Anno Zero: “Tenimm ‘o Sole, null’altro ci serve!”

Il 2 giugno 2011 è andata in onda la penultima puntata di Annozero dedicata al referendum contro il nucleare. Riporto alcune frasi e ragionamenti ospite per ospite per commentarle.
In studio c’erano:

Il politico Ignazio Marino: Il noto chirurgo ha sciorinato i dati americani sulle morti e i contagiati di cancro causati dalle radiazioni nucleari, quindi ha quantificato tutta l’energia che il sole manda sulla terra in un anno, come a dire: “abbiamo quella non ci serve null’altro” (Tenimm’o sole!) e soprattutto non ci serve il nucleare che potrebbe causare il cancro.

Peccato che, come gli ha mostrato anche Santoro da un articolo de “la Voce”, il kWh del fotovoltaico costi 10 volte di più, che diventa 20 volte di più se ai costi di produzione mostrati si sommano i costi degli incentivi: del conto energia e dei certificati verdi, della detassazione delle aliquote, della defiscalizzazione, dei finanziamenti regionali in conto capitale ecc ecc come già spiegato qui.

Se il sistema paese Italia, producesse tutto il proprio fabbisogno di energia elettrica con il FV si creerebbero molti posti di lavoro tra gli installatori, ma chiuderebbero tutta l’industria pesante, quella leggera, quella alimentare con tutta la filiera e pure la piccola industria artigianale, perché nessuno può essere competitivo con i costi dell’energia così alti. Il fotovoltaico è un affarone proprio non c’è che dire.

Infine il Marino ha affermato che Monaco di Baviera diventerà una città ad emissioni zero solo con l’energia rinnovabile entro metà del secolo. Questo però secondo il Marino, perché in Germania sostituiranno il nucleare delle centrali di seconda generazione che sono a termine (anzi molte sono già oltre i termini) con centrali a carbone pulito, e nel caso serva abbattere le emissioni con centrali a carbone a sequestro con l’oxyfuel.

Molto sinteticamente l’oxyfuel è un sistema che brucia il carbone in un contesto di ossigeno e di gas ricircolati, invece che nell’aria. In questo modo si realizza un flusso selezionato di CO2, che quindi può essere isolato. Quando le emissioni finali non hanno più ossigeno, ma sono costituite solo da CO2, vengono compresse, liquefatte ed iniettate negli ex giacimenti di metano ormai esauriti. Quindi energia ad emissioni zero sia nei climalteranti sia negli inquinanti che non ha nulla di rinnovabile, ma che costa meno dell’energia rinnovabile da FV.

Vorrei invitare il prof. Marino a non raccontare favolette perchè la prospettiva di arrivare ad emissioni zero a Monaco di Baviera entro il 2060 è solo uno studio di fattibilità, non un impegno politico reale.

Inoltre tutto si può fare ma dipende sempre da chi paga e quanto. Anche Roma potrebbe diventare ad emissioni zero in 10 anni, il progetto lo faccio io e gratis. (prima che il comune di Roma dia altri 280 mila euro al Rifkin il guru degli ecogrulli).

Basterebbe obbligare i romani a pagare:

  • L’installazzione obbligatoria di pannelli solari su tutti i tetti compreso er cupolone, del resto già la santa sede ce li ha, (li paghiamo noi!)
  • La costruzione nel porto di Civitavecchia di silos per stoccare il mais importato dal Brasile. Con il mais fare biogas insieme a tutti i reflui i rifiuti urbani umidi di Roma.
  • Gli impianti di raffinazione dal biogas al biometano e le pompe per mandare biometano a Roma casa per casa.
  • Infine gli impianti per produrre bioetanolo per l’autotrazione sempre dal mais.

Et voilà c’est facile! Ovviamente è una boutade! (lo dico per evitare che qualcuno dica che Roma diventerà una città ad emissioni zero.)

L’ambientalista Giuseppe Onufrio: dice senza mezzi termini che il nucleare è una tecnologia obsoleta e che bisogna puntare sulle energie rinnovabili. Bene speriamo che la paghi lui la truffa del fotovoltaico che è archeologia industriale! Vorrei ricordare ad Onufrio che i pannelli FV li fanno gli schiavi cinesi con il carbone sporco che ne ammazza migliaia ogni anno, (nelle miniere e con l’inquinamento) e che il costo dei pannelli è per il 70% un costo energetico quindi il FV non sarà mai alternativo a nulla: quando l’energia aumenterà di conseguenza crescerà anche il costo dei pannelli.

