C’è chi dice NO

Insomma, pare proprio che ci siamo: gli USA abbandonano il club très chic della COP 21 parigina, quello dei salvamondo, dei documentari catastrofici ma patinati, dei divi di Hollywood e delle conferenze annuali ai tropici. Nello sconcerto globale. Sui giornali mainstream di mezzo mondo si è scatenata la prevedibile sarabanda infernale di improperi indirizzati agli USA e al loro Presidente rovinamondo, inquinatutto, egoista, Erode, matto, ignorante… insomma, la solita minestra da cui mi dissocio volentieri per condividere piuttosto qualche riflessione alternativa.

Fig.1: La reazione del Mainstream

Scandalo politico

Comunque la si voglia pensare, siamo di fronte ad uno scandalo politico senza precedenti. No, non si parla di hacker russi, di capi dell’FBI defenestrati o di fughe di notizie varie ed eventuali. Ci troviamo di fronte ad un Presidente che prova a mantenere le promesse elettorali, condivisibili o odiose che siano. Dalla nomina alla Corte Suprema alla politica sull’immigrazione, dall’Obamacare alla NATO, dalla politica estera al…climate change. Con risultati magari discutibili, ma seguendo fedelmente l’agenda illustrata in campagna elettorale: una vera eresia, nella concezione moderna della politica “usa(il voto) e getta(lo)“.

America(ns) First

Fatto almeno altrettanto scandaloso, siamo di fronte ad un Presidente che porta avanti una agenda nel nome del popolo americano. Giusta o sbagliata che sia, questa agenda si propone di fare qualcosa per gli americani: creare posti di lavoro, rilanciare l’industria, riequilibrare sbilanciamenti commerciali, proteggere i confini, riportare in America gli stabilimenti produttivi, contrastare il terrorismo, abbassare il costo dell’energia. Argomenti concreti che rispondono a problemi altrettanto concreti per l’americano medio.

Scompaiono invece di colpo dall’agenda presidenziale tutti quei temi impalbabili e insignificanti per la maggior parte della gente, ma che hanno avuto l’indubbio pregio di essere globali, ovvero esportabili ovunque nel nome di vagheggiati ed utopistici “supergoverni mondiali”: climatismo, società aperta, gender, globalismo, ambientalismo, decrescita felice, export democratico, rivoluzioni colorate, sincretismo e tutto l’armamentario super-ideologizzato con cui i media europei del mainstream continuano a martellarci quotidianamente da anni senza alcuna pietà.

Un costo (in)sostenibile?

Nella cornice rivoluzionaria e scandalosa dei punti precedenti si inserisce l’uscita dall’accordo collegato alla COP21 di Parigi. Non un colpo di sole (letteralmente) ma una scelta politica legata a considerazioni puramente industriali ed economiche. Aderire a certi accordi ha infatti un costo enorme. Secondo la Camera di Commercio americana gli obbiettivi di riduzione delle emissioni fissati dall’Amministrazione precedente avrebbero il seguente costo per Average Joe:

Al 2025:

  • Riduzione del PIL americano di 270 miliardi di dollari
  • Perdita di 3.4 milioni di posti di lavoro
  • Perdita di 480$ in potere d’acquisto di una famiglia media.

Al 2040:

  • Riduzione del PIL americano di 3,100 miliardi di dollari
  • Perdita di 33.5 milioni di posti di lavoro
  • Perdita di 7,000$ in potere d’acquisto di una famiglia media.

Si tratta di numeri relativi ad uno dei vari scenari esaminati nello studio e che, come per qualsiasi analisi che si spinga così in avanti nel tempo, hanno un valore relativo. Ma che rendono comunque bene il concetto: decarbonizzare ha un costo in termini di PIL, di posti di lavoro, e di ricchezza del cittadino. Si ritiene comunque necessario pagare un costo del genere? Questa è la domanda che chiunque dovrebbe porsi, ben prima di salire sulle barricate, megafono in pugno, a profetizzare la fine del mondo salvo-che.

