Houston we have a problem…

[photopress:apollo_13_800_1_.jpg,thumb,pp_image]…E come noi lo hanno tutti queli che si interessano al clima. Il Global Warming si è fermato, la temperatura media del pianeta ha smesso di crescere da quasi dieci anni. Certamente il trend non si è invertito, nè esistono segnali di raffreddamento, per cui siamo ancora largamente al di sopra delle medie del secolo scorso che vengono normalmente prese a riferimento.

[photopress:Anomalie_Temp_All_Smoothed.png,thumb,pp_image]Questi i fatti che si possono evincere facilmente dall’immagine accanto. Le serie storiche ricavate dai dati del giss della NASA, della Climatic Research Unit dell Hadley Centre e dell’Università dell’Alabama, mettono in evidenza che pur restando stabilmente in territorio positivo le anomalie di temperatura non stanno seguendo un percorso in aumento. A dire il vero, se diamo un’occhiata alla stessa serie, con dati più fini, compare addirittura una importante tendenza al raffreddamento proprio nei primi mesi di quest’anno, [photopress:Anomalie_Temp_All.png,thumb,alignleft]ma di questi eventi ce ne sono molti altri in questa come in tutte le serie storiche che siamo abituati a vedere, e non ha molto senso tentare di estrapolarli dal contesto di normale variabilità di cui fanno parte.

Per quel che ne sappiamo il GW per come è stato sin qui rappresentato potrebbe essersi temporaneamente o definitivamente arrestato. Nonostante ciò continuano ad essere decisamente evidenti i segnali di reazione del pianeta al riscaldamento, proprio come continua ad essere evidente  l’inarrestabile aumento della concentrazione di anidride carbonica in atmosfera. Questi i dati più recenti disponibili presso l’Osservatorio di Mauna Loa. Dati e segnali di cui non si può non tener conto. Ma il problema è diverso, a mio modestissimo parere.

Sarà forse che non è tutta colpa delle emissioni di gas serra? Ci sarà forse qualche altra ragione per questa nuova fase nel trend delle temperature? Qualcuno ha già provato a dare delle spiegazioni. Potrebbe essere una risposta del sistema alla grande quantità di aerosol presente in atmosfera, la stessa spiegazione che è stata data per il periodo di forte raffreddamento occorso tra gli anni ’40 e ’70 (non dimenticate che allora c’era qualcuno che parlava di una nuova era glaciale in arrivo e qualcun altro suggerì di immettere CO2 in atmosfera in grandi quantità per riscaldare il pianeta….). Sembra un pò strano però che questi aerosol riescano a produrre un effetto di mitigazione del trend di riscaldamento tanto regolare, non un decimo di grado in più nè uno in meno. L’esatta quantità ogni anno per correr dietro all’aumento dell’anidride carbonica ed annullarne gli effetti. Altra spiegazione. Sono l’Oscillazione Interdecadale del Pacifico e l’Oscillazione Multidecadale dell’Atlantico (forzanti naturali, chi l’avrebbe mai detto…) da sole o tutte e due insieme che agiscono proprio quel tanto che basta per non far aumentare le temperature. Ad averlo saputo prima ci saremmo risparmiati fiumi di inchiostro.

Perciò verrebbe da pensare che o la teoria del GW indotto dai gas serra resiste ma i suoi effetti sono in questo periodo modificati da qulle che sembrano delle possibili ma improbabili coincidenze, oppure l’ipotesi di lavoro vacilla. Ci siamo, mi è sfuggita l’eresia. Però la teoria dell’incremento dell’effetto serra causato dalle emissioni antropiche pur poggiando su solide basi scientifiche, non è così facilmente collegabile all’aumento della temperatura. Diversamente non potrebbe essere visto che le due grandezze, quantità di CO2 in atmosfera e temperatura continuano ad andare per i fatti loro, a dispetto di chi vorrebbe convincerci del contrario. Ci sono sicuramente altri fattori con ampiezza spaziale e temporale ben più grande che intervengono a condizionare il sistema. Quelli che abbiamo appena visto sono dati osservati, non punti di vista e neanche teorie ispirate allo scetticismo.