Chissà dov’erano gli ambientalisti quando James Hansen (uno dei padri del catastrofismo climatico la cui stima sulle forzanti antropiche è la colonna portante del rapporto IPCC) scorazzava per l’Italia predicando la costruzione immediata di centrali nucleari per salvare l’umanità dall’estinzione di massa (qui e qui).

Il nuclearista Chicco Testa: L’ex presidente dell’Enel cita il peggior incubo del ministro dell’energia USA, Steven Chu, co-vincitore del premio Nobel per la Fisica nel 1997 a favore del nucleare, che è l’icubo del carbone (coal nightmare). Quindi si dovrebbe scegliere il nucleare perché “Tenimm’o coal nightmare”!
Ma ha sbagliato incubo!
Sono di certo convinto che i giapponesi farebbero volentieri a cambio tra l’incubo dell’incidente nucleare e quello del carbone. Anche perché il carbone pulito non può dare nessun incubo se non quello del catastrofismo climatico che non ha alcun fondamento scientifico. Per carbone pulito si intende sia le centrali con la filtrazione dei fumi sia la sicurezza in tutta la filiera dalla miniera al trattamento delle ceneri debolmente radiattive, come avviene in Germania Danimarca USA ecc. Consiglio a Steven Chu ma anche a Chicco Testa, una camomilla con limone, zucchero e un goccio di Braulio per dormire meglio: buonissima ed efficace.

Fa un certo effetto sapere che Chicco Testa che è a favore del nucleare di terza generazione plus, cioè la tecnologia più sofisticata che esista sul mercato reale, produca in proprio una immonda patacca come la tegola fotovoltaica e ne faccia anche pubblicità. La tegola fotovoltaica pur facendo meno danni del fv agricolo a terra, perchè non crea competizione territoriale, è sempre e comunque una tecnologia al silicio che è fallimentare e che non serve a nulla.

Il politico Daniela Santanchè: ha spiegato che il governo ha sospeso per un anno il piano sul nucleare e ha espresso il parere secondo cui l’Italia importando energia nucleare da altri paesi (Francia, Svizzera, Slovenia e Slovacchia dove l’Enel è proprietaria di 8 reattori nucleari) ne condivide gli stessi rischi ma non i guadagni. Secondo l’onorevole Daniela Santanchè i rischi che gli italiani corrono in caso di incidente nucleare sono gli stessi dei nostri confinanti: ma non è vero! In caso di incidente nucleare le nubi radioattive si spostano anche di migliaia di km, ma la dose più massiccia di radiazioni colpisce le popolazioni a 20-30 km dal disastro, che infatti vengono evacuate e che perdono tutto, la salute, a volte la vita, le case e i terreni. Vorrei vedere chi torna ad abitare in una zona radiattiva, e chi compra un prodotto agricolo coltivato in zona radioattiva. Abitando vicino a Caorso sarei comunque più preoccupato di un incidente a Caorso rispetto ad un disastro in Slovenia che è a 500 km da casa mia. Poi per le centrali nucleari in Italia posso decidere io, per quelle in Slovenia no.
Per rispondere correttamente alla Santanchè bisognerebbe fare un’analisi seria sul perchè l’Iatalia, importi energia nucleare. Tra le cause:
– il costo: il nucleare è conveniente (specie quello delle centrali di 2°G che però sono meno sicure) in particolare il nucleare notturno è praticamente svenduto, gli impianti nucleari producono sempre ed questo è difetto. Il nucleare notturno costa talmente poco che in Italia lo si usa a ripompare acqua dalle valli alle dighe per poi produrre energia idroelettrica di giorno che risulta grazie a questo mannello rinnovabile quando invece non lo è affatto.
– Il protocollo di Kyoto: l’energia nucleare è energia verde, che non è rinnovabile ma è prodotta senza emissioni di gas climalteranti, quindi l’Italia importandola rientra nei parametri.
Nella discussione Daniela Santanchè ha criticato Chicco Testa che ha precisato che di circa 4000 bambini ucraini colpiti da cancro alla tiroide, causato da iodio radioattivo, ne sono morti purtroppo 15, ma non 4000. Secondo la Santanchè non si può parlare di morti perché non devono morire nemmeno 15 bambini. Però se si deve fare un confronto tra energie sicure purtroppo si devono anche confrontare a parità di energia prodotta i danni avuti sia all’economia sia alla salute compreso i morti, come ad esempio si fa con i mezzi di trasporto. Il rapporto ufficiale redatto da OMS, UNSCEAR, IAEA , stilò per l’incidente di Chernobyl un bilancio di 65 morti accertati con sicurezza e altri 4000 presunti per tumori e leucemie su un arco di 80 anni, però sabato 02/04/2011 a Tellus su Radio due Mario Tozzi ha affermato che un’organismo scientifico americano ha stimato in un milione di vittime la conseguenza dell’incidente di Chernobyl. A prescindere dal balletto di cifre, difficili da verificare, non sono convinto che la filiera nucleare di 3° generazione, compreso il costo dello smantellamento delle centrali e qullo dello stoccaggio delle scorie: un vero e proprio salasso per gli inglesi e per gli americani, sia la fonte energetica più sicura e più conveniente, come sostiene il Battaglia, io sceglierei, adesso, la filiera del carbone pulito, per il futuro vedremo.

