Una verità sconveniente

E’ strano come certi slogan possano realmente ritorcersi contro chi li usa. Il riferimento, il lettori di CM lo sanno, è alla verità sconveniente proclamata a gran voce dai seguaci della catastrofe climatica prossima ventura.

Quella che sta succedendo e soprattutto che succederà, è una assoluta novità per questo Pianeta. Non ha mai fatto tanto caldo, il mare non è mai salito così velocemente, non è mai piovuto così tanto o così poco etc etc. Mai, mai, mai, questo è il mantra.

Come fare a dire mai? Bisogna guardarsi indietro, cercare, scoprire, esporre, documentare. Sotto dunque a cercare dati di prossimità per le temperature, qualcosa che possa farci capire come sono andate le cose in passato e aiutarci a fare il paragone con il presente e già che ci siamo, anche con il futuro.

Esce un lavoro su questi argomenti a settimana. A volte si tratta di dati nuovi faticosamente recuperati, a volte di dati vecchi altrettanto faticosamente rielaborati. L’ultima pubblicazione di cui abbiamo parlato è quella che poi è stata ritirata per errori nel processing dei dati…ehm…vabbè, sul sito dell’AMS c’è scritto così ma si tratta di clamoroso cherry picking e di procedure di analisi diverse da quelle dichiarate nel testo.

Il dataset è mio e me lo gestisco io! – uh oh…non proprio! – CM 8 giugno 2012

Accade quindi che tra le ciliegie scartate compaia un preziosissimo dataset di isotopi dell’ossigeno (ovviamente correlati alle temperature) proveniente da un carotaggio fatto in Antartico, più precisamente a Low Dome. Pare che sia la serie più completa e temporalmente meglio definita tra quelle disponibili. Pare anche che, chissà perché, nonostante abbia richiesto cinque anni di lavoro per essere assemblata, non abbia mai trovato pubblicazione. Volete sapere cosa dice quella serie? Ecco qua.

Un Periodo Caldo Medioevale in bella evidenza, una discreta Piccola Età Glaciale, neanche l’ombra di successive mazze da hockey. Poteva mai questa serie essere pubblicata pur in mezzo a tante altre magari meno rappresentative ma molto più efficaci in termini di messaggio? Per carità, si rischiava di creare confusione.

NB: qui per l’nalisi di Steve McIntyre.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail
Licenza Creative Commons
Quest'opera di www.climatemonitor.it è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso info@climatemonitor.it.

Author: Guido Guidi

Share This Post On

2 Comments

  1. Questo record di dati deve essere preso con le molle! Su WUWT si è scatenata una polemica al calor bianco proprio sul grafico pubblicato in questo post. Alcune delle obiezioni mosse a questo grafico possono essere così riassunte:
    – il grafico in ascissa porta il tempo, ma in ordinate l’anomalia dell’isotopo 18 dell’ossigeno e, quindi, non le temperature;
    – la concentrazione di questo isotopo è anti correlata alla temperatura nel senso che essa è maggiore quando le temperature sono più basse. Tale circostanza si giustifica con il modo piuttosto peculiare con cui l’acqua piovana (quindi la neve) si arricchisce di ossigeno 18;
    – il grafico, come suggerito da un commentatore su WUWT, se vogliamo correlarlo con la temperatura, dovrebbe essere ribaltato di 180 gradi intorno all’asse delle ascisse. Questa interpretazione mi trova concorde per due motivi. In primo luogo se lo leggessimo così com’è dovremmo concludere che oggi le temperature sono più basse di quelle della PEG e questo, francamente, mi sembra un’esagerazione. In secondo luogo il periodo caldo medievale sarebbe troppo spostato all’indietro.
    Il record di dati originale, infine, sembra difficilissimo da reperire. Il team manager che lo realizzò, infatti, non sembra disponibile a pubblicarlo, come ci dice G. Guidi nel post. A sentire qualcuno di RC e qualche utente di WUWT ciò sarebbe dovuto a non meglio specificate anomalie registrate nei rapporti O16/O18 che renderebbero poco affidabile il dataset.
    In altre parole un mistero avviluppato in un enigma. 🙂
    Ciao, Donato.

    Post a Reply

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Translate »