Perchè non abbiamo sentito una singola parola su questo a Bali? Non c’è più tempo, tutto quello che c’era da sapere lo sappiamo, ora è il momento dell’azione, tutti a bussare alla porta del carbon trading.  E se nel frattempo volete fare causa a qualche multinazionale perchè vi va a monte la settimana bianca accomodatevi pure. Non mancate però di farvi assistere da qualche professionista, proprio come hanno fatto gli abitanti di Kivalina, l’isola dell’Alaska che ha intentato il primo procedimento legale contro i presunti colpevoli del GW. Associazioni legali no-profit dedite alla salvaguardia dei diritti delle minoranze etniche, che hanno poco a che fare con l’ambientalismo e che, soprattutto, hanno depositato i loro atti a San Francisco in California, guarda caso lo stato americano che tira la cordata dei pro-Kyoto in nord America.

Altro che dibattito finito, quanto influirà questo stop del trend di aumento delle temperature sulle proiezioni future? Sarà forse il caso di far girare ancora qualche modello di previsione? Se si può, speriamo si possa fare prima del prossimo summit, chissà che i risultati non animino la discussione.

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Author: Guido Guidi

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25 Comments

  1. Cambiate titolista!!!!!!!!
    Sono assurdi questi titoli fatti al solo scopo di attirare l’attenzione…………..

    L’avevo detto io che avevamo un problema! 🙂
    Guido Guidi

    Post a Reply
  2. solito inutile articolo negazionista a tutti i costi, ma poi la co2 non arrivava dagli oceani? e allora com’è che aumenta se il GW si è fermato?

    Che tristezza leggere commenti come questi che, di certo, non sono sintomo di grande apertura mentale. Sul negazionismo, a questo punto sarebbe utile chiedersi: “Negazione di che cosa?”. Perchè tutto sommato, alla luce di quanto sta fortunatamente emergendo in questi ultimi anni, pare che si debba ancora fare una affermazione precisa. Altro che negazionismo…

    Claudio Gravina

    Caro Roberto, lei, forse non volendo, ha centrato il problema e questo mi fa piacere; in pratica non condivido la tristezza dell’amico Claudio :-). MI faccia capire, aumenta la temperatura perchè aumenta la CO2 o aumenta la CO2 perchè aumenta la temperatura? Nel primo caso siamo in pieno AGW, nel secondo abbiamo solo acceso i termosifoni, basta spegnerli e tutto torna a posto. Che dice, spegniamo?
    Guido Guidi

    Post a Reply
  3. @1 Ad ognuno il proprio titolo, sig. Marco. Se, purtroppo, non coglie (e soprattutto non apprezza) le sottili e spesso ironiche, sempre forbite, citazioni, non è un problema del titolista.

    Non sarebbe meglio commentare l’argomento, piuttosto che il titolo?

    Saluti.

    Post a Reply
  4. Non posso che fare di nuovo i complimenti a Guidi, un articolo senza peli sulla lingua ma ben pesato e saggio !

    Mi trovo perfettamente in accordo sui contenuti e ci tengo a segnalare che da semplici analisi correlative emerge nettamente una correlazione del 72% (altissima) tra CO2 Grow Rate e andamento del GW.
    Quindi appare evidente una diversa crescita della CO2 in atmosfera in dipendenza del livello di anomalia.
    Invece le emissioni umane aumentano sempre e non dipendono dalle temperature.
    Discusso anche qui:
    http://forum.meteogiornale.it/showpost.php?p=1004446&postcount=614

    Post a Reply
  5. Non capisco come si possa affermare che le temperature globali hanno smesso di aumentare da 10 anni circa, la linea di tendenza è più in alto di 10 anni fa e continua ad aumentare con la stessa rapidità.
    http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/f/f4/Instrumental_Temperature_Record.png

    Brevi fluttuazioni verso il basso sono sempre state presenti lungo la serie storica, a volte legate a grandi eruzioni vulcaniche altre volte alla nina come nel 1999-2000 e anche in questi ultimissimi anni con prima una prevalenza di nino (periodo 2002-2005) che ha accentuato il riscaldamento ed ora una prevalenza di ENSO-(2006-2008) che lo stà smorzando, non c’è nulla di nuovo è accaduto in passato e sicuramente accadrà ancora, trovo molto sbagliato utilizzare l’alternanza di fasi calde e fredde a volte per enfatizzare il global warming come accaduto l’anno scorso o viceversa per contestare le teorie più accreditate sull’argomento come stà accadendo in questi mesi nei vari blog internet.
    http://www.cdc.noaa.gov/people/klaus.wolter/MEI/ts.gif

