La sesta estinzione di massa

Ho visto su Sky il David Letterman Show del 03 novembre scorso con ospite Al Gore1, che nell’occasione presentava il suo nuovo libro sui cambiamenti climatici “Our Choice: A Plan to Solve the Climate Crisis”2. Al Gore oltre al solito, si è lanciato in un anatema su quella che sarà  la sesta estinzione di massa (ovviamente se abbasseremo le emissioni resterà  la massa ma non ci sarà  l’estinzione) dicendo pressapoco così: “i nostri nipoti Dave non vedranno il 50% delle specie vegetali e animali oggi esistenti, e sarà  colpa dell’uomo”. Dave gli ha risposto così: “Anche solo per salvare una specie varrebbe la pena di abbattere le emissioni”.

Una specie rischia l’estinzione per il riscaldamento globale? Ma quale? Abbiamo visto che gli orsi polari non annegano di certo; su Repubblica sono preoccupati perché le renne stanno scomparendo a causa del riscaldamento globale3, ma anche le renne di sicuro non stanno annegando, forse stanno morendo dal caldo, però il colpo di calore  viene sopra i 35°C, deve aver fatto un bel caldo in Lapponia per ammazzare le renne.

Al Gore dice che i coralli si stanno sbiancando e rischiano l’estinzione. Può darsi che i coralli rischino di morire dove vivono adesso, però a me risulta che i coralli si spostino e da un mare troppo caldo o troppo acido per la CO2 che assorbita dal mare ne aumenta l’acidità, colonizzino mari più freschi e meno acidi. Ci sono fossili in Adriatico che lo dimostrano. Mi risulta anche che i periodi caldi siano quelli con la maggiore esplosione di vita vegetale e animale sul globo terracqueo nella sua storia.

Citando la sinopsi del libro di AL Gore:

“E ‘ormai evidente che abbiamo a portata di mano tutti gli strumenti di cui abbiamo bisogno per risolvere la crisi climatica. L’unico ingrediente mancante è l’azione collettiva. Correttamente la crisi climatica è un’opportunità senza precedenti per affrontare efficacemente e finalmente molte cause persistenti di sofferenza e di miseria che sono state a lungo trascurate e per trasformare le prospettive delle future generazioni, dando loro la possibilità  di vivere una vita più prospera, più sana, quanto di continuare la loro ricerca della felicità”

Le cause persistenti di sofferenza e miseria non possono essere certamente imputate alle emissioni di CO2 degli ultimi 30 anni, dunque perché abbassando le emissioni andremmo a sollevare dei popoli dalla sofferenza e dalla miseria attuale? Per il raffreddamento di qualche decimo di grado? La crisi climatica, ci dice Al Gore, è un’opportunità  per risolvere i problemi di sofferenza e miseria dei paesi in via di sviluppo, e come?

  • Con l’acccordo di compromesso sul clima al Consiglio europeo di Bruxelles; i leader dei Ventisette hanno infatti convenuto che alla conferenza sul clima di dicembre a Copenaghen l’Ue negozierà  per un pacchetto di aiuti internazionali ai Paesi più poveri di 100 miliardi di euro l’anno, dal 2013 al 2020, ma la quota europea di questi aiuti sarà  definita solo dopo che gli altri paesi occidentali, in particolare gli Stati Uniti, avranno assunto impegni comparabili; è quanto si apprende da fonti di agenzia4.
  • Con la compravendita di quote di CO2 o con la tassazione delle stesse: carbon trading o carbon tax5.
  • Attraverso la cooperazione o la collaborazione per costruire o ristrutturare impianti energetici, nei paesi in via di sviluppo, aumentandone l’efficienza (azione che ritengo positiva).
  • Attraverso l’uso di energie rinnovabili e nucleari, in occidente, che di fatto renderà  disponibili quote maggiori di combustibili fossili ai paesi in via di sviluppo, cioè energia a basso costo a differenza delle rinnovabili; a questo proposito ricordo i recenti accordi della Cina con l’Arabia Saudita, Sudan e Birmania per la fornitura di petrolio e il mega gasdotto in costruzione tra Cina e Uzbekistan, che porterà  il gas degli enormi giacimenti centroasiatici nel cuore produttivo del sudest asiatico.
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  1. http://www.mininova.org/tor/3118826 []
  2. http://search.barnesandnoble.com/Our-Choice/Al-Gore/e/9781594867347 []
  3. http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/ambiente/cambio-clima/artico-trasformazioni/artico-trasformazioni.html []
  4. http://www.rassegna.it/articoli/2009/10/30/54085/clima-barroso-ue-piu-forti-a-copenaghen []
  5. http://www.climatemonitor.it/?p=2434 []
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Author: Claudio Costa

veterinario zootecnico tecnico AIA e emissioni zoogeniche

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1 Comment

  1. Come fare per parlare in privato con lei Sig Guidi! un suo num?

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  1. L’adattamento degli organismi marini ai cambiamenti climatici e ambientali | Climate Monitor - [...] Su sky tg24 alla fine del 2009 nel programma “Verso Copenhagen” dissero che i coralli si sono ridotti già…

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