Il paradosso del Global Warming

In questi giorni si sta svolgendo a Poznan in Polonia, la conferenza mondiale dell’UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change), un appuntamento negoziale a metà strada tra il summit di Bali dello scorso anno e quello di Copenhagen dell’anno prossimo, nel quale si dovranno definire gli impegni per i prossimi anni in materia di clima e ambiente. La cronaca dei prossimi giorni ci chiarirà le idee, per ora possiamo dire che, molto probabilmente, su questo appuntamento peserà parecchio l’attuale pessima congiuntura economica, per effetto della quale molti dei paesi già impegnatisi con l’accordo di Kyoto, stanno tentando un parziale disimpegno. Questo lo scenario politico, ma in questa sede vorrei più che altro occuparmi di quello scientifico.

Soltanto l’anno scorso l’uscita del 4° Rapporto dell’IPCC avrebbe decretato la chiusura del dibattito scientifico sul clima, per sopraggiunta matematica certezza delle origini antropiche del riscaldamento globale. Invece negli ultimi anni le pubblicazioni scientifiche di contenuto dissenziente sono state molto numerose. Questo accade probabilmente perché, salvo rari casi che si preferisce dimenticare, difficilmente è stato possibile mettere il bavaglio alla scienza ed al suo progredire. Contestualmente però è aumentato anche il battage mediatico di segno opposto, a sostegno della presunta ma per molti ormai imminente deriva catastrofica del clima.

Tralasciando per un attimo un aspetto invero tutt’altro che irrilevante e cioè che la storia del nostro pianeta dimostra che il clima è sempre stato soggetto ad importanti variazioni che non hanno causato alcuna catastrofe, vorrei concentrarmi su un altro aspetto che definirò il paradosso del riscaldamento globale. Quella dell’AGW è ormai diventata una vera e propria ideologia, le cui origini possono essere ricercate in molti ambiti. C’è innanzi tutto un aspetto di ordine sociologico, sapientemente sfruttato dai mezzi di comunicazione di massa, per i quali la notizia urlata, specie se è pessima, paga molto di più e non sempre è necessario che sia vera; per cui leggiamo da un giorno all’altro che i ghiacci si sciolgono e gli orsi polari si estinguono, mentre centinaia di balene restano intrappolate dal ghiaccio troppo abbondante. Sempre per colpa del riscaldamento globale.

Da non trascurare anche l’aspetto economico, visto che i finanziamenti per la ricerca sul clima sono aumentati di svariati ordini di grandezza in poco più di una decade, con grande arricchimento del sapere -e questo ci piace-, ma anche con grande impegno del mondo scientifico per partecipare al banchetto -e questo ci piace un po’ meno-. Allo stesso tempo l’ambientalismo creativo che ha generato il mercato globale del carbon trading, ha decretato l’ingresso della scienza del clima nei salotti buoni, meno buoni e pessimi della finanza internazionale, salutando la comparsa di improbabili esperti di clima e ambiente in gessato e bombetta. Tra questi gli autori dell’ormai celeberrimo Stern Review o del rapporto sullo stato del clima redatto su commissione della fu Lehman Brothers.

L’aspetto però più preoccupante è quello che attiene più direttamente al mondo della ricerca scientifica, ovvero a come questa si è evoluta con riferimento a questa problematica. Per lunghi anni quello che c’era da sapere in argomento è stato territorio esclusivo della paleoclimatologia, cioè lo studio del clima passato e del suo confronto con la realtà osservata. Con lo sviluppo tecnologico e con la maggiore disponibilità di potenza di calcolo, sono iniziati i tentativi di riprodurre le dinamiche del clima per come si riteneva di conoscerle, per proiettarne poi nel tempo l’evoluzione. Tentativo inevitabile e anche auspicabile. Il problema è che di queste dinamiche, pur con i grandi progressi fatti sin qui, continuiamo a saperne veramente molto poco, per cui queste simulazioni, che invece necessitano di condizioni di partenza esatte e linee di sviluppo ben definite, vengono “nutrite” con molte approssimazioni e molti assunti piuttosto arbitrari. Questo ne pregiudica molto le performance, anche se per ovviare al problema è stato introdotto il concetto di stime minime, massime e medie dei valori raggiungibili dalle variabili atmosferiche. Ciò detto, non dovrebbe stupire il fatto che, nonostante la quasi totalità dei modelli di simulazione prevedesse virtualmente un continuo trend di crescita delle temperature, queste, in realtà, da quasi dieci anni abbiano cessato di aumentare, accennando più recentemente addirittura a diminuire. Potremmo anzi trarre sollievo dal fatto che sempre negli stessi modelli, sia previsto un generale aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi estremi che a tutt’oggi non si è ancora palesato. Semmai dovrebbe stupire il fatto che, nota questa difficoltà e recepiti questi insuccessi, si decida comunque di intraprendere delle politiche di contrasto alla presunta deriva pericolosa che questa evoluzione virtuale e non osservata dovrebbe assumere.

