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Come ti giro la frittata

Un altro interessante editoriale su Nature. Un altro fulgido esempio di obbiettività e di atteggiamento al di sopra delle parti. Il titolo parla da sé: “Clima di Sospetti, con gli scettici che non aspettano altro che di poter approfittare di ogni incertezza scientifica, i ricercatori hanno bisogno di sofisticate strategie di comunicazione”.

Fatemi capire, non c’è bisogno di risolvere i quesiti che generano l’incertezza, quanto piuttosto di trovare il sistema perchè a questa non venga dato troppo peso. E chi dovrebbe farlo questo? Chi fa la ricerca, cercando di contrapporsi a quella che è definita “una piccola consorteria di individui che negano l’influenza delle attività umane sul clima”, il cui unico scopo sarebbe quello di utilizzare ogni minima incertezza nelle evidenze per screditare l’intera figura. Come possono dunque questi poverini descrivere onestamente le incertezze del loro lavoro senza essere fraintesi?

Semplice, usando complicate strategie di comunicazione. E così, il Climategate, più che svelare l’atteggiamento ideologico ed elitario di un gruppo di uomini impegnati a mantenere ben salda la loro posizione di leadership nel settore, avrebbe messo in luce le difficoltà che essi avevano nel far comprendere il loro messaggio, continuamente preoccupati di essere smentiti o, peggio, che le loro affermazioni potessero essere distorte dagli odiati scettici.

E sembra che questo nuovo corso sia già in essere, basta leggere un altro articolo apparso sullo stesso numero di Nature. Un pezzo in cui un convinto assertore dell’AGW ne elenca le incertezze omettendo serenamente gli aspetti chiave del problema, ovvero la validazione dei modelli di simulazione, il trend in controtendenza dei parametri atmosferici più significativi, l’assenza di riscaldamento che dura ormai da un decennio etc etc.

Quali i punti chiave di questa strategia di comunicazione dunque? Cambiare spesso chi fa le dichiarazioni piuttosto che prediligere atteggiamenti individualisti, avvicinare il tono della divulgazione al sentire comune e udite udite, evitare di collocare drasticamente chi dissente dall’altra parte della barricata. Ora come si fa con tutti quelli -e non sono una piccola consorteria di individui- che tacciano chi dissente di negazionismo, di collusione con le lobby petrolifere, di ignoranza, di qualunquismo, di stupidità etc etc. Chi lo dice ad Al Gore ed ai suoi proseliti stranieri e nostrani che la musica è cambiata?

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Published inIn breve

4 Comments

  1. gbettanini

    Secondo me il passo veramente agghiacciante dell’editoriale di Nature è questo:

    “[..] Otherwise scientific knowledge will not have the role that it should in the shaping of public policy.”

  2. Giampiero Borrielli

    Chi lo dice ad Al Gore ed ai sui proseliti stranieri, non lo so…
    Per quelli nostrani mi impegno in prima persona a suonare la nuova musica…(anche se questo farà imbestialire i vari LaTorta – Dontfeednuclearists-), continuando linkarvi su ogni dove…Continuate cosi, che state facendo un eccellente lavoro!!!!!!!!!!!

    • dontfeednuclearists

      A me fa imbestialire solo la tua pochezza.

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