Accanimento terapeutico

Il vero punto infatti è proprio questo: quanto è grave la malattia, ammesso che questa esista? Volendo ipersemplificare, il global warming è una sindrome con queste tre caratteristiche principali:

  • Febbre impercettibile, al punto da non poter essere determinata in modo coerente con differenti sistemi di misura, e comunque nell’ordine del decimo di grado su scala decennale.
  • Causa imprecisata, visto che la componente antropica rispetto alle forzanti naturali è comunque trascurabile (cosa ribadita anche da Zichichi di recente e da Lindzen, come abbiamo visto qualche giorno fa).
  • Prognosi indefinibile, visto che al momento sono maggiori le prove che questa malattia faccia bene all’organismo piuttosto che il contrario (global greening, assenza di trend quando non diminuzione dei fenomeni estremi, esplosione della produzione agricola…)

Riassumendo, a fronte di una malattia che non si riesce a stadiare, che non si sa da cosa sia provocata e che pare faccia persino bene all’organismo, il mainstream salvamondo ritiene che si debbano fare sacrifici economici giganteschi, con l’effetto collaterale di danneggiare l’apparato industriale e il sistema produttivo di economie già sviluppate.

Detta in altri termini, è come se andaste da un medico e questo vi dicesse:

Hai la malattia XYZ. Non sono in grado di capire a che stadio sia, nè tantomeno se ti faccia realmente male. Ma la tua temperatura basale è aumentata da 36.5 a 36.55 gradi e quindi ti prescrivo una terapia talmente aggressiva che probabilmente ti ammazzerà. Ma stai tranquillo: faremo in modo che il tuo funerale sia eco-friendly”.

E poi, per disperazione, vi rivolgeste ad un dottore all’apparenza improbabile, sboccato e coi capelli gialli per sentirvi urlare contro: “Risparmia i tuoi soldi! E torna quando sarai malato per davvero!”

Germany First

Mentre il Presidente USA saluta gli astanti e lascia il club senza troppi rimpianti, l’Europa si gratta la testa chiedendosi cosa fare. È una Europa in chiara confusione, che barcolla come un pugile suonato: confusione testimoniata dall’accoglienza festante tributata ad un Ex-Presidente che discetta di catastrofi climatiche e improbabili carestie da global warming, con il quale la Merkel ha sentito addirittura il dovere di consultarsi prima del G7: un fatto politico probabilmente senza precedenti. Sono lontani i tempi in cui la stessa Merkel denunciava di essere stata intercettata sul suo Blackberry dall’Ex in questione. Fatto sta, la reazione tedesca alla COPexit è stata insolitamente forte nei toni, letteralmente sdegnata, da vera salvamondo.

Eppure la Germania continua a generare potenza elettrica usando massicciamente le fonti più impattanti in termini di emissioni di CO2: carbone e lignite. Fonti il cui peso nel mix destinato alla generazione energetica è addirittura aumentato negli ultimi 5 anni (Fig.2), nonostante la retorica di parte sia impegnata a sottolineare il pur innegabile, notevole incremento del rinnovabile. Il problema, ben conosciuto, è che proprio all’aumentare del contributo solare ed eolico aumenta anche l’inefficienza energetica dell’intero sistema, se rapportata alla potenza installata. Questo rende l’idrocarburo indispensabile per garantire un approvvigionamento energetico costante e costringe lo Stato a sovvenzionarlo, l’idrocarburo, in una partita di giro in cui a perderci è solo il cittadino: in termini di bolletta energetica.

 

Fig. 2. Mix energetico destinato alla generazione elettrica in Germania

 

A questo si aggiunga la storia surreale della cancellazione del South Stream a contratto già assegnato, di cui abbiamo parlato già in passato e che ha inflitto un danno incalcolabile agli interessi strategici e industriali italiani. Poco tempo dopo, il tracciato del South Stream è ricomparso in Germania, sotto il nome di “Raddoppio del North Stream”.

Riassumendo, la stessa Germania che si erge a paladina dell’accordo di Parigi non rinuncia tuttavia all’uso del carbone, fa deviare gasdotti già in fase di realizzazione per avvantaggiare la sua manifattura a danno di quella italiana (già stremata dal surplus commerciale tedesco e dal peso di una valuta comune troppo forte) e poi fa la morale a Trump perché vuole usare più gas e piú carbone. Prodotti in casa propria, per altro.

Per l’Italia e per gli altri dannati del “Club Méditerranée” dell’UE vale invece la narrativa martellante della Russia nemica, cattiva, che influenza le elezioni, ci spia al telefono e si intrufola nelle nostre chat e che quindi non può essere partner commerciale, neanche (o soprattutto) quando si tratta di importare materia prima vitale per una economia sviluppata, a basso costo e a bassissimo impatto ambientale come il gas naturale.

Due pesi e due misure, e il climatismo ridotto a clava da brandire contro le velleità industriali residue di potenziali competitor da tenere a bada, anche con le cattive quando il gioco si fa duro. Se per Trump è America First, a noi europei tocca il Germany First, traduzione quasi letterale di un’ormai impronunciabile espressione in madrelingua che il politicamente corretto impedisce oggi di usare.