A questo punto è bene chiarire un concetto importante. Forse non tutti sanno che, nei modelli di simulazione, la temperatura è previsto che aumenti così tanto perché così è stabilito in partenza. Mi spiego. La risposta del sistema all’aumento della concentrazione di gas serra si chiama tecnicamente “sensibilità climatica”, ovvero un parametro o, più precisamente una serie di parametri, che la realtà delle osservazioni più recenti ed affidabili indica come largamente sovrastimati. Si tratta infatti di tre variabili: La funzione dell’aumento della temperatura per la sola azione diretta della CO2, la somma di tutti i feed-back innescati da questo meccanismo e la variazione del bilancio radiativo al top dell’atmosfera. Né si può obiettare che questa sovrastima sia sostenuta dal consenso, come spesso si sente dire con riferimento alla teoria del riscaldamento globale antropogenico. Non credo si possa infatti parlare di consenso o di identità di vedute, dal momento che tra le migliaia di pagine che compongono l’ultimo rapporto del panel delle Nazioni Unite, per definire questi parametri ci si è basati su di una sola pubblicazione per la somma dei feed-back e di appena due per quel che riguarda il forcing radiativo. Quanto al forcing netto della CO2, il calcolo è semplice perchè questo segue il logaritmo naturale dell’aumento della concentrazione di questo gas. Decisamente un po’ poco per parlare di consenso della comunità scientifica, specialmente se si considera il fatto che di pubblicazioni ce ne sono molte altre con pari dignità scientifica, che stimano la sensibilità climatica su valori molto meno preoccupanti e molto più prossimi alla realtà di quanto sta accadendo. In poche parole, è difficile mantenere il consenso se, pur nell’ovvia e lodevole volontà di conoscere il nostro futuro, dopo averlo simulato questo non si manifesta per come si crede.

La ricerca si è sempre basta sull’osservazione e sulla sperimentazione sul campo. Lo scenario attuale vede invece una sempre più intricata manipolazione delle osservazioni ad opera di chi gestisce i database, per renderle gradite agli output dei modelli di simulazione, mentre la sperimentazione avviene solo a suon di terabite nei centri di calcolo. E così accade che vengano prese in considerazione soltanto alcune delle scoperte fatte da chi sul campo ci va ancora, come accaduto per il programma Epica del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide. Tutti hanno saputo infatti che dalle carote di ghiaccio appare chiaramente l’aumento della concentrazione di gas serra in atmosfera in epoca post-industriale, ma nessuno dice che dalle stesse carote si è saputo anche che la temperatura media del pianeta è stata spesso ben 5°C più alta e addirittura 10 o 15°C più bassa di quella attuale. Tutto ciò con buona pace dell’effetto antropico e con evidente capacità dell’ecosistema di adattarsi a questi cambiamenti senza subire catastrofici stravolgimenti.

Può darsi che tutte queste perplessità scaturiscano da una scarsa conoscenza del problema, resta però il fatto che non credo si possano liquidare come coincidenze alcuni fatti incontrovertibili. Le temperature stanno salendo come risposta del sistema all’intensa fase di raffreddamento del tardo medioevo e l’andamento di queste temperature è meglio sovrapponibile alle variazioni dell’attività solare nel suo complesso di quanto non lo sia con la tendenza all’aumento della concentrazione di gas serra. Possibile che sia un caso che, proprio in questi ultimi tempi, con l’attività solare in declino e con gli indici delle oscillazioni multidecadali delle temperature di superficie degli oceani tornati in territorio negativo, si sia arrestato il riscaldamento globale?

Ed ecco qui il paradosso, nonostante quanto sopra venga puntualmente ignorato nell’ansia di contrastare gli accadimenti, lo stimolo alla ricerca di chi non aderisce al consenso, ha contribuito ad accrescere moltissimo la conoscenza di questi meccanismi a matrice naturale e non antropica, minando la teoria del riscaldamento globale di origine antropica nelle sue fondamenta. Sarà forse tardi per fermare questa deriva politica ed ideologica, ma non sarà mai troppo tardi per tentare di convertire tanta buona volontà in una forma di rispetto per l’ambiente un po’ più genuina e meno governata da interessi economici.