Il prof di chimica ambientale Franco Battaglia: ha detto che è stato un errore non costruire case nei dintorni di Chernobyl perchè a Hiroshima e Nagasaki hanno edificato addirittura delle città sui luoghi dove esplosero le bombe, e sembra minimizzare sui bambini malati di cancro che si vedono nell’accurato servizio di Corrado Formigli, che a suo dire si possono trovare ovunque anche in un qualsiasi ospedale italiano. Non sarebbero quindi legati al nucleare. L’impressione è che per il Battaglia il rischio radioattività legato alle centrali nucleari (incidenti e scorie) non sia un vero e proprio problema. Non condivido questo punto di vista perché i rischi vanno considerati anche nel loro massimo potenziale che nel caso delle centrali nucleari è molto alto, perché la natura è imprevedibile. Ricordo che le centrali giapponesi furono costruite con la convinzione che erano assolutamente sicure e che nulla avrebbe fatto fondere i reattori. In studio da Santoro un giovane politico ha detto che in Italia non c’è il rischio tsunami, ma non è vero! Basti pensare all’esplosione di Santorini (Atlantide) la cui onda travolse Creta e arrivò in gran parte del mediterraneo orientale e, più recentemente, al terremoto-maremoto di Messina e Reggio del 1908 dove ci fu un onda di 11 metri. Nel Tirreno ci sono ancora vulcani attivi considerati pericolosi.

L’artista Adriano Celentano di cui hanno mandato in onda il già commentato video “Sognando Cernobyl” dove Celentano confonde (volutamente secondo me) gli effetti della bomba nucleare con quelli dell’incidente di Cernobyl e dove dice che ci sarà l’inevitabile scioglimento dei ghiacciai della Groenlandia per colpa dell’uomo, dimenticando di dire che questo avverrà semmai in un paio di millenni e che il peso dell’uomo sul riscaldamento globale è ancora tutto da stimare. Celentano ha detto che il Testa si è riabilitato perché produce la tegola fotovoltaica che presto metterà sui suoi tetti

La cosa per me sconcertante è che ci sia qualcuno convinto che il fotovoltaico piano siano veramente alternativi ed efficaci nella mitigazione, ricordo che Kyoto mitigherà la temperatura solo di qualche centesimo di grado a secolo.

A questo articolo seguirà “A Otto e Mezzo: Tenimm ‘o motore null’altro ci serve!”

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Author: Claudio Costa

veterinario zootecnico tecnico AIA e emissioni zoogeniche

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11 Comments

  1. “Non condivido questo punto di vista perché i rischi vanno considerati anche nel loro massimo potenziale che nel caso delle centrali nucleari è molto alto, perché la natura è imprevedibile.”

    Costa, scusa ma quell’effermazione che prendo come esempio è assolutamente emozionale, di classica matrice popolare e non ha nulla a che fare con la scienza, ho esposto il concetto di rischio in queste pagine non molto tempo fà, non sarebbe male tenerlo in considerazione quando si trattano argomenti molto delicati.
    Saluti

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  2. Effettivamente il Prof.Battaglia ha fatto affermazioni incaute riguardo alla possibilità di tornare ad abitare nei pressi di Chernobyl.
    Una bomba atomica irraggia in maniera pesantissima chi ha la sfortuna di trovarsi entro qualche km dal punto dell’esplosione ma paradossalmente dal punto di vista della contaminazione a lungo termine ha effetti molto blandi, infatti Hiroshima e Nagasaki sono state immediatamente ricostruite e ripopolate.
    La bomba di Hiroshima conteneva, vado a memoria, 50 kg di uranio altamente arricchito (U235 al 90%) ed altri 20 kg di uranio naturale. Dei 50 kg di uranio arricchito solo una frazione si è fissionata nell’esplosione generando quindi pochi kg di prodotti di fissione e spargendo al suolo qualche decina di kg di uranio (scusate la semplificazione).
    Nel reattore di una centrale nucleare sono invece contenute all’incirca 100 tonnellate di uranio debolmente arricchito (U235al 3-5%) che producono ogni anno diverse tonnellate di prodotti di fissione vari e centinaia di kg dei prodotti di fissione più pericolosi a breve (I-131) ed a lungo termine (Cs-134-137, Sr-90..) se dispersi nell’ambiente.
    Insomma gli effetti di bomba atomica e di un incidente ad una centrale sono completamente diversi.