Conclusione

Giovedì 1o Giugno Trump ha pronunciato un discorso che, comunque vada, passerà alla storia. Un discorso che è stato definito da più parti “patriottico”, con accezione positiva o negativa secondo la sponda politica di riferimento.

Giusto qualche highlight:

  • Devo proteggere i posti di lavoro degli americani da un Trattato scritto per ridistribuire la nostra ricchezza ad altri paesi.
  • Non possono essere leader stranieri a decidere della crescita e del lavoro degli americani.
  • Sono stato eletto per rappresentare i cittadini di Pittsburgh, e non quelli di Parigi.

Dopo un decennio di discussioni su temi globali declinabili elegantemente nelle lingue di tutto il mondo (secondo convenienza) e di cui importava ben poco al cittadino comune, si è tornati finalmente a parlare di argomenti un tempo molto popolari, ma nell’ultimo decennio letteralmente scomparsi dai radar: lavoro, occupazione, industria, crescita economica, competitività, sovranità.

Che a farlo sia stato un improbabile barbaro platinato, col cappello MAGA, i modi da cowboy e un linguaggio da saloon conta relativamente poco. Così come conta poco che il barbaro in questione abbia realmente successo o finisca impacchettato in tutta fretta col contributo del suo stesso partito.

Furono proprio i barbari, con le loro chiome improbabili e i loro modi alquanto inappropriati, ad abbattere quello che restava di un raffinatissimo impero romano che si vedeva ancora affascinante allo specchio ma che aveva in realtà smarrito, già da tempo, tutti i suoi valori fondanti.

E si discettava di sesso degli angeli secoli più tardi, mentre Costantinopoli cadeva sotto l’assedio dei Turchi.

A Firenze, però, era già Rinascimento.

 

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Author: Massimo Lupicino

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64 Comments

  1. Lei invece sig. Guidi è semplicemente ridicolo.

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    • Simone allora inizia a mettere un pò di serietà e maturità nei tuoi commenti, così bilanciamo i commenti e gli articoli di questo blog pieni di riferimenti a paper e studi .
      Tu riesci ad allegare riferimenti degli articoli e spiegarne la ridicolezza? Ti si sta chidendo da un pò..

    • pensa che in Aprile 2016 a Bari dove vivo ci furono 32°C. oltretutto la cosa fu anche precisamente prevista da Guido Guidi in un suo articolo precedente in cui effettuava le previsioni. tutti su questo blog mi diedero contro dicendo che non era vero e quando mostrai loro i dati della stazione di Bari mi dissero che questa aveva problemi di misurazione. cosa non vera e come se io non fossi in grado di distinguere una temperatura di oltre 30 gradi da una di 26-27 gradi.
      nell’articolo successivo Guido Guidi diceva che c’era chi ormai i tg ci influenzano facendoci credere che faccia caldo, dicendo anche che si stesse riferendo ai miei commenti dell’articolo precedente 😀

  2. Forse il miglior risultato indiretto del “ritiro” di Trump dal trattato (peraltro mai ratificato) lo troveremo in una minore contaminazione finanziaria del sistema scientifico per lo studio del clima.

    Il rapido aumento, in poche decadi, della concentrazione atmosferica della CO2 da 280 a oltre 400 ppm — aumento che continua senza flessioni apprezzabili — è un fenomeno planetario che deve essere studiato intensamente.

    Purtroppo la collusione tra alcune istituzioni scientifiche e i finanziatori politici che perseguono dei benefici politico/economici dal controllo della CO2 ha profondamente compromesso la fiducia di molti cittadini sull’affidabilità dei risultati scientifici di quelle istituzioni.

    Dalla vecchia regola d’oro “chi ha l’oro detta le regole” siamo scaduti in una più recente”…chi ha l’oro detta i risultati scientifici”.

    Come combattere questa nefasta collusione salvaguardando una ricerca affidabile sull’impatto dei ppm di CO2 nell’atmosfera è diventato, a mio modesto parere, uno dei temi più urgenti della nostra epoca.

    Post a Reply
    • Guarda Alessandro che nel mio ultimo commento ho solo scritto delle cose che sono scritte in questo sito. Se per chi come te trova corrette certe cose siete liberissimi di crederlo.