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Author: Guido Guidi

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34 Comments

  1. Ho letto il dibattito originato dall’articolo di Guido Guidi. Sono il geologo da lui citato. Resto meravigliato che si parla tanto di clima senza tener conto che l’unica scienza che può ricostruire il comportamento climatico del nostro Pianeta è la scienza geologica. Conoscere il Passato è sicuramente utile per tentare di prevedere il futuro. Io credo che le certezze sul futuro non le abbia nessuno e tantomeno possono essere affidate ai modelli matematici, sia pure con i potenti mezzi di calcolo oggi a disposizione. Significativo per me è l’articolo di Douglass-Christy-Pearson-Singer (2007):”A comparison of tropical temperature trends with model predictions.” Int. Climat. (Royal Meteorol.Soc.),10.1002/joc.1651. Personalmente ritengo presuntuoso attribuire all’Uomo la capacità di modificare il clima. La Natura ha regole non controllabili, soprattutto non conosciute compiutamente. L’unica certezza che ho, e qui sono presentuoso, è che non è conveniente attuare il Protocollo di Kyoto la cui utilità per contrastare il Riscaldamento Globale è assai dubbia. Per questo condivido le opinioni del Presidente della Repubblica Ceca Vàclav Havel.

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  2. l,effetto serra é figlio di un gruppo di scienziati presi troppo seriamente dai giornali media e tv

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  3. @ Lorenzo

    Sono tutte peer review, c’è il nome della rivista (non sono tutte uguali GRL però è molto considerata), tranne uno che è un reply, ma che si riferisce a precedenti peer review

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  4. Per lo meno ti hanno risposto onestamente quelli di ‘Skeptical Scienze’ diversamente da qunto tu credi…

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  5. Ma non gli hai ancora chiesto del mancato filtraggio dei loro dati, fallo.

    A questo punto, non potendo leggere tutti i tuoi link facendo un lavoro già oneroso dal punto di vista intellettivo, dimmi solo se sono peer-reviewed i tuoi link: se si mi fido tenendo però conto degli altri peer-review che dicono il contrario, altrimenti il discorso sarebbe truffaldino già in partenza come ben sai perchè violerebbe le regole prestabilite di una discussione scientifica…

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  6. @Lorenzo

    Ma fammi il piacere!

    Tu vuoi discutere e non leggi i link?

    Su cosa vuoi discutere?

    Mi fai perdere solo tempo!

    Guarda che ti ho già detto che ho scritto a Skepticalscience (non leggi nemmeno i post?) e mi hanno risposto: link interessanti!

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  7. Ti ricordo inoltre che non avendo nessun profano alcun modo di verificare la bontà di tutte le ricerche fatte a favore o contro il GW ovvero la verifica dei dati dei grafici mostrati nelle varie pubblicazioni solo uno stupido o un arrogante protagonista prenderebbe una posizione così nettà da una parte o dall’altra come qualcuno invece fa…

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  8. Studio ‘Ingegneria delle Telecomunicazioni’, ma sono stato due anni a Fisica (FAT)…

    No, appunto glielo dici tu a ‘Skeptical Science’ visto che li trovi tu questi errori e visto che il portale è fornito di commenti: impari l’inglese e fai civilmente tutte le tue critiche altrimenti ti sbattono fuori come ‘troll’…

    Non mi resta che augurarti un ‘in bocca al lupo’ per la tua carriera di ‘smascheratore’ di imbrogli che, a questo punto spero proprio che abbia un senso e porti dei risultati condivisi da tutti (sarebbe preoccupante il contrario…)
    Se solo avessi la buona abitudine di spiegare, con parole tue e senza spocchia, quello che leggi su tutti i tuoi paper (hai mai visto come è fatto un post di un blog?) sicuramente riscuoteresti più successo e simpatia, visto che il tuo obiettivo è ‘evangelizzare’ il mondo da chi, occupandosi di altro, non ha effetivamente il tempo di leggere i tuoi link…
    Saluti

