Dal Sole più che una tempesta un temporale

Da giovedì scorso su vari mezzi di informazione nazionali ed internazionali vengono riferite notizie riguardanti quella che è stata definita la più potente tempesta solare degli ultimi cinque anni. La notizia ha riempito anche le prime pagine di quotidiani nazionali on-line e delle agenzie di stampa.

Dalle pagine di CM non abbiamo dato molto risalto alla cosa, anche se seguiamo da molti anni e con molta attenzione l’evolversi dei cicli solari. Non vi abbiamo dato conto di questa notizia, non perché siamo scettici impenitenti che vogliono negare anche la fase di maggior attività solare che stiamo vivendo in questo ultimo anno, ma perché ogni giorno andiamo alle fonti, alla NOAA e alla NASA, e verifichiamo lo stato del “meteo spaziale”. Bene giovedì un “alert” NOAA avvisava di una possibile tempesta geomagnetica G3, una tempesta di discreta entità dovuta all’arrivo di un’onda di particelle espulsa durante un’eruzione solare. Di tempeste G3 in media ne osserviamo 200 in un ciclo solare come quelli ai quali siamo stati abituati fino al 2006, oggi la famosa tempesta G3 sarebbe stata la n. 2 ( due ) del ciclo solare 24 a cinque anni dal suo inizio, quando in media ne avremmo dovute già avere almeno 75; forse la notizia importante era questa.

Ad ogni modo qui sotto potete ammirare la foto spettacolare scattata in Islanda con appena un secondo di esposizione che documenta l’accaduto (da spaceweather.com).

Sicché ora abbiamo la conferma dell’intensità della tempesta solare, che si è fermata al livello G3. La vera notizia invece è quella che non vi hanno ancora dato e cioè che una nuova eruzione solare è avvenuta alle 03.42 GMT del 09/03/2012 sull’emisfero nord del sole, proveniente dalla macchia 1429, le particelle cariche dirette verso la terra potrebbero tra circa 36 ore determinare una tempesta solare di maggiore violenza, sia perché la nube di particelle troverà il campo magnetico terreste instabile, sia perché la direzione di questo secondo flusso  sembra maggiormente focalizzato sul nostro pianeta, anche se ora è ancora troppo presto per emettere una sentenza definitiva.

Controlleremo l’evolversi della vicenda e se qualcosa di veramente epocale accadrà (non una tempesta G3 che accade 200 volte in un ciclo solare) su queste pagine lo leggerete.

Nell’immagine potete osservare nell’emisfero nord una zona estremamente luminosa, è la macchia solare dalla quale la notte scorsa è partita l’eruzione solare che potrebbe colpirci nelle prime ore di domani.

 

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Author: Giorgio Stecconi Bortolani

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8 Comments

  1. Chiedo scusa a G. Stecconi Bortolani per questo commento chiaramente OT. Utilizzo questo post solo perché si tratta di qualcosa che riguarda il Sole. La “notiziola”, però, potrebbe interessare anche Giorgio.
    Qualche giorno fa notai un problema nell’aggiornamento del diagramma mensile dello SN emesso dalla NOAA. In parole povere il valore dello SN di febbraio era stato inserito nel grafico in modo errato: l’ordinata era esatta, ma l’ascissa del punto relativo a SN di febbraio coincideva con quella di dicembre. Io aggiornai il mio grafico personale in modo corretto sperando che la cosa sarebbe stata messa a posto direttamente dalla NOAA (talmente evidente era l’errore che non potevano non accorgersene). I giorni, però, passavano senza che nulla accadesse e la cosa mi meravigliava parecchio. Oggi sono andato a finire per caso su WUWT e mi è saltato all’occhio questo articolo
    http://wattsupwiththat.com/2012/03/14/noaa-swpc-updates-their-solar-cycle-graphs-3rd-straight-month-of-dropping-sunspot-numbers/
    Dopo averlo letto sono restato praticamente senza parole. L’errore che era apparso evidente anche ad un semplice appassionato (come il sottoscritto) era stato notato, ovviamente, anche da molti altri tra cui Leif Svalgaard che non è l’ultimo arrivato nel campo della fisica solare. Egli, come si legge nell’articolo, si era premurato di avvisare della cosa la NOAA. Fin qui tutto nella norma. Ciò che mi ha lasciato esterrefatto è che NOAA invece di ringraziare per la segnalazione dello svarione e porvi rimedio, per giorni ha glissato sulla cosa chiedendo a L. Svalgaard di spiegare perché il grafico era sbagliato! Roba da matti!
    A questo punto mi viene spontanea una riflessione: se per correggere un errore evidente anche per un cieco (come me, in altre parole) hanno fatto tutte queste storie, non c’è da meravigliarsi se si chiudono a riccio in una difesa “all’ultimo uomo” dei loro dataset quando vengono sottoposti a qualche critica. Non mi sembra, però, che questo sia l’atteggiamento giusto per un’istituzione scientifica di prestigio mondiale. Se tanto mi dà tanto mi sa che debbo cominciare seriamente a preoccuparmi ed alzare (molto) il livello del mio scetticismo. 🙂
    Chiudo con una considerazione circa l’andamento di questo benedetto ciclo solare 24. Per il terzo mese di fila il valore dello SN è sceso. Siamo, ormai, ai livelli dei primi mesi del 2011. Stesso discorso per il SF. Una conferma di quanto si diceva nel post, cioè un ciclo solare (per ora) estremamente debole pur in prossimità del suo massimo (si dovrebbe verificare tra un anno circa, se non erro).
    Ciao, Donato.