    Amico mio, il grafico che lei ha linkato è uguale a quello postato da noi, tranne il fatto che c’è meno dettaglio e copre un arco temporale più lungo (aggiungo che avendolo elaborato noi stessi con i dati presi dai link a riferimento giuriamo sulla sua correttezza ma lo riteniamo ovviamente molto meno autorevole). Se avessi usato quello che lei ci ha proposto avrei dovuto dire che il trend negli ultimi anni si è invertito, invece non è così e lo scopriamo appunto dai dati più fini. Ho voluto commentarli mettendo in risalto (non strumentale ma specifico) il forse temporaneo, forse permanente, forse chissà cosa, periodo decennale appena trascorso. Come sottolineato nel post, pur restando sopra la media di riferimento le T non sono aumentate. E’ grave?
    Inoltre, si è accorto di aver citato tutte forzanti naturali nel suo commento? Lo sa che per la maggior parte non sono contemplate dai GCM?
    Guido Guidi

    Post a Reply
  6. Aggiungo che anche un noto scettico dell’AGW come John Christy ha recentemente criticato alcune affermazioni in tal senso apparse in Internet…
    http://icecap.us/index.php/go/joes-blog/twelve_months_of_cooling_doesnt_make_a_climate_trend/

    Buongiorno Mario, ho letto l’articolo, grazie del suggerimento. Nel mio piccolo concordo pienamente, un anno è veramente troppo poco, così come sono pochi dieci, cinquanta e forse anche centocinquanta. Suggerirei di aspettare e di non trarre conclusioni. In fondo presto o tardi arriverà l’inversione dell’ENSO e le tempertaure torneranno ad aumentare. Poco importa se ciò avverrà in pochi mesi, saranno (quelli sì) abbastanza per indicare un chiaro trend di aumento delle temperature. Al riguardo sarei fiducioso, tuttavia, nel frattempo, qualcuno potrebbe pagare la mia bolletta della luce e la benzina per la mia macchina?
    Guido Guidi

    Post a Reply
  7. Buongiorno mondo! Finalmente ci si rende conto che nella scienza non si può “data una soluzione, trovare le prove che confortano la tesi”. Il mondo della scienza ha sempre fatto questo e lo sta continuando a fare da anni”Si vuole dimostrare che l’inquinamento alimenta il global warming e allora si cercano le prove”. Il procedimento dovrebbe essere l’opposto: ricerca di dati, analisi dei dati, soluzione.Ogni volta dobbiamo rivedere le nostre teorie solo perchè dimentichiamo questo semplice procedimento logico.
    Altro punto: che cosa vuol dire “negazionismo”? E’ forse negazionista una persona che la pensa diversamente? Qualche secolo indietro i negazionisti finivano torturati ed oggi non rendendocene conto li facciamo finire sulla gogna mediatica.
    Pensarla in modo diverso è il sale della democrazia e il pane della scienza.
    Detto questo mi permetto di ricordare due cose:
    1) i dati degli ultimi due mesi evidenziano come la temperatura media registrata a livello globale è addirittura più bassa rispetto alla media trentennale ( la media è stata calcolata su un trentennio freddo come lo è stato l’ultimo del 900);

    2)Mi pare che sia una stupidaggine bella è buona quella di paragonare le temperature medie globali attuali con quelle del secolo scorso ( 1800)! Nella seconda metà dell’800 si usciva dalla cd. Peg ( alias, piccola era glaciale) che avvolse l’europa dal 1450 circa fino al 1850 circa. Se ni prendiamo come riferimento le temperature di un periodo così freddo si commette un madornale errore, a meno che non si considerino normali le temperature di quei 3 secoli ( quando non di rado si verificò la gelatura della laguna di venezia o del tamigi).
    Se si vuole continuare su questa proselitistica linea, in bocca al lupo! Per quello che ne penso c’è troppa spinta mediatica attorno a questo tema e troppo accanimento informativo.

