Il Sole c’è e si vede

In effetti basta sapere dove guardare. Qualche tempo fa abbiamo pubblicato un’analisi  dell’ultimo lavoro di Nicola Scafetta, fisico nostrano d’esportazione che lavora negli Stati Uniti alla Duke University, appassionato di analisi statistiche e di dinamiche del Sole e del Sistema Solare.

Appena ieri ho ricevuto da uno dei nostri lettori la segnalazione di un’intervista a Scafetta  pubblicata su Il Giornale domenica scorsa. Un pezzo interessante nel merito di quanto esposto dallo scienziato, anche se a mio parere chi lo ha scritto ha calcato un po’ troppo la mano nel voler deleggittimare quanto sostenuto dalla scienza “ufficiale” dell’IPCC contrapponendo a  questa il pensiero dell’intervistato. In realtà le opinioni di Scafetta sono certamente molto diverse da quelle di chi sostiene la teoria delle origini totalmente antropiche del riscaldamento globale ma, da buon scienziato, egli mette in risalto delle oggettive differenze nell’approccio alle cose da cui discendono risultati diversi senza necessariamente puntare il dito contro nessuno, come invece sembra trasparire dalla penna dell’intervistatore.

Ad ogni modo Scafetta ha dalla sua l’attuale evidenza dei fatti, ovvero la contestualità della fase di stasi prima e graduale declino poi delle temperature e del prolungarsi del minimo dell’attività solare. Non si può dire la stessa cosa degli scenari prospettati da una buona parte del mondo scientifico che invece propendevano, anche per gli ultimi anni, per un aumento continuo delle temperature.

Scafetta è tanto convinto della giustezza della sua analisi, da lanciarsi in una previsione di prosecuzione del raffreddamento fino al 2030, seguita da una ripresa del riscaldamento fino al 2060, seguendo la ciclicità delle complesse interazioni tra i campi magnetici dei pianeti del Sistema Solare, della Terra stessa e del Sole. Di questo approccio ha parlato anche l’EPA 1 americana, un’agenzia della quale non si può proprio dire che tenda allo scetticismo climatico, essendo l’organizzazione che sta cercando in tutti i modi di far passare il concetto che la CO2 sia un gas inquinante, piuttosto che un necessario componente della nostra atmosfera.

Trovate questa notizia anche sul blog di Piero Vietti “Cambi di Stagione” .

 

NB: Grazie ad Antonio Marino per la segnalazione.

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Author: Guido Guidi

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  1. Dweb | Blog » Nel retrovisore - [...] conferma della propria competenza rimorchiata dal bigoilista n. 1,  i soliti hanno continuato a puntare su Nicola Scafetta che s’era…

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