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    • La massa inerziale della burocrazia si fa sentire… 😉

  2. Maurizio di solito i due emisferi non sono sincroni, lo sfasamento è di solito di sei mesi, questa volta sembra essere di 12-15 mesi.
    Bella l’immagine animata 🙂

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  3. Avremo dunque due massimi sfasati, il primo a nord e il secondo al sud?
    Di quanti mesi, se è possibile? A me pare che la differenza sia almeno di una decina di mesi…
    Guardando questa immagine animata si nota bene la differenza di latitudine e di intensità delle aree attive tra gli emisferi N/S del sole.
    http://stereo-ssc.nascom.nasa.gov/beacon/euvi_195_rotated.gif

    Grazie e saluti.

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  4. Sta di fatto che questo ciclo 24 continua, per quanto sia nella sua fase di massimo, sottotono. Sarà molto interessante notarne gli effetti sul clima globale se è vero, come sembra, che la PEG sia stata causata da una serie di minimi solari tra il 1300 e il 1800.
    Minore attività solare=minore intensità del vento solare=minore intensità del campo magnetico terrestre=maggiore presenza di nubi dovute alla maggior incidenza di raggi cosmici nell’atmosfera(quest’ultimo fenomeno delle nubi è ancora controverso) e quindi calo delle temperature medie globali e conseguente nuova PEG (non proprio domani)
    Personalmente penso che la causa antropica dell’effetto serra sia relativa, seppure lo sciagurato homo sapiens stia alterando la composizione dell’atmosfera con la sua sciagurata (in)civiltà, e che il principale motore del clima sia il Sole.

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  5. Grazie per i vostri commenti.
    Per quanto riguarda Paolo è così, questa tempesta non dovrebbe essere nulla di devastante e non paragonabile a quella del 1859 con le aurore visibili nel medio oriente.
    Per Maurizio è così è la stessa macchia, l’emisfero sud mostra una lieve ripresa di attività il dato importante è he le macchie dell’emisfero sud sanno sorgendo a latitudini più elevate che nell’emisfeto nord, sintomo di una fase più precoce del ciclo solare.

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  6. Mi pare che anche la seconda eruzione sia partita dallo stesso gruppo di macchie della prima, forse il piu grande che si sia visto in questo ciclo, certamente alla portata di un buon paio di occhi adeguatamente protetti.
    Mi ricordo che negli anni 60 osservai un eccezionale gruppo di macchie, talmente esteso da essere molto facilmente visibile ad occhio nudo col sole all’orizzonte o altrimenti con l’aiuto di un semplice filtro da saldatore. Tale gruppo sopravvisse a 2 o forse anche 3 rotazioni solari.
    C’è qualche cenno di recupero di attività nell’emisfero sud?
    Grazie anche per l’ottimo commento.

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  7. Statisticamente la maggior parte delle notizie sui media sono bufale.
    Comunque, per quanto possano essere severi gli effetti di questa eruzione solare, non sarebbero niente di paragonabile all’evento di Carrington del 1859.
    Se ci fosse oggi un altro evento del genere, sulla Terra potremmo vivere in prima persona le grandi prove per il medioevo prossimo venturo. In attesa di quello duraturo che segnerà la fine dell’era petrolifera.

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