    Post a Reply
  8. Grazie per gli ottimi articoli.
    PS
    ai critici dei titoli..leggere solo i titoli e` un po` come guardare solo le foto.Perche` non leggete fumetti invece di occupare inutilmente lo spazio dei commenti?
    Grazie.
    Zolla

    Post a Reply
  9. E’senza dubbio vero che vi è stato un brusco raffreddamento globale rispetto al mese di gennaio 2007, tuttavia, da questa pur importante novità degli ultimi anni, non trarrei nessuna conclusione affrettata

    A tal proposito il Dr. James E. Hansen in un suo documento pubblicato il 03/03 del c.a. afferma che la causa principale delle variazioni di temperatura che avvengono in pochi mesi o in pochi anni è dovuta alle dinamiche degli oceani come il ciclo dell’ENSO o all’effetto di forti eruzioni vulcaniche, dunque, il recente raffreddamento è da considerarsi solamente come una fluttuazione naturale. Il fattore principale invece da prendere in considerazione è il sostanziale trend al riscaldamento che per UAH è pari a 0,14° C per decennio e per RSS a 0,18°C .

    Riguardo alla previsione degli anni 70 di molti studiosi che prevedevano, a causa di un ciclo di anni effettivamente contrassegnati da inverni rigidi, l’avvento di una nuova era glaciale, da uno studio condotto sull’argomento da diversi ricercatori su pubblicazioni avvenute tra il 1965 e il 1979, le cui conclusioni sono state pubblicate su RealClimate, si è trovato che sette studi prevedevano il raffreddameto, 44 il riscaldamento e 20 erano neutri, smentendo in tal modo, la previsione di una nuova era glaciale da parte degli scienziati del clima.

    Caro Salvatore, il punto è che sempre più spesso si attribuiscono (giustamente) le fluttuazioni della temperatura alle forzanti naturali (io avrei dei dubbi anche sul termine “forzanti”, perchè non so quanto queste più che agire sul sistema siano esse stesse il sistema), adducendo la spiegazione che dietro queste a volte si cela ed a volte si svela un inequivocabile trend di riscaldamento (vero) antropico (probabilmente falso). Posto che le cose stiano esattamente così, come si possono avallare delle metodologie di simulazione del comportamento del sistema (ripeto, che fluttua per cause naturali) senza tener conto della sua naturale intrinseca variabilita? Questo è quello che fanno i GCM sin qui utilizzati, modelli che sono alla base dei suggerimenti per i Policy Makers. Buone le intenzioni, pessime le informazioni, probabile il cattivo esito delle azioni.
    Guido Guidi.

    Post a Reply
  10. Ammettiamo anche che il caso gennaio sia un episodio, ammettiamo che lo sia anche febbraio ( dato che i dati parlano chiaro-attendo il report del 15 corrente mese-) ed ammettiamo anche ( io lo sostengo da anni) che gli oceani influenzino e non di poco il clima terrestre…ma mi spiegate perchè ogni qual volta un dato remi nella direzione di un riscaldamento globale, tutti ne parlano come l’apocalisse e invece quando un dato va nella direzione opposta si tratta solo di un caso. Siamo onesti: in molti stanno marciando sul “global Warming” in maniera a dir poco scandalosa. Di estate abbiamo raggiunto livelli minimi nell’estensione dei ghiacci artici ed è ( giustamente) esploso un caso internazionale, ma nessuno che spenda una sola parola sui continui record che batte il polo sud. Nessuno che dica che ad oggi l’anomalia positiva sta accellerando in maniera pazzesca. Nessuno che dica che oggi i ghiacci complessivi (artico e antartico) sono superiori per estensione alla media trentennale.
    Gli oceani e le correnti influenzano in modo pazzesco il clima, basti pensare a come la corrente del golfo riesca ad impedire che le coste oceaniche scandinave gelino nel periodo invernale ( e non è di poco conto la cosa, notando come il clima europeo sia nettamente più mite a quello americano a parità di latitudine), ma quello che mi chiedo è perchè ci si ricordi di ciò solo per dire che il raffreddamento pazzesco di questo bimestre ne sia la conseguenza. Perchè, ad esempio, non si ricorda ( mi rivolgo ai meteorologi e climatologi) l’esistenza di un certo indice, l’AMO ( atlantic multidecadal oscillation)?
    Questo indice misura le anomalie termiche marine dell’oceano atlantico del nord emisfero e dalle rilevazioni dell’ultimo secolo emergono dei cicli ventennali o trentennali circa in cui le anomalie sono prevalentemente positive e cicli in cui sono prevalentemente negative. I cicli come l’attuale in cui le anomalie sono positive ( AMO+ cominciato più o meno all’inizio degli anni 90 ed entrato nel suo pieno corso proprio negli ultimi 10 anni) sfavoriscono nettamente le basse latitudini europee sia intermini precipitativi che in termini di termiche. Altro ciclo AMO+ lo si ebbe sino alla metà degli anni 60, poi la AMO divenne negativa favorendo stagioni più piovose e fresche.
    Se, come penso, tutto si gioca negli oceani, allora tra una decina di anni molti dovranno mangiare rospi, non appena il clima ricorderà all’uomo che è più forte, non appena la terra ricorderà all’uomo di essere un tantino più vecchia dell’ultimo secolo. E per Dio!
    Infine un gesto di onesta scientifica: vogliamo davvero considerare questo bimestre come un caso? Negli ultimi 10 anni le termiche sono state costantemente sopra la media di 0,3/0,4 decimi di grado; adesso piombano tutto d’un tratto di un decimo di grado sotto media e chiudiamo l’argomento in modo così approssimativo? Io credo che si possa spendere qualche parola in più dato che il grafico delle termiche è in caduta libera, poi magari mi ricrederò ma viste le proiezioni dei prossimi mesi non mi stupirei se questa pausa fredda sia un pò più duratura.

