega quanto può essere importante un solo mese, la situazione si è ribaltata di nuovo. L’atmosfera si è messa in moto, gli Alisei si sono intensificati a causa del riposizionamento del campo di massa lungo la linea dell’equatore e, con il vento in superficie che soffia con maggiore costanza da est verso ovest, ha ripreso vigore tutta la struttura della circolazione atmosferica, nota come Walker Circulation. Vale a dire, venti più forti in quota da ovest verso est, sollevamento d’aria sul continente marittimo, moti discendenti sulle coste dell’America centrale orientale e, soprattutto, accumulo di acqua calda verso occidente con risalita di acque fredde di profondità verso oriente.


Quel che ne risulta, è un complesso di condizioni iniziali favorevoli ad una evoluzione verso condizioni di La Niña stabili, probabilmente non intense, ma comunque persistenti durante i mesi invernali, in analogia, e qui la statistica torna ad essere più forte dei modelli previsionali di tipo deterministico, con quanto successo nella maggior parte dei casi di El Niño intensi, che sono stati spesso seguiti da condizioni opposte nell’anno a seguire.

È così, siamo tornati ad un 70% di probabilità (contro la previsione di settembre che ne indicava 55%) che nei mesi invernali avremo a che fare con La Niña, con la ‘nuvola’ degli output modellistici quasi tutta in territorio negativo.

Dove ci porterà tutto ciò? Beh, in Europa, probabilmente, da nessuna parte in particolare, perché le teleconnessioni con l’ENSO negativo sono scarse o del tutto assenti, a meno che, non si provi a ragionare sul l’apporto di flussi di calore che un ritorno ad un sollevamento d’aria più intenso in area equatoriale potrà dirigere verso le latitudini polari, disturbando l’evoluzione stagionale del Vortice Polare Stratosferico, ma questa, oltre ad essere piuttosto traballante, è davvero tutta un’altra storia. Ne riparliamo ad ottobre finito!

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Published inAttualitàClimatologiaMeteorologia

Un commento

  1. Mario

    Uffa! ‘Sto Nino e ‘sta Nina hanno veramente rotto!
    Non si potrebbe fare una bella conferenza mondiale per metterli fuorilegge?
    🙂 🙂 🙂

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