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  9. @Lorenzo

    Scafetta e West prendono in considerazione i trend delle T° di Moberg ottenuti dalla dendrologia, perché analizzano un periodo molto lungo (come noti non c’è lo scalino del 1945)
    Svenmark e Christensen che ti ho postato già mesi fa, e che ti ho ripostato ultimamente, invece, per le ultime decadi utilizzano i trend dell T° delle radiosonde (ti smascheri da solo! E’ evidente che non li hai letti)
    Se mai li leggerai, capirai che anche in questo caso non c’è il saltino del 1945. I trend delle radiosonde infatti sono scevri da possibili errori dovuti a isole di calore e a prelievi marini. Poi i danesi, filtrano molto questi trend, tolgono oltre alle oscillazioni oceaniche, el nino, la nina, ma anche il feedback del vapore acqueo.
    E la correlazione è stretta, e con i dati diretti! Gle lo dici tu a quelli di skeptical, che fanno il confronto con i trend non filtrati, e non trovano correlazioni ? (ceppe di fosso!)
    Aggiungo che le variazioni della radiazione solare sono di piccola entità, da sole non giustificano i cambiamenti climatici (neanche la successione di ere glaciali)
    Per molti autori le variazioni solari innescano feedback molto importanti, ad es influenzano la nuvolosità e la circolazione atmosferica, non solo con la variazione dei raggi cosmici ma anche con quella degli uv e del campo magnetico.

    Ancora mi devi dire cosa fai nella vita.

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  10. C’è una sola cosa che non capisco:
    perchè affidarsi ai proxy-data per valutare il riscaldamento dell’ultimo secolo quando si hanno a disposizione dati diretti che rispetto ai proxy-data sono sicuramente più affidabili:
    a te il dubbio non sorge?
    Tra l’altro l’accrescimento degli anelli degli alberi è sicuramente influenzato anche dalla crescita delle temperature globali, che come sappiamo potrebbe avere tutt’altre cause…

    In sostanza a me non è mai piaciuto quando per confutare uno studio se ne fa un’altro, ma con metodiche completamente diverse tali da non permettare un confronto diretto, per così dire alla pari; piuttosto prima di contestare si dovrebbe trovare l’errore nell’altro studio con i dati alla mano di quello studio, altrimenti così facendo si lascia ampio spazio a facili ‘falsificazioni’ o ‘truffe scientifiche’…

    Ad esempio una conclusione ‘onesta’ dello studio sarebbe che gli studi di ricostruzione tramite i proxy-data sono per il momento in contraddizione a quelli condotti tramite dati diretti, ma nulla più;
    Invece senza obbedire ad alcun tipo di principio di prudenza, quindi in maniera del tutto irresponsabile, molti preferiscono schierarsi subito dall’altra parte per puro spirito di contraddizione, che, diciamolo, altro non è che una forma di ‘protagonismo infantile’…

    Io una cosa l’ho imparata dalla mia esperienza universitaria: che il mestiere del ricercatore è un mestiere piuttosto ‘sporco e disperato’ perchè in nome di un pò di fama e di prestigio, o anche della semplice riconferma del posto, si farebbe di tutto pur di pubblicare qualcosa che li metta sul piedistallo e sul trono dei vincitori:
    quel che ne rusulta è una vera e propria ‘guerra di pubblicazioni’ che ci svela come in realtà l’ambiente di ricerca faccia piuttosto schifo, pieno com’è di invidie e risentimenti…

    Se tu vuoi unirti al treno e fidarti di tutti gli studi che vanno contro corrente fa pure, nessuno te lo impedisce;
    io non so come andrà a finire la questione del Cambiamenti Climatici, ma preferisco tenermi alla larga da tale ‘guerra’ e limitarmi a commentare al massimo i risultati che il mio bagaglio scientifico consente di fare…

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  11. @Lorenzo

    dubito che tu abbia letto Scafetta a questo punto, mi chiedo se sei qui per un confronto, o per cosa?

    questo è Scafetta

    Figure 6. Solar induced temperature signatures obtained
    with the TSI proxy reconstructions with the ACRIM
    correction since 1980, as shown in Figure 3. (a) Signatures
    phenomenologically estimated with MANN03 temperature
    reconstruction and (b) signatures phenomenologically
    estimated with MOBERG05 temperature reconstruction.
    In both cases, we plot the NH instrumental surface
    temperature since 1850, as done in Figure 1. Note the good
    correspondence obtained with MOBERG05.