    • Simone se ci riporti tutti i link degli articoli dove sono scritte:
      ” i dati delle stazioni meteo professionali sono da buttare in un fosso, la CO2 anche se raddoppiasse non cambierebbe niente, le temperature globali sono stabili, i ghiacci artici godono di ottima salute,”
      faresti un favore a tutti e il tuo commento forse sarebbe condivisibile e comunque se ne potrebbe discutere: siamo qui per questo.

    • Sono state scritte in questo blog, nell’insieme di articoli e commenti. Se non ci credi non mi interessa.

    • Guarda Simone che ti è stato chiesto il link proprio perchè pensiamo tu abbia letto male: mica vorrai piantare qui il tuo ennesimo commento senza indicarne i riferimenti?

  3. Io Sig. Guidi l’articolo glielo ho trovato, ed è sul suo sito, non mi importa niente di chi lo ha detto, è sul suo sito, invece lei sostiene che non esiste. Basterebbe leggere e se volessi ne trovo come ho detto una decina. Evidentemente lei non sa nemmeno leggere:

    “Un raddoppio del tenore di CO2 in atmosfera ha un peso pari a circa il 2% del bilancio energetico terrestre. Ritenere che questo 2% legato ad una singola variabile prevalga sull’infinità di fattori che influenzano il clima terrestre equivale a credere nella magia.”

    Quindi da questa frase si capisce bene che ritenere che gas serra come la CO2 scaldino il pianeta è magia.
    Saluti e saluti alla magia.

    Post a Reply
    • Simone scrive che la CO2 basta che raddoppi ed è sufficiente questa sola variabile a modificare il bilancio energetico terrestre..spero però che arrivino delle spiegazioni apportando dati e analisi climatiche relative a questa contro affermazione..ma mi sa che non ce le meritiamo come già anticipato dallo stesso.

    • Ale, se c’e’ una lezione da imparare dopo discussioni come questa e’ che con certe persone e’ impossibile discutere. Pensano che si possa rigirare una frittata a proprio piacimento come se si discutesse di calcio o di politica. Con un approccio del genere qualsiasi tentativo di metterla su un piano anche puramente di buon senso e’ destinato a fallire. E quindi, tanto vale non provarci nemmeno…

    • No dai Massi, voglio credere che un appassionato come Simone sempre intorno alle stazioni meteorologiche abbia del buon senso.
      A me (a volte) sembra che le conclusioni di Simone e di questo blog arrivino alla medesima conclusione e cioè che la bassa troposfera sia più calda rispetto a 30-35 anni fa.
      Però (a differenza del blog) Simone tratta sempre il solito medesimo tema del riscaldamento e senza indagare sui motivi di tale cambiamento termico.

    • Io invece da questo portale ho imparato che: i dati delle stazioni meteo professionali sono da buttare in un fosso, la CO2 anche se raddoppiasse non cambierebbe niente, le temperature globali sono stabili, i ghiacci artici godono di ottima salute, l’Appennino ha il record mondiale di neve e tante altre cose semplicemente assurde.
      Meglio che non aggiunga altro.

    • Scusa Massimo, hai perfettamente ragione Massimo, speravo che il buon senso ancora albergasse in quell’anima, era una speranza vana…

    • “Ale, se c’e’ una lezione da imparare dopo discussioni come questa e’ che con certe persone e’ impossibile discutere.”

      Forse non è impossibile, di sicuro è inutile.

  4. Quando ci riapproprieremo di valori morali di correttezza e di onestà vuol dire che saranno questi i valori premiati anche da chi ci governa e di conseguenza il popolino sarà lo specchio di questo cambiamento culturale anche per le future generazioni.

    Post a Reply
  5. Io penso che ci vorrebbe un Trump pure in Italia.

    Post a Reply
    • Purtroppo è così Sergio, ci vuole una persona che abbia pieni poteri e sia una guida per l’Italia a tempo determinato (non più di qualche anno), perchè amaramente mi sto accorgendo che il popolino sia fin troppo distante per rendersi conto di quello che sta succedendo nel campo energetico, economico, settore primario, secondario e terziario ..è un problema culturale purtroppo.

    • Lo abbiamo già avuto.