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  3. @ Tore Cocco

    Sarà anche emozionale ma il reattore si è fuso, e reterà così per migliaia di anni, e si è sfiorata la tragedia immane solo un per un soffio, Tanto che coloro che si occupano di energia nucleare affermano che bisogna rivedere i sistemi di sicurezza.

    A mio giudizio il progetto nucleare in Italia ha bisogno di una pausa si potrà fare quando sarà chiaro nel piano nazionale: il livello di sicurezza delle centrali, i siti dove si costruiranno, il consenso di regioni, province e comuni, se vi sarà effettivamente un riciclo di parte delle scorie con il “riarricchimento”, come e dove verranno gestite le scorie che comunque si produrranno e che saranno radiattive per 10000 anni, come e quanto costerà smantellare le centrali a fine ciclo, come si eviteranno negli appalti fenomeni di corruzione e infiltrazione mafiosa, e quanto costerà alla fine il kWh prodotto.
    Senza il consenso del territorio, le centrali l’Italia potrà costruirle solo nel deserto del Nordafrica ( che non sarebbe nemmeno male). Singolare che alcuni governatori di regione della stessa coalizione di governo che ha deciso il ritorno al nucleare dicano però a casa mia NO!

    Tutte queste cose non sono affatto chiare nel cosidetto piano sul nucleare che, in pratica è quello che si è chiesto di abrogare con il referendum.

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  4. @ Claudio Costa

    Come tu stesso dici il tuo discorso è completamente emozionale, tutte le affermazioni che hai fatto ora lo sono, ma le decisioni devono essere prese solo ed esclusivamente con la ragione non con le paure irrazionali. Se nel corso della nostra storia avessimo usato questo approccio emozionale su tutto, non avremmo più costruito grosse navi dopo il Titanic, non avremmo mai volato dopo il primo incidente aereo, non avremmo mai abbandonato le caverne dopo il primo incendio delle case in legno, e non avremmo mai usato il fuoco perchè pericoloso. Tutto quello che oggi abbiamo lo dobbiamo alla ragione non alle emozioni ancestrali, la ragione deve sempre vincere sulle paure irrazionali, e bada bene ribadisco irrazionali perchè tali sono queste paure qui espresse. Se noi oggi siamo in salute e sull’intero pianeta e non siamo una specie di nicchia in qualche angolo del mondo insieme alle altre scimmie, è solo perchè alcuni di noi da sempre hanno osato andare oltre le paure.

    I politici cosa vuoi che scelgano, a loro interessano sempre i voti delle prossime elezioni, e quindi è facile fare affidamento alla “pancia” del popolo, è molto facile instillare paure nella gente, fin troppo, ma il compito delle persone con senno è quello di far vincere le paure e guidare attraverso la ragione; è certamente compito difficile ed ingrato, è assai più facile prendere favori con le paure irrazionali, basta vedere il tam tam sulla rete su quest’argomento per capirlo. La paura, l’irrazionalità di milioni di persone quando diventa di massa prende il nome di “saggezza popolare”, ma è sempre e solo irrazionalità. Questa “saggezza” ci condurrà al disastro se non verrà fermata.

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  5. @ Tore Cocco

    D’accordo!

    Se ti si brucia la casa di legno, la rifai in mattoni perchè così non brucia più, ma è propio l’equivalente di un piano nucleare solido come la casa in mattoni che non è ancora maturo.

    Il veto del referendum è solo di 5 anni, tra 5 anni sicuramente i sistemi di sicurezza degli impianti nucleari saranno migliorati (grazie anche all’evento giapponese) però poi bisognerà soddisfare tutti gli altri punti che ho elencato sopra,(siti, scorie, costi ecc) perchè alla fine quello che conta è la sicurezza ma se il costo kWh del nuke sicuro è più alto di quello del carbone pulito, perchè dovremmo fare il nucleare?

