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Il Sole nella nebbia della CO2

Fermi tutti, per una volta non parliamo di clima, né dell’eterna lotta tra elementi che dovrebbero condizionarlo. Il Sole in questione è il quotidiano di economia e finanza, la nebbia della CO2, elemento chimico del tutto invisibile, è quella del mercato ETS.

Dalle parti di CM lo diciamo da mesi. Il mercato ETS è sulla soglia del fallimento. Anzi, tecnicamente si potrebbe dire che è già fallito e deve la sua attuale sopravvivenza – meglio definibile agonia – al solo fatto di essere ancora sostenuto a termini di legge. Già questo, l’essere cioè sostenuto da obblighi normativi, stride clamorosamente con le dinamiche di mercato e getta più di un’ombra sulla sua utilità. Non a caso il suo parente prossimo d’oltreoceano, il CCX, è finito in liquidazione alcuni mesi fa, proprio perché non sono intervenute norme a sostenerlo nonostante i fondatori lo sperassero intensamente. Questo non ha impedito loro di farci soldi a palate.

Ieri è uscito un articolo sul quotidiano in questione con questo titolo:

Il Mercato ETS è al lumicino – Diritti sulle emissioni ai minimi storici – UBS “un disastro”.

In un contesto di discesa continua dei titoli collegati all’ETS, le basse probabilità che a Durban si raggiunga un accordo i grado di fornire nuova linfa al circo che fa soldi con la CO2, rischiano di dare all’ETS il colpo di grazia.

Evidentemente, ci voleva il report della UBS, di cui noi abbiamo parlato qualche giorno fa, per far capire che l’aver letteralmente monetizzato l’aria, ha spostato dalle mani di molti a quelle di pochi quantità enormi di danaro, ma non ha tolto dall’atmosfera una sola molecola di CO2. E questo era scritto chiaro e semplice in quegli stessi accordi che oggi si vorrebbero prorogare/rinnovare/riscrivere in quel di Durban.

Ma, evidentemente, i sostenitori non perdono le speranze. Nell’articolo è sintomatico il virgolettato di Mark Lewis, capo analista della Carbon Finance alla Deutche Bank (che ne dovrebbe sapere quanto l’UBS):

[blockquote]”In questo clima di incertezza e di sconforto, le cose andranno meglio l’anno prossimo, con il semestre di presidenza danese, più ambientalista dell’attuale presidenza polacca. Ma mi attendo comunque meno liquidità e quindi maggiore volatilità”[/blockquote]

Traduzione. Il paese dove i mulini andavano a vento convincerà quelli che per ovvie ragioni non li avevano o li avevano ad acqua a piegarsi ai capricci di Eolo.

Gli fa eco Matteo Manzoni, di Nomisma Energia:

[blockquote]”I vantaggi non sono percepiti, ma le politiche ambientali ed energetiche sono cruciali nel lungo periodo, in uno scenario di progressivo deficit delle risorse. Come ci ricorda il possibile embargo petrolifero contro l’Iran”[/blockquote]

Traduzione: la convenienza della monetizzazione dell’aria è come il cambiamento climatico, c’è ma non si vede. E perchè la festa possa continuare si deve sperare di far la guerra all’Iran. Com’è che si diceva? Finché c’è guerra c’è speranza…

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Published inAttualitàEconomia

3 Comments

  1. donato

    Se analizziamo “il combinato disposto” dell’articolo 25 del decreto salva-Italia (di cui parla gbettanini nel suo commento a “Ci credereste? E’ peggio del previsto”) e di questo post, viene un dubbio atroce: ci rendiamo effettivamente conto di quello che accade intorno a noi o viviamo nel paese di Alice (delle meraviglie, ovviamente)? Mi sembra molto strano che i reggitori nostrani della cosa pubblica (politici o tecnici che siano) non si rendano conto che ripianare il debito pubblico con i soldi virtuali, è qualcosa che già si è tentato di fare nel passato senza, però, riuscirci (finanza creativa, tanto per intenderci). Questa volta, però, la cosa potrebbe funzionare, visto il favore di cui gode la green-economy dalle parti di Bruxelles. Vuoi vedere che stiamo cercando di rifilare una bella sola agli arcigni custodi del rigore di bilancio? Se UBS, Deutche Bank e via cantando sanno bene come stanno le cose, lo sapranno altrettanto bene anche i nostri ministri economici, visto anche il loro altissimo livello di competenza. Certo che se il colpo ci riuscisse sarebbe un bel successo e un revival della saga di Totò e della fontana di Trevi. Sai le risate (altro che i risolini di qualche mese addietro!)
    L’unico problema è che ride bene chi ride ultimo e, purtroppo, gli ultimi a ridere non sarebbero i cittadini italiani.
    Ciao, Donato.

    • donato

      Quelli, però, sono dollari. Poiché il cambio euro-dollaro è vantaggioso per l’euro la nostra moneta prima di fare quella fine potrebbe essere… ulteriormente valorizzata.
      Ciao, Donato.

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