    E’ correlato anche nel raffreddamento del trentennio.Mi raccomando fig b non fig a

    Skeptical science fa ancora più pena di real climate, selezionano solo le peer review a favore della tesi agw, e hanno la pretesa di smentire gli scettici: per forza non li leggono, o non li pubblicano, o come per i raggi cosmici non li capiscono.
    Ti feci già l’esempio sui raggi cosmici, affermano che non c’è correlazione, e mostrano la fig a di Svenmark: per forza la correlazione è nella fig b quella con i dati filtrati!

    Questo è il reply

    http://www.spacecenter.dk/publications/scientific-report-series/Scient_No._3.pdf/view

    Svensmark, H. and Friis-Christensen, E. Danish National Reply to Lockwood and Fröhlich –“The persistent role of the Sun in climate Forcing” Danish National Space Center Scientific Report 3/2007

    riferita alle note peer review

    Marsh, N; Svensmark, H
    Cosmic rays, clouds, and climate
    SPACE SCIENCE REVIEWS, 94(1-2), 2000, pp. 215 – 230

    Svensmark, H
    Cosmic rays and Earth’s climate
    SPACE SCIENCE REVIEWS, 93(1-2), 2000, pp. 175 – 185

    Marsh, ND; Svensmark, H
    Low cloud properties influenced by cosmic rays
    PHYSICAL REVIEW LETTERS, 85(23), 2000, pp. 5004 – 5007

    SVENSMARK H
    INFLUENCE OF COSMIC-RAYS ON EARTHS CLIMATE Physical review letters, 81(22), 1998, pp. 5027 – 5030

    Sui trend delle T°, se sono anche solo smorzati, i modelli sono sbagliati, in particolare le forzanti antropiche: sovrastimate!
    Sui solfati penso che tu non abbia capito, non possono essere i solfati la causa del raffreddamento:

    “della favoletta dei solfati come causa del raffredamento di quegli anni (cosa tral’altro inverosimile visto che i picchi sono sfalsati di 10 anni e che se ci sono i solfati ci sono anche CO2 e Bc (black carbon ) che sono riscaldanti”

    Non ho escluso che ci siano errori nella determinazione dei trend delle T°, ma le cause più probabili sono variazione solari, (non solo i raggi cosmici) e variazioni delle oscillazioni oceaniche ( enso e noa) escludendo nino e nin ache sono filtrati.

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  12. Non c’è nessun brusco calo dell’Attvità Solare nel ’45 tale da giustificare, con l’annesso raffreddamento da raggi cosmici, la discontinuità nel ’45 e il successivo raffreddamento delle temperature globali ‘filtrate’ dai fattori oceanici, visto che l’Attività Solare è crecente almeno fino agli anni ’50. Dunque in assenza di cause perturbanti plausibili è probabile che la discontinuità del ’45 evidenzi degli errori strumentali prima di tale data…

    I solfati, che spesso sono introdotti per spiegare quel raffreddamento, qui per l’appunto sono omessi e quindi non intervengono a determinare il raffreddamento residuo evidenziato in seguito al filtraggio; se anche lo fossero davvero l’eventuale ulteriore filtraggio porterebbe la curva delle temperature più in alto eliminando sì la discontinuità, ma validando (e non contraddicendo come tu forse speravi) il loro peso in quel raffreddamento ed escludendo tutte le altre possibili cause…

    Come vedi non sono così ingenui quelli di ‘Skeptical Scienze’ come invece sostieni…

    Inoltre l’eventuale sovrastima delle misurazioni attuali avrebbe come unico effetto uno ‘smorzamento’ della crescita delle temperature globali, non l’eliminazione del ‘trend di crescita’ e relative cause, a meno che, più perversamente, tu non sostenga che le sovrastime siano tali che in realtà il GW sia tutta una messa in scena…

    Infine ti inviterei a non insultare nessuno (nel qual caso Skeptical Science), ne ad usare espressioni ‘colorite’ (“Topolino”) la cui partenità indubbiamente appartiene già ad altri (il Dott.Pasini nel suo Blog)…

    Post a Reply
  13. http://www.uwm.edu/~kravtsov/downloads/GRL-Tsonis.pdf

    Anastasios A. Tsonis, Kyle Swanson, and Sergey Kravtsov: “A new dynamical mechanism for major climate shifts”. Geophysical Research Letters (GRL) paper 10.1029/2007GL030288, 2007

    Questa non so se è la versione completa , però c’è anche lo sviluppo non solo l’abstract.