  6. E’ possibile un breve recap circa la CO2 antropica, non antropica e relative o meno conseguenze … darebbe a questo post un ottima “chiusura”.
    Grazie

    Post a Reply
    • il 4% del 4% del 4%……..ecc eccc del 4% ops del 4%

    • MAXX, l’argomento e’ ovviamente troppo lungo e complesso per poter essere affrontato come commento ad un post di tutt’altra natura, ma se leggerai il blog con cadenza quotidiana sicuramente troverai molte risposte alle tue domande 😉

  7. Purtoppo finchè ci saranno persone che non hanno la benchè minima consapevolezza del funzionamento del sistema economico, non cambierà nulla in meglio.
    I cambiamenti arrivano sempre dal basso a mio avviso in democrazia, perchè il popolino muove la domanda economica.
    Purtroppo vedo sempre gente che protegge il pensiero unico dei Di Caprio, Al Gore e via discorrendo, quindi credo che di apertura mentale nel popolino ce ne sia davvero poca nel campo economico, energetico, ecc…

    Post a Reply
  8. Come lettore sono pienamente d’accordo, come medico mi vedo bene in quello rozzo con i capelli gialli…..
    Suggerisco per tanti ne avessero voglia, la lettura di un opuscolo edito con il Giornale a nome” fuori dal coro “, di Paolo Guzzanti del luglio 2016, quindi in tempi non sospetti. Ovvero: pensieri, parole e parolacce del miliardario che sta cambiando l’America .E il mondo. Da non credere…

    Post a Reply
  9. Non mi piace Trump, non è necessario avere le idee generali che ha Trump e né buttar via l’intero lavoro di Obama per non condividere questa teoria del riscaldamento. Il fatto più grave che sta accadendo ora è proprio di mischiare ipotesi e tesi scientifiche con simpatie e programmi politici in chiave ideologica. Credo che il biochimico Kary Mullis non condivida neanche lui la impostazione politica generale di Trump eppure è da sempre che avversa e giudica ridicolo tutto il catastrofismo che va di moda da almeno 20 anni a questa parte. Io non sono neppure convinto della gravità di tutto quest’inquinamento che viene costantemente urlato… Vi invito a valutare queste tematiche in chiave storica, complessivamente. Da quando queste odiate attività umane producono tal inquinamento, che aumenterebbe temperature e avvelenerebbe l’aria, l’aspettativa di vita media delle popolazioni aumenta e diminuisce il loro tasso epidemico, e ciò proprio nelle zone più sviluppate del Globo. Il Giappone che da decenni è forse il Paese a più intensità tecnologica del mondo è pure quello che da decenni ha il tasso di longevità più alto. Guardate i grafici riferibili all’aspettativa di vita nella ecologica Cina della Rivoluzione Culturale e confrontateli con quelli dell’attuale Cina industrializzata, capitalista e inquinatissima. Questo costante disprezzo per il progresso umano, progresso che poi nasce null’altro che da una costante ricerca di libertà dalle necessità quotidiane e dalla prigione della povertà, dico: questo disprezzo e demonizzazione del progresso umano tecnologico e industriale è il vero dramma della nostra era. La malattia mentale del secolo XXI e che rischia di farci ripiombare in una condizione di antica povertà e riduzione di libertà individuale di stampo quasi medioevale.

    Post a Reply
    • Grazie per questo commento Virgilio.
      gg

    • Amen

    • Bravo, bravissimo!

  10. La germania arriva a 100GW di potenza installata con le centrali tradizionali + altri 100 di “rinnovabili”. Noi cosa abbiamo? Mi pare 50/60 GW in totale. Chi è che vende prodotti e genera PIL con le rinnovabili? Forse l’Italia? No, è la germania che ci vende tutti i prodotti direttamente o intermediando i prodotti Cinesi. Hanno quasi 3 volte più energia pro capite di noi, il grosso del commercio passa da loro e dobbiamo anche stare zitti? Avevo anche letto che i tedeschi prendono anche i contributi dell’Europa (noi) per bruciare il loro carbone perche quello estero costerebbe meno.

    Post a Reply
    • Caro Dario, uno dei motivi per cui gli inglesi hanno votato la Brexit e’ stata la rabbia di chi ha perso il lavoro e il benessere con la chiusura delle miniere di carbone e di tutto l’indotto (chimica, generazione elettrica, cantieristica) che questo si portava dietro. Se ti fai un giro dalle parti di Newcastle toccherai tutto con mano.
      La Germania ha preferito conservare un modello di sviluppo basato su manifattura e industria, e il suo carbone ha continuato ad estrarlo. Certe scelte hanno conseguenze dolorose, e si pagano anche a distanza di tanti anni, in termini di benessere innanzitutto, ed elettorali in seconda battuta.

    • Sono perfettamente d’accordo, anche con tutti gli altri commentatori (tranne uno) ma ho tanto l’impressioneche chi mangia già 2 polli stia lavorando per averne un altro costringendo chi ha solo un’aletta a dividere anche quella.
      Sopratutto in Italia le scelte sono sempre state cruccodirette, e se fanno bene a loro per noi sono un danno però abbiamo sempre la grande stampa che tifa per loro, mai nessuno che razionalmente analizzi gli interessi dell’Italia.
      Non me ne frega nulla del calcio ma stamattina sentendo gente che gioiva perche la juve ha perso ci sono rimasto male.

