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AL Gore e la Febbre Emorragica

Il 15/12/2009 su un canale SKY cioè Current Tv, è andata in onda un’intervista ad Al Gore di cui ho già anticipato alcuni contenuti1. Tra i presagi di morte enunciati dal politico americano, quello che mi ha colpito di più è l’affermazione che la febbre emorragica della Dengue2 si stia diffondendo geograficamente sopra e sotto l’equatore e arriverà anche negli Stati Uniti.
La Dengue è un virus che ha 4 sierotipi, provoca febbre e dolori articolari e nel 10% dei casi emorragie cutanee. In caso di febbre emorragica la mortalità è del 20%.

la zanzara egizia

 http://www.impe-qn.org.vn/impe-qn/vn/upload/info/image/1255569585781_AedesAegypti2.jpg

La malattia è trasmessa dalla zanzara Egizia (Aedes Aegypti) che è nera con macchioline bianche. Le Aedes sono presenti anche in Italia, ma non questa specie che trasmette anche la febbre gialla.
L’allarme sulla diffusione di malattie tropicali trasmesse dalle zanzare, come malaria, dengue, febbre gialla, chikungunya, encefalite del nilo è legato ai cambiamenti climatici. Temperature più alte del pianeta anche solo di due gradi, possono allungare il ciclo di vita delle zanzare e ampliare la diffusione geografica delle stesse, in zone dove attualmente non sono presenti.

diffusione geografica della dengue

http://musibrasil.net/immagini/dengue_mapa.jpg

Le zanzare che trasmettono queste malattie, potrebbero vivere in un area geografica molto più vasta di quella attuale, anche in Europa meridionale, Stati Uniti e Australia, ma non perché ci sia stato un aumento di qualche decimo di grado negli ultimi decenni.
Nell’immagine, le aree arancioni  sono attualmente infestate dalla dengue, l’area tra le due linee rosse invece è l’habitat potenziale della zanzara Egizia che trasmette la dengue e la febbre gialla. L’habitat potenziale della zanzara Anopheles è molto più ampio, ma non per questo c’è la malaria a Roma.

area di diffusione potenziale della malaria

http://www.medicalecology.org/images/diseases/d_malaria_map.jpg

Nell’immagine le aree colorate sono gli attuali habitat potenziali degli insetti pungitori, cioè zanzare anopheles e flebotomi, che possono trasmettere la malaria. Praticamente mezzo pianeta potrebbe essere colpito dalle epidemie di malaria. A New York negli anni 80’, ci fu un’epidemia di encefalite del Nilo: la zanzara infettante fu importata con gli aerei dal Cairo e fu presto debellata.
La dengue è sempre stata presente negli Stati Uniti, infatti nel 1780 ci fu una grave epidemia a Philadelphia, che è molto più a nord dell’attuale limite superiore di sviluppo della Aedes Aegypti. La febbre emorragica presente negli USA e in gran parte del pianeta fino agli anni 70′, fu debellata con l’uso massiccio del DDT molto efficace e poco costoso, ma inquinante.

Dopo il divieto di usare il DDT, le zanzare stanno rioccupando molte delle aree geografiche dove erano state debellate e si stanno diffondendo anche dove non erano presenti grazie ai trasporti aerei. Nelle Hawaii ci sono stati focolai di dengue e sembra che la zanzara sia arrivata nei ristagni d’acqua all’interno di un carico di pneumatici, ma grazie alla disinfestazione è stata prontamente debellata3.

Anche le malattie trasmesse dalle zanzare hanno decorsi molto diversi a seconda delle condizioni socioeconomiche dove si manifestano. Nel 1999 fu eclatante la differenza tra l’epidemia a Laredo, in USA e a Nuevo Laredo, in Messico. Le due città sono divise solo dal Rio Grande, ma in Messico l’incidenza della febbre fu del 16% negli USA solo dell’1,3% anche se c’erano più zanzare, ma era diffuso l’uso di aria condizionata, repellenti e cure mediche. La zanzara Egizia fu ovviamente debellata con la disinfestazione4.