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  14. @Lorenzo

    “sono peer reviewed?

    penso che ti rifierisca alla ecorrelazioni sole gw

    Già il fatto che tu chieda se Geophysical Research Letters (GRL)sia peer reviewed la dice lunga. Certo che si Lorenzo!

    il secondo completo:

    http://www.amath.washington.edu/research/articles/Tung/journals/GRL-solar-07.pdf

    Charles D. Camp and Ka Kit Tung “Surface warming by the solar cycle as revealed by the composite mean difference projection” Geophysical Research Letters (GRL) paper 10.1029/2007GL030207, 2007

    per il quarto disponibile c’è solo l’abstract (con grafici)

    http://www.uwm.edu/~kravtsov/downloads/GRL-Tsonis.pdf

    Anastasios A. Tsonis, Kyle Swanson, and Sergey Kravtsov: A new dynamical mechanism for major climate shifts. Geophysical Research Letters (GRL) paper 10.1029/2007GL030288, 2007

    Non capisco cosa c’entri Pasini con “La forza della scienza” che riprendeva la critica di real climate ( Mann Steig Schmidt) di un modello,di Spencer senza forzanti antropiche, mai pubblicato?
    Un conto è dire che ci sono correlazioni con le forzanti naturali ( e già questo è un passo) un conto è quantificarle, infatti il modello di Spencer non è stato accettato da GRL.

    Ma è un modello!

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  15. Prendo atto: sono peer-reviewed ?

    Mi chiedo però quanto siano affidabili o buoni indicatori i cosiddetti ‘proxy data’ dell’ultimo millennio, che immagino non siano altro che dati ‘dendrocronologici’, visto che i grafici esposti nel primo paper, a quanto pare, sono aggiustati per dare valori coerenti con le misurazioni strumentali dell’ultimo secolo…

    Del secondo link vorrei dei grafici (anzi l’articolo completo) perchè mi sembra strano che le correlazioni tra picchi di massimo e picchi di minimo solare con relativi picchi coerenti di temperatura sia sfuggita ad altri studi…non trovi?

    Il terzo non l’ho ancora letto…

    Il quarto link va contro un post del ‘blog’ di Pasini (‘la forza della scienza’): chi ha ragione?

    A questo punto forse sarebbe saggio rimanere fedeli al sano principio scientifico di un’uguale scetticismo nei confronti di due tesi contrarie, ma entrambe ben argomentate, finchè almeno non si trova l’errore nell’una oppure nell’altra, che ne dici?
    Io non ho problemi ad ammettere la non conoscibilità e l’irrisolvibilità di certi problemi scientifici, non mi crolla il mondo, magari a qualcun altro si…

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  16. @Lorenzo

    Ho letto anche questo

    “Poi segnalo questo interessante articolo sul famoso raffreddamento 1945-1975:

    http://www.skepticalscience.com/A-new-twist-on-mid-century-cooling.html

    Come al solito skepticalscience si distingue per imprecisione

    Fanno un confronto con i dati delle T° filtrati ( cioè tolgono le influenze dell correnti oceaniche) benissimo! ma bisogna farlo anche con le correlazioni con il sole e raggi cosmici, invece per quelle usano i dati non filtarti eh NO! Non si può fare!

    In tutto l’articolo si scordano :

    – delle correlazioni con il sole e raggi cosmici

    – della favoletta dei solfati come causa del raffredamento di quegli anni (cosa tral’altro inverosimile visto che i picchi sono sfalsati di 10 anni e che se ci sono i solfati ci sono anche CO2 e Bc (black carbon ) che sono riscaldanti

    Nel correggere i dati delle T° oceaniche per gli errori di metodo nelle misurazioni, si scordano che anche adesso i dati sono sovrastimati

    sia nei mari:

    http://www.agu.org/pubs/crossref/2007/2006GL027834.shtml
    GOURETSKI, V. and Koltermann, K.P.2007. “How much is the ocean really warming?” Geophysical Research Letters 34:doi 10.1029/2006GL027834.

    sia in superficie

    http://www.agu.org/pubs/crossref/2004/2003GL019024.shtml

    T. J. de Laat, A. N. Maurellis “Industrial CO2 emissions as a proxy for anthropogenic influence on lower tropospheric temperature trends” (Geophysical Research Letters, Vol. 31, L05204, 2004)

    http://icecap.us/images/uploads/MM.JGRDec07.pdf

    McKitrick, R.R. and P.J. Michaels, 2007, Quantifying the influence of anthropogenic surface processes and inhomogeneities on gridded global climate data, J. Geophys. Res. 112, D24S09, doi:10:1029/2007JD008465