  11. So che questo mio commento probabilmente non verrà pubblicato, ma non mi interessa nemmeno, mi interessa che leggano gli amministratori di questo assurdo sito.
    Anche se come dite voi i gas serra non influenzano il clima, cosa non vera, ci sarà comunque un inquinamento in più e questo grazie al vostro eroe Trump.
    Siete semplicemente patetici, la scelta di Trump è indifendibile, lo hanno detto tutti, chiunque abbia quel poco di cervello di cui già ho fatto riferimento in passato: da noti climatologi a noti giornalisti, a noti politici (anche Putin), al Vaticano, a chiunque abbia veramente a cuore la salute del nostro pianeta. Solo gente idiota è d’accordo con Trump.

    Post a Reply
    • Simone, se mi trovi tra i 4.000 e passa post di questo blog dove sarebbe stato detto che i gas serra non influenzano il clima prometto di chiuderlo. Patetica, e anche molto preoccupante, è la ricerca assoluta di proteggere il pensiero unico. Mi rendo conto che ci sia bisogno di sentirsi rassicurati, perché pensare in proprio è difficile e rischioso, ma se proprio non resisti a vestire i panni del paladino del pianeta, forse dovresti provare a confutare con commenti di merito, magari con argomenti proprietari, piuttosto che vagheggiare l’appoggio di color che tutto sanno, che spaziano dagli esperti ai saltimbanchi senza distinzione di contenuto.
      gg

    • Non è che mi debba sforzare molto per cercare articoli a riguardo, qui un esempio:

      http://www.climatemonitor.it/?p=44457

      Si legge, tra le tante, una frase così:
      “Un raddoppio del tenore di CO2 in atmosfera ha un peso pari a circa il 2% del bilancio energetico terrestre. Ritenere che questo 2% legato ad una singola variabile prevalga sull’infinità di fattori che influenzano il clima terrestre equivale a credere nella magia.”

      Quindi il raddoppio di CO2 non influenzerebbe il clima, è magia si legge, sono parole del suo collega che ha fatto l’articolo. In realtà l’aumento in corso lo ha invece già influenzato.

    • Simone come vedi invece il tuo post pieno di improperi e’ stato pubblicato. Mi piace pensare che sia stato per darti la possibilita’ di renderti ridicolo un’altra volta, ma invece e’ successo solo per il fatto che chi gestisce questo Blog considera la moderazione o il ban come una misura estrema e spiacevole.
      Con particolare riferimento all’ultima cosa che hai scritto, qualche veloce annotazione:
      1) La frase che hai copiato e incollato non e’ mia, ma di Lindzen: uno dei gli studiosi di clima e metorologia piu’ famosi al mondo. Se prima di copiare e incollare avessi letto l’introduzione all’articolo non mi avresti fatto il regalo di mettermi sullo stesso piano di un Emerito del MIT.
      2) Dire che i gas serra non hanno effetto sulle temperature e’ ben altra cosa che dire che hanno un effetto trascurabile rispetto alle altre forzanti. Non fosse che per il fatto che senza gas serra (CO2 compresa) la Terra sarebbe una sterile palla di ghiaccio, non solo per l’assenza della materia prima di cui si nutrono le piante, ma per l’impossibilita’ di trattenere parte della radiazione solare in arrivo come, invece, grazie al Cielo accade. Quindi grazie CO2. 2 volte grazie.

    • La vita sulla Terra non ci sarebbe anche se non ci fosse il Sole o fosse troppo forte… il suo discorso è assurdo. Guidi mi aveva detto di trovare un qualche post sull’argomento e ne potrei trovare decine…. E per la cronaca alcuni miei commenti in passato non sono stati affatto pubblicati.

    • Non ne servono decine, ne basta uno. Uno in cui è scritto che i gas serra non scaldano il pianeta. Su dai non dovrebbe essere difficile, vuoi o no che chiuda CM?
      Quanto ai commenti moderati, ti sembrerà strano ma le regole le faccio io.
      gg

    • Dimenticavo, per le sue parole:

      “piuttosto che vagheggiare l’appoggio di color che tutto sanno, che spaziano dagli esperti ai saltimbanchi senza distinzione di contenuto.”