    Post a Reply
  11. Caro Guidi,
    insomma se ho capito bene dovremmo attenderci anni freddi?

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  12. cari amici una piccola e forse per qualcuno di voi banale domanda.
    Cosa ci ha fatto uscire dalla grande glaciazione? I gas serra di origine umana di cui oggi si parla tanto? Se fosse così complimenti ai nostri antenati preistorici.
    Non vi viene in mente forse che le forze della natura : il sole, il nostro pianeta ecc. si divertono ogni tanto a ricordarci che sono loro che comandano il gioco?
    Ciao a tutti e complimenti alla razionalità di Guido Guidi

    Post a Reply
  13. se studiaste di + la chimica capireste perchè il co2 non c’entra nulla con il gw., sono convinto che ci sia una regia dettata da interessi molto forti, sapete quanto rende a certe aziende il gw?

    Post a Reply
  14. scusate intendevo dire <>,feci + o – la stessa domanda sul co2 ad un docente al mio primo anno di politecnico ..be, mi disse solo …ma che c’entra ‘sta stupidaggine vatti a ripassare chimica….

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  15. e poi ci sei andato a ristudiarti la regolina? 😀

    Post a Reply
  16. Sono pienamente d’accordo con quanto sostenuto nell’ ottimo articolo di Guidi.Mi permetto solo di ricordare quanto sia necessario ampliare le conoscenze e investire di più nella ricerca, prima di dare dei giudizi definitivi sui trend climatici di cui purtroppo conosciamo ancora molto poco.Ritengo comunque che il sistema climatico,nel suo grande complesso sfugga alle tradizionali leggi fisiche comportandosi “alla maniera di Lorenz”in modo sostanzialmente caotico.Ogni tentativo di eccessiva semplificazione è destinato a fallire come testimoniato dalla terribile complessità delle equazioni con cui Lorenz stesso tentò di spiegare la teoria del caos.Quindi necessitano maggiori risorse ed investimenti per la ricerca.

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  17. Oggigiorno sembra vada molto di moda fare allarmismi e previsioni catastrofiche sul clima futuro, soprattutto da parte di chi non e` molto esperto nel campo climatico…non e` uno studioso insomma…

    Secondo me non si dovrebbe solo considerare la CO2, non esiste solo quello di gas serra; Il vapore acqueo e` il piu` importante gas serra nel bilancio energetico, e di conseguenza gli aerosol giocano un ruolo fondamentale nella formazione delle nubi, delle precipitazioni e delle variazioni… Bisognerebbe considerare un po` tutte queste cose, cercare di considerare tutti gli aspetti possibili, e sono tanti… e soprattutto fare molte piu` misure e in molti piu` luoghi di quanto si faccia ora.

    Sono daccordo Lulu. Benvenuta.
    gg

    Post a Reply
  18. Posso concordare sul mistero delle temperature ultime.

    Però ho riportato qui alcune notizie e studi sul clima artico:

    http://blogs.it/0100206/2008/05/28.html#a7965

    La prego di leggere con attenzione le notizie riportate nel post. e magari di rami un’opinione. Personalmente sono preoccupato.