    Skeptical science dovresti proporla per una rubrica a Topolino “Il clima di paperopoli”

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  17. @Lorenzo

    Scrivi:

    “Sul link citato del geologo ci sono parecchie cose non chiare a cominciare dall’influenza del Sole sui cambiamenti climatici attuali per il quale ti propongo questo dove si vede chiaramente un tutt’altro tipo di grafico:

    http://www.skepticalscience.com/solar-activity-sunspots-global-warming.htm

    è evidente che qualcuno stia cercando di fare il furbo falsificando i dati e i grafici…”

    Ammò come dicono dalle mie parti: Ancora?
    ti linko per l’ultima volta le correlazioni sole gw trovate dopo quella del 2005 di skeptical science:

    http://www.fel.duke.edu/~scafetta/pdf/2007JD008437.pdf

    N. Scafetta e B.West : Phenomenological reconstructions of the solar signature in the Northern Hemisphere surface temperature records since 1600 JOURNAL OF GEOPHYSICALRESEARCH, VOL.112D24S03,doi:10.1029/2007JD008437, 2007(è quella del 2007 non del 2006 attenzione)

    http://www.sciencedaily.com/releases/2007/08/070801174450.htm

    Charles D. Camp and Ka Kit Tung Geophysical Research Letters (GRL) paper 10.1029/2007GL030207, 2007

    E ancora

    http://www.griffith.edu.au/conference/ics2007/pdf/ICS176.pdf

    MACKEY, R., 2007. Rhodes Fairbridge and the idea that the solar system regulates the Earth’s climate. Journal of Coastal Research, SI 50 (Proceedings of the 9th International Coastal Symposium), 955 – 968. Gold Coast, Australia, ISSN 0749.0208

    http://www.sciencedaily.com/releases/2007/08/070801175711.htm

    Anastasios A. Tsonis, Kyle Swanson, and Sergey Kravtsov: Synchronized Chaos: Mechanisms For Major Climate Shifts Geophysical Research Letters (GRL) paper 10.1029/2007GL030288, 2007

    Leggitele però!

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  18. @ Beppe
    Le tue domande sono leggittime ed interessanti. Dal mio personale punto di vista ci sono parecchie cose su cui approfondire. Spero tu voglia concedermi il tempo di rispondere con congruità alle tue perplessità ed ai tuoi quesiti. Lo farò in un post quanto prima.
    gg

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  19. Salve Claudio, sì siamo tornati! Diciamo che anche i motori più rodati hanno bisogno, ogni tanto, di una oliata decisa. Ora siamo su server molto, ma molto, più potenti.

    Buona lettura!
    Claudio Gravina.

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  20. climate monitor: music for my mind!

    Ben tornati!

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  21. Caro Guido,

    Tu forse non te ne rendi conto, con il tuo linguaggio pacato, ma stai facendo un’accusa pesantissima. Un’accusa di truffa rivolta a un organismo Onu che conta migliaia di scienziati e ha persino avuto un Nobel (politico, ma pur sempre Nobel).
    Tu ci dici che costoro hanno fondato tutto il loro costrutto previsivo e normativo, che sta spaventando mondo e governi, su una manciata di paper, per di più discutibili. Sulle cruciali costanti radiative della Co2. E’ come se la piramide di Cheope fosse rovesciata, e tenuta in equilibrio su quattro mattoncini.
    Su questi quattro mattoncini hanno costruito migliaia di simulazioni, una più spaventevole dell’altra.
    Allora:
    1) Ti chiedo i riferimenti di questi quattro paper, se li hai.
    2) Ti chiedo anche di specificarmi, se puoi, quali altre ricerche hanno messo in dubbio queste radiatività sovrastimate.
    3) Infine pongo la seguente (e forse ingenua domanda): quelli dell’Ipcc sono coscienti dell’instabilità scientifica della loro piramide rovesciata?
    E se lo sono cosa osta a fare ricerche intensive su questa faccenda della Co2 (con tutti i soldi che ora hanno), fino ad arrivare a, dico, 2-300 paper di ricerca e alla fine a un minimo di consenso scientifico motivato?
    Oppure costoro sono, come scienziati, in mala fede, fanno solo politica e tengono gelosamente nascosto il loro scrigno della truffa: ovvero i quattro mattoncini?

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  22. Evidentemente i Grafici di Vostock e Dome non coincidono perchè a Vostock la temperatura 130.000 anni fà non era maggiore di più di 2°C.