      Lei parla così, poi cita i pensieri di gente come Zichichi o qualche settimana fa di un fumettista, persone che non sono ne meteorologi ne tantomeno climatologi.

  12. la storia del medico e della malattia XYZ me la rivendo!
    Grande

    Post a Reply
    • Lorenzo e’ davvero immediata come analogia… “la terra e’ malata” “l’uomo sta uccidendo il pianeta”.. “la terra ha la febbre”… Hanno cominciato loro, non mi sono inventato nulla 😉

    • Trovami un mio commento, se ce la fai, dove dico che la Terra è malata o la Terra ha la febbre e ti do ragione su tutto.

    • Cosa ti fa pensare che mi stessi riferendo a te? Siamo alle manie di persecuzione. Simo’ fatti una vacanza.

  13. Sinceramente ho trovato ridicolo che l’accordo sul clima di Parigi iniziasse così: […] “i governi hanno concordato di mantenere l’aumento medio della temperatura mondiale ben al di sotto di 2°C rispetto ai livelli preindustriali come obiettivo a lungo termine”.
    Non una parola sull’impegno a limitare il numero di terremoti, o a evitare che un asteroide colpisca il pianeta in un futuro più o meno prossimo.
    Gli Usa hanno fatto marcia indietro, prendendo le distanze da un accordo che contiene stramberie del genere. Mi chiedo…e noi?

    Post a Reply
    • Hai ragione Beretta, dovremmo provvedere a organizzare, a spese dei contribuenti, e nei posti più belli del mondo, una serie di conferenze sul pericolo da asteroidi.
      Ce lo chiedono gli alieni 😀

      (si capisce il sarcasmo?)

    • “sull’impegno a limitare il numero di terremoti”
      Come se li causassimo noi, ma che strullata hai detto! In questo blog siamo alla follia più totale…

    • Simone, se provassi a calmare per un attimo il furore della tua battaglia ideologica, riusciresti forse a cogliere l’ironia di alcuni commenti a questo post. Oppure è chiedere troppo per le menti elevate che salveranno il mondo?
      gg

    • Io constato i fatti, mai pensato di voler “salvare il Mondo”, anche perché io conto zero e non ho mai detto che succederanno catastrofi, la invito a trovare un mio commento in cui lo avrei detto, anche tra i commenti passati. E infine mi sembra siano argomenti su cui c’è poco da scherzare o su cui fare ironia.

    • Guido lasciami dire… pretendere che si colga il senso dell’umorismo dalle parti dei salvamondo e’ davvero eccessivo. Loro devono salvare la Terra, non hanno il tempo per fare ironia. Tantomeno per capire quella degli altri.

    • Mia zia si chiede se non sia possibile fermare un’eruzione vulcanica buttando dentro il cratere secchiate d’acqua… magari ai salvamondo potrebbe interessare…

  14. Caro Massimo,
    sempre lucidi, ironici e taglienti i tuoi scritti…insomma, e’ un piacere leggerli!

    A mio modesto parere la mossa di Trump sta facendo venire allo scoperto i reali interessi dietro l’AGW, che avevo cercato di delineare in uno scritto di CM di qualche anno orsono:
    http://www.climatemonitor.it/?p=28893

    L’Europa non ha risorse energetiche ed ha un’economia stagnante, anche India e Cina sono povere energeticamente (la Cina a dir la verita’ non proprio…), ma grazie alla loro economia possono acquistare cio’ che serve; gli USA sono ricchi da ogni punto di vista, anche grazie alla shale revolution.

    L’Europa non puo’ ora, ed ancor meno nel futuro, competere con le altre economie mondiali: unica soluzione per avere qualche speranza e’ cambiare le regole del gioco. Non piu’ fonti fossili ma esclusivamente low carbon!
    La Ferrari non avrebbe avuto la minima possibilita’ di riprendere la Mercedes con le regole valide sino allo scorso campionato: ora che le gomme sono decisamente piu’ larghe…la competizione si e’ riaperta!…semplice no?…o forse concedo eccessiva lungimiranza ai burocrati EU?….