    Cordialmente

    Beppe Caravita

    Post a Reply
  19. @ Beppe
    Grazie per l’indicazione, ho letto.
    L’analisi è compiuta ed approfondita ma, a mio parere mescola un pò troppo gli argomenti, specie quando dalla scienza passa alla politica. Non che l’azione possa essere priva di contenuti politici ovviamente, ma la “global governance” auspicata c’è già e non va affatto nella direzione della mitigazione dei problemi, bensì li sfrutta alquanto sapientemente. Condire delle legittime analisi dei dati con i record del caldo a Roma ancora una volta mescola il sacro con il profano. 225 anni fa il Collegio Romano era in campagna o quasi, oggi è soffocato dalla città. Questi record non significano assolutamente nulla, almeno finchè non avremo capito come eliminare il bias del fattore isola di calore urbana (al riguardo oggi la correzione è fatta sulla base della popolazione e di fatto non funziona).
    Quando Rifkin ci avrà spiegato come intende produrre la quantità di energia necessaria all’estrazione di tutto l’idrogeno che intende utilizzare nel suo modello di società, sarà bene che lui ci spieghi cosa intende fare della produzione di vapore acqueo che risulterebbe dall’impiego di questa (virtuale) risorsa energetica, che invece è in realtà un vettore di energia (leggi questo post: http://www.climatemonitor.it/?p=40).
    Ciò detto in effetti il problema esiste, nel senso che il clima potrebbe (nel lungo periodo) cambiare e piacerci un pò meno (al riguardo però è bene ricordare che la vita sul pianeta ha conosciuto i periodi di massimo sviluppo con climi considerevolmente più caldi di quello attuale (e questo non vale solo per l’uomo ma soprattutto per la biosfera).
    Ha senso parlare di clima non con riferimento all’impatto che su questo hanno le attività umane, vagheggiando azioni di correzione ai limiti del ridicolo, piuttosto che immaginare come sfruttare le attuali conoscenze del genere umano per meglio adattarci alle future condizioni di vita del pianeta. Esempio: Qualcuno sta già fertilizzando l’oceano, e per questo si becca già copiosi certificati di emissione ( in pratica si butta limatura di ferro in acqua per continuare a fare i propri comodi); secondo me chi si è inventato questo meccanismo sarebbe da sottoporre ad esame psichiatrico.
    Spiegare a chi muore di fame oggi, anche per le colpe delle finte azioni di mitigazione con la ricetta dei biocarburanti (leggi anche questo se vuoi http://www.climatemonitor.it/?p=24), che dovrebbe piantare un albero per mitigare l’effetto serra lo vedo improbabile. Smettere di investire capitali in fuga dal mercato immobiliare nel mercato delle derrate alimentari sarebbe invece un buon inizio (http://www.webofdebt.com/articles/derivative-disaster.php).
    Concludo. Su un punto non c’è nulla da obiettare: continuare la ricerca, quella vera però, non quella “modellata” che prospetta un inverificabile disastro a sempre più breve termine, pur non essendosi avvicinata neanche un pò al trend climatico degli ultimi dieci anni, basandosi su scenari socio-economici che non stanno nè in cielo nè in terra. Il prossimo trattato globale sul clima nel 2012? Dopo l’esperienza di Kyoto ci vorranno delle belle facce di bronzo.
    gg

    Post a Reply
  20. Caro Guido,

    Comprendo la tua risposta, ne condivido alcuni punti, ma non mi pare soddisfacente. Nel post ho descritto, da giornalista tecnico qual sono (non mi perito di essere altro), il quadro di un fenomeno di evoluzione climatica artica veloce (più veloce delle previsioni) che presenta segnali preoccupanti, in particolare sulle possibili emissioni incontrollabili di enormi quantità di metano nell’atmosfera. Amerei quindi avere un tuo parere su questo fenomeno e conseguente rischio.
    Quanto alle terapie, in caso di un evento tanto catastrofico, ammetto di ave attinto a tutto ciò che, come giornalista, sto seguendo in tema di tecnologie e progetti per limitare la crisi climatica. Accetto le tue osservazioni critiche (anch’io non ho mai osannato la polvere di ferro negli oceani) così come riconosco il paradosso delle temperature globali dell’ultimo decennio (paradosso condiviso anche da Giampiero Maracchi, mio personale punto di riferimento in materia cliamtica) e condivido persino i tuoi sospetti sulla saturazione dell’effetto serra generato dalle crescenti concentrazioni atmosferiche della Co2. Ma sull’artico la questione mi pare un po’ diversa. E qui parlo al metereologo e al climatologo, autore peraltro di uno stimolante e ben partecipato blog. Capisco che sia materia ostica e di frontiera (gli italiani hanno lavorato più sull’Antartide che sull’altro, opposto, sistema climatico polare) ma il rischio mi pare serio. Considera solo questo messaggio di rischio del post e butta pure via il resto. Il problema rimane.