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  23. http://www.mtsn.tn.it/pubblicazioni/6/actaG80/Vol_ACTA_80_2003_017-027.pdf

    cito da http://www.crui.it/Media/link/?ID=4404

    “…..Il periodo più caldo, con temperature 4,5 °C superiori alle attuali, si è verificato durante l’ultimo interglaciale circa 130 mila anni fa. La correlazione tra le temperature dell’Antartide e le variazioni del livello marino, informazione dedotta dai sedimenti marini, appare evidente per l’intero periodo di 800 mila anni……”

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  24. No, su quello che dici sono d’accordo:
    alla concentrazione attuale di CO2 dovremmo attenderci un aumento più significativo, anche se, va detto, i 300ppm di picco nelle fasi interglaciali sono in realtà, a quanto mi dicono, medie su scale millenarie e localmente nel tempo certamente possono essere stati raggiunti picchi paleoclimatici ben più elevati…
    Non stò portando acqua al mio mulino, semplicemente non mi tornavano i range di +5 -15°C rispetto agli attuali valori GMT nelle varie fasi interglaciali e glaciali, come invece descritto dal grafico…credo infatti che sia giunta l’ora di mettere i puntini sulle ‘i’ e verificare l’attendibilità di qualunque affermazione climatica se si vuole tentare di venirne a capo…

    E comunque i grafici, cosi come i dati, la National Geografic, li prende, a meno di falsificazioni, da enti di ricerca visto che la ricerca paleoclimatologica non l’hanno certo condotta loro, ma qualcun’altro come recita la didascalia sotto il grafico…

    Sul link citato del geologo ci sono parecchie cose non chiare a cominciare dall’influenza del Sole sui cambiamenti climatici attuali per il quale ti propongo questo dove si vede chiaramente un tutt’altro tipo di grafico:

    http://www.skepticalscience.com/solar-activity-sunspots-global-warming.htm

    è evidente che qualcuno stia cercando di fare il furbo falsificando i dati e i grafici…

    Poi segnalo questo interessante articolo sul famoso raffreddamento 1945-1975:

    http://www.skepticalscience.com/A-new-twist-on-mid-century-cooling.html

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  25. caro Lorenzo, intanto è bene precisare che il national geographic, la cui rivista reputo una delle migliori al mondo, non è comunque un ente di ricerca men che mai di climatologia e/o geofisica, ma una associazione culturale che finanzia ricerche e spedizioni;
    non voglio avanzare insinuazioni sulla provenienza del grafico che tu hai linkato, ma allora, se fosse come recita la didascalia sotto il grafico, relativo agli ultimi 400mila anni, perché un abnorme aumento della CO2 in atmosfera così come viene riportato non ha corrispettivo in un analogo abnorme aumento della T?

    qui trovi una discussione ben fatta, e un allegato molto ineressante e degno della massima fiducia (è un geologo che lo ha scritto 🙂 ….)

    http://forum.meteonetwork.it/showthread.php?t=93595

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  26. …in altri termini a quali Carotaggi si riferisce?

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  27. A proposito, chiedo a Guidi un link o un un grafico che mostri come “la temperatura media del pianeta sia stata spesso ben 5°C più alta e addirittura 10 o 15°C più bassa di quella attuale”, perchè i ‘Carotaggi di Vostock’ e ‘Dome’ o altri mi pare non evidenzino questi ‘range di variabilità‘, trovandoci ora all’apice di una fase interglaciale con temperatura media globale in linea (e non inferiore) coi picchi delle altre fasi interglaciali e avendo una discrepanza di max 10-12°C con i picchi più freddi delle fasi glaciali…

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  28. Carissimo Lorenzo,
    il “nostro” modello climatico è anche il tuo. Si chiama Natura e, per fortuna, funziona molto meglio di qualsiasi altro modello.
    Con questa e con tutte le altre “provocazioni” spero proprio di far arrivare questo messaggio. Buona giornata.
    gg

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  29. …altrimenti la vostra sembra solo un’opposizione provocatoria.

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  30. A questo a voi ‘scettici’ non vi resta che proporre e far girare il vostro ‘modello climatico’ e dimostrare con i fatti e l’evidenza sperimentale le vere ‘proiezioni future’ ovvero mostrarne la bontà rispetto a quelle dei ‘modelli serristi’ nel corso dei futuri decenni…

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  1. Un po’ di chiarezza | Climate Monitor - [...] post e dai commenti che hanno seguito sono scaturiti parecchi interrogativi cui è doveroso rispondere [...]

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