    Post a Reply
    • Gianluca, non avevo letto il tuo post del 2012 (o, molto probabilmente me ne ero dimenticato 🙂 ), ma la tua chiave di lettura mi sembra estremamente interessante e condivisibile. Non ci avevo pensato, ma quanto tu scrivi, spiegherebbe un sacco di cose, non ultimo il motivo per cui la Germania ha incrementato la produzione di energia da fonte rinnovabile, mantenuto costante quella da fonti fossili e ridotto quella nucleare. Se i tedeschi ci sono restati così male per la presa di posizione di Trump e la cosa fosse effettivamente legata a preoccupazioni climatiche, non sarebbe stato meglio tagliare il carbone e la lignite e mantenere il nucleare? La scelta è stata opposta ed apparentemente illogica (J. Hansen toglierebbe l’avverbio 🙂 ).
      Il gioco potrebbe essere, però, un po’ pericoloso perché se non funzionasse, sarebbero dolori e anche molto forti. Questo perché noi europei ci stiamo vincolando in modo feroce (i requisiti energetici delle nuove costruzioni, per esempio, sono diventati una cosa spaventosa dal 01/01/2017), mentre gli altri tendono a sfilarsi o non si vincolano per niente limitandosi solo a dichiarazioni (lodevoli, ma solo dichiarazioni) d’intenti.
      Ciao, Donato.

    • Grazie Gianluca. Osservazione molto intelligente, e che condivido dall’inizio alla fine. A partire dalla perplessita’ sul fatto che a Bruxelles siano davvero capaci di qualcosa di cosi’ articolato… Personalmente penso proprio di no. A partire dal fatto che come sottolineava Donato ieri, e’ stata solo l’Europa a vincolarsi legalmente (e monetariamente) al rispetto dei dettami della COP21. Ecco in quello sono rimasti bravissimi: nell’aprire procedure di infrazione.
      Quanto al discorso indipendenza energetica non si puo’ che concordare: il Regno Unito vede la sua produzione di idrocarburi crollare inesorabilmente, resiste solo la Norvegia, a costo di progetti estremamente onerosi in zone climaticamente ostili. L’Italia avrebbe ancora risorse importanti da sfruttare ma…
      Ci sarebbe pero’ il piu’ grande serbatoio mondiale di gas naturale a basso costo, dietro l’angolo. Ma siccome i russi sono brutti e cattivi, noi dobbiamo fare senza, pagando l’energia il doppio. Insomma, il deficit di risorse minerarie (carbone escluso) c’e’. Ma continuiamo ad essere bravissimi a farci male da soli quando ci sarebbero soluzioni semplicissime ed economiche da sfruttare, a un passo da casa nostra. Benedetta geopolitica…

  15. Ho sempre detto che vale più un grafico che mille parole e quello riportato nel post di M. Lupicino è la conferma più evidente di questo fatto. In 14 anni la Germania non ha ridotto di nulla la produzione di energia elettrica da combustibili fossili in termini assoluti. In termini percentuali il discorso cambia, ma in termini assoluti è solo il nucleare che ha subito un tracollo: dimezzato.
    In termini percentuali la produzione rinnovabile è passata dal 15% circa al 50% circa: un bel balzo, ma in termini di emissioni non vi è stata alcuna riduzione in termini assoluti. Detto in altri termini la Germania continua ad emettere tanto gas serra quanto ne emetteva nel 2002, forse qualcosa in più. Le sue riduzioni di emissioni dove stanno? Forse nei certificati verdi che ha accumulato installando pannelli fotovoltaici e turbine eoliche?
    Mi sa tanto di gioco delle tre carte. 🙂
    Ciao, Donato.

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    • Ciao Donato, colgo l’occasione per salutarti e per dirti che il tuo intervento di ieri sul post #trumpexit merita decisamente un articolo: circostanziato, preciso e intelligente come al solito. Dispiace non leggerti cosi’ spesso, di questi tempi…. Spero di rivederti all’opera al piu’ presto!

    • Impegni vari, ma credo che tornerò a breve alla ribalta. 🙂
      Sarà, però, con qualcosa che ha a che fare con il clima, ma non troppo, diciamo che riguarda il clima di qualche millennio fa. E’ un campo un po’ nuovo (almeno per me) per cui sto studiando. 🙂
      Ciao, Donato.

    • Non resta che aspettare allora… mi hai messo una certa curiosità confesso 😉

  16. …grande,grandissimo Trump!finalmente un politico con le p…e che mantine le promesse!

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    • Fabrizio, non si puo’ dire che non ci stiano provando, e con determinazione…Gli si puo’ solo augurare di non fare la fine dell’ultimo che ha provato ad andare contro l’inner state.

  17. Meraviglioso. Detto senza piaggeria alcuna.

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    • Troppo buono. E comunque ti ringrazio 😉

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  1. Uragani di Fake News : Attività Solare ( Solar Activity ) - […] eterni, come la COP21 parigina o, più recentemente, l’UNESCO (abbiamo parlato dell’una e dell’altro, in precedenti […]

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