In realtà la diffusione è strettamente correlata alla disinfestazione, diretta e indiretta, più che alle temperature. Certo è che la disinfestazione non è molto efficace dove ci sono fogne a cielo aperto con ristagni e rivoli, come nel Messico e nei paesi in via di sviluppo, dove la dengue si sta diffondendo. Molto nota è la polemica sull’affermazione dell’IPCC e di AL Gore riguardo all’aumento della diffusione della malaria con l’incremento delle temperature.

Ci sono stati focolai di malaria anche in zone molte fredde come la Siberia, mentre la malaria nell’800 era diffusa anche nell’europa meridionale e non certo perché facesse più caldo di adesso. Infatti la zanzara Anopheles si sviluppa nel caso in cui non si proceda alle bonifiche e alle disinfestazioni, non per l’aumento della temperatura. La malaria non è una malattia tropicale: quando il Prof. Reiter lo fece notare, le sue osservazioni non furono recepite nella stesura dei rapporti dell’Ipcc. Questo lo portò a dare le dimissioni e a chiedere che il proprio nome fosse cancellato dalla lista degli autori di quei rapporti, ma fu accontentato solo dopo aver intrapreso una formale azione legale5.

Anche sulla dengue ci sono scienziati che hanno pareri diversi rispetto all’ennesimo allarme lanciato da Al Gore. Wilder-Smith e Gubler (2008) hanno scritto che negli ultimi due decenni la dengue ha visto un’espansione geografica senza precedenti, ma che non ci sono conferme scientifiche che la recrudescenza sia attribuibile al cambiamento climatico. I due ricercatori hanno affermato che il clima è stato raramente il principale fattore determinante nella diffusione, mentre le attività umane e il loro impatto sull’ecologia locale sono state generalmente molto più significative. A questo proposito, citano le concause: la depurazione fognaria, la gestione dei rifiuti e la mancanza di sistemi affidabili per raccogliere e conservare l’acqua. I due scienziati concludono che nella diffusione e nell’evoluzione della dengue la dinamica delle popolazioni è molto più importante dei fattori climatici6. Sempre per gli stessi motivi uno scienziato australiano, R Russel conclude una sua ricerca affermando che il cambiamento climatico previsto in Australia, non sia un fattore di rischio per la salute pubblica in relazione alle malattie trasmesse dalle zanzare7.

Io penso che Al Gore con l’allarmismo sulle febbri malariche ed emorragiche, abbia lo scopo preciso di spaventare l’opinione pubblica, con della disinformazione. Citando il conte Cobram di Fantozzi, non lo si può che definire: menagramo di un menagramo.

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  1. http://www.climatemonitor.it/?p=6239 []
  2. http://it.wikipedia.org/wiki/Dengue []
  3. http://www.co2science.org/subject/h/summaries/healtheffectsdengue.php []
  4. http://www.co2science.org/subject/h/summaries/healtheffectsdengue.php []
  5. http://en.wikipedia.org/wiki/Paul_Reiter []
  6. 5) http://www.co2science.org/articles/V12/N6/B1.php
    Wilder-Smith, A. and Gubler, D.J. 2008. Geographic expansion of Dengue: The impact of international travel. Medical Clinics of North America 92: 1377-1390 []
  7. http://www.health.vic.gov.au/environment/downloads/16_cc&hh_rrussell.pd Russell, R.C. 2009. Mosquito-borne disease and climate change in Australia: time for a reality check. Australian Journal of Entomology 48: 1-7 []
Published inAmbiente

3 Comments

  1. Giorgio Stecconi

    Eh si,

    la malaria era endemica anche in Italia e ha mietuto molte migliaia di morti in epoca preindustriale e fino agli anni 30 quando le bonifiche tolsero alla zanzara anophele l’habitat per riprodursi, quindi una volta tanto e senza timore di smentita la società industriale ha fatto qualcosa di buono per l’umanità!
    In Italia esite una variante diversa di zanzare tigre che si chiama Aedes albopictus, e che come tutte le Aedes è un buon vettore per virus ne abbiamo avuto un esempio con il virus chikungunya che si è manifestato nelle zone costiere dell’Emilia-Romagna non grazie ai cambiamenti climatici ma grazie, probabilmente, ad una nave approdata a Ravenna con a bordo un bel numero di zanzare vettori infette….

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