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    Claudio, una cosa è certa, quale sia la scelta, si dovrebbe almeno imparare dai propri errori. Oggi forse un ripensamento sul nucleare è sbagliato in quanto il progetto è tardivo (almeno con riferimento alle attuali tecnologie che sono le uniche ovviamente realizzabili), come fu sbagliata la scelta dell’86. Ma non perché impedì la generazione di energia dall’atomo in Italia (non saremmo comunque andati lontano), quanto piuttosto perché bloccò ogni possibilità di progresso tecnologico in questo settore nel nostro paese. La stessa cosa accadrà ora, aggiungo, purtroppo. Si vuole energia pulita e sicura a furor di popolo? Benissimo, che le disposizioni siano chiare ed esaustive, eliminando cioè ogni possibilità di acquisirne di “sporca” e di “pericolosa”, sia essa prodotta fuori o dentro dal confine. Che il popolo “furioso” tiri la cinghia per questo assumendosi la responsabilità delle sue scelte, e con lui chi, nel pieno rispetto delle prerogative del suo mandato, le realizza. la via di mezzo (quella per intenderci del volemose bene degli ultimi 25 anni) non è concessa.
    gg

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  6. Come mi sento bene al pensiero che io non abbia mai seguito “Annozero”. Se questo e’ il livello, siamo al puro intrattenimento. Meglio “Land of the Lost”, allora.

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  7. E alla fine vinsero i si. Dopo il caso Ippolito, dopo il 1986 ecco il 2011. Il nucleare in Italia ormai è defunto. E’ meglio passare ad altro. Come dice Cocco le decisioni di importanza strategica devono essere prese con calma e razionalità. La maggioranza degli italiani non ha né conoscenze, né competenze, né senso civico tali da poter scegliere in modo razionale. Anno Zero, come quasi tutte le trasmissioni di “approfondimento”, rispecchiano pienamente la nostra società. Concordo pienamente con Guido Guidi. E’ inutile farci illusioni. Il popolo (bue n.d.a.) vuole il fotovoltaico, vuole le pale, vuole il nucleare importato: sia fatta la volontà del popolo e non ci pensiamo più. Ma sono cose che costano, mi dirà qualcuno. Non fa niente tanto siamo la quinta potenza industriale (pardon, eravamo) e possiamo permetterci questo ed altro. Noi ed i politici che ci governano non siamo in grado di fare scelte drastiche e razionali (sarebbe meglio dire pragmatiche). Non c’è nulla da fare. Domani è un altro giorno!
    Ciao, Donato.

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    • Come diceva Igor (Aigor) poteva andar peggio, il nucleare poteva esser fermato in corso d’opera a contratti firmati e lavori iniziati. Il popolo vuole la botte piena e la moglie ubriaca, ma non si preoccupa tanto di sapere con quale liquido sarà poi riempita la botte, servita sia per l’ubriacatura della consorte che per la propria, ritenendo ingenuamente che dovrà ancora essere lo stesso vino. E se poi non sarà nemmeno vino si lagnerà dando la colpa al fato, ai politici ladri ed ai poteri forti ed occulti.
      Seduti sulla riva del fiume aspettiamo con calma.

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      • Caro Maurizio concordo con te. La pazienza è la virtù dei forti ma, da un po’ di tempo, comincio a perderla spesso. Si vede che con l’avanzare dell’età divento ogni giorno meno forte (e, quindi, meno virtuoso)! A proposito di riva del fiume voglio comunicarti che mi ci sono seduto sopra nel 1986. Da allora sono sempre seduto sulla riva del fiume ma… non vedo niente di niente.
        Ciao, Donato.

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    • “Il prof Battaglia da sempre sostiene che a Cernobyl non ci siano stati morti per le radiazioni.”

      [Tra la popolazione civile].

      E’ importante precisarlo ai fini di un’informazione corretta e completa di quanto sostiene Battaglia al di là delle sue opinioni.

      Ieri m’hanno raccontato (non so se sia vero) che un servizio delle Jene (?) in quel di chernobil ha riportato la strabiliante notizia che tutti (!) i bambini nati dopo l’incidente presentano malformazioni.

      Questo m’ha riportato al 20 giugno di 35 anni fa (ben prima di chernobyl). Nasceva mio figlio, aveva la fronte vistosamente deformata, asimmetrica, e tale rimase per altri 3 mesi. 6 mesi dopo era perfettamente normale. Me lo dissero subito che non era malformato e sarebbe tornato a posto in breve. Com’è come non è, alla nascita praticamente ogni bimbo qualche difettuccio o problema transitorio ce l’ha, se qualcuno poi ha interesse a farlo diventare una malformazione…

      Le badanti ukraine che si alternano presso i miei genitori, sostengono che la centrale di chernobyl oggi è una meta turistica.
      Tra l’altro l’Ukraina ha messo in servizio 2 nuove centrali nucleari nel 2004. Mah…

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