    Su Kyoto condivido in parte la tua messa in discussione costi-benefici. Se poi il vero rischio grave è artico, forse è necessario (e forse anche) una mobilitazione diversa, persino dai profili militari e d’urgenza. Tu sei in forze a un Arma della Repubblica Italiana e mi puoi capire….

    Ma non arrivo a tanto. Chiedo solo una valutazione di rischio.

    Cordialmente

    Beppe Caravita

    Post a Reply
  21. @ Beppe
    Innanzi tutto mi scuso per aver commesso l’errore di commentare il post (come spesso accade per i miei) più sulla mescolanza di argomenti che sull’aspetto tecnico saliente. Mi succede sempre quando trovo associate all’argomento clima le parole “disastro” o “catastrofe”, tanto care ad un genere di informazione spesso poco approfondita. Non è il caso del tuo post al quale cercherò di dare una risposta.
    Le ricerche sul comportamento del suolo e della vegetazione artica sono praticamente ai nastri di partenza, immaginare uno scenario in cui il ruolo di questi ultimi dovesse cambiare è decisamente difficile. Il metano, come hai sottolineato, ha un potenziale di contenimento della radiazione ad onda lunga superiore di molti ordini di grandezza alla CO2. Siano antropiche o meno le cause della tendenza al riscaldamento di questa fase climatica, una sificativamente accresciuta concentrazione di CH4 potrebbe avere effetti importanti. Il punto è: quale valore assegnare a questa concentrazione significativa? E quali feed-back positivi o negativi si innescherebbero in tal caso? Come reagirebbero le forzanti interne al sistema clima? Sinceramente non sono in grado di rispondere e nemmeno di fare ipotesi. Ci si può ancorare solo alla (pur scarsa) conoscenza di come in passato il sistema abbia reagito ad eventi analoghi, senza però dimenticare di sottolineare i tempi biblici degli eventi passati ed azzerando quindi il significato dei presagi catastrofici. E aggiungo, dov’erano gli idrati di metano durante i precedenti periodi interglaciali? In atmosfera forse? E perchè la terra non è diventata come Venere? A questo punto, posto che la teoria dell’effetto antropico è alquanto traballante, immaginare una controteoria che indichi un azione che voglia rimettere le cose in ordine, dove l’ordine non esiste o è comunque sconosciuto, è a dir poco utopico. Così come lo è, a mio parere, immaginare azioni collettive di mitigazione. Certamente l’inquinamento atmosferico va diminuito, l’efficienza energetica va perseguita con ogni mezzo, ma porre limitazioni non può funzionare. Ci vogliono idee nuove, non decrepiti approcci di stampo malthusiano su cui si basano tutte le linee d’azione tanto care a chi fa del presagio di sventura il proprio pane quotidiano.
    Non che questo possa valer molto, ma sono anche io preoccupato, non per come potrà evolvere il clima, ma per la confusione che regna al riguardo, nella quale finiscono sempre per avere la meglio interessi di parte.
    gg

    Post a Reply
  22. Fratello mio,

    Ti ringrazio della risposta, sei una brava persona e un bravo Ufficiale, come intuivo. Stiamo all’occhio e spendi la tua parola (io lo farò con il mio giornale) e mobilitami la Nato. Anche se ci facciamo una figuraccia, sappiamo che proteggeremo la nostra gente. Ma chi se ne frega di noi. Non a nous Seigneur, mais a ton Gloire.

    Ottima e sincera risposta, Caro Colonnello.

    http://fc.retecivica.milano.it/%7Ebeppe.caravita/S08CB686C.-1/Apollo%2013.mp3?WasRead=1

    Si va avanti, qualunque cosa accada.

    Cordialmente

    Giuseppe Caravita di Toritto

    Post a Reply
  23. OK signori, ho letto attentamente tutti i vostri testi, addirittura dal Marzo di quest’anno… Ebbene, ora è il 25 di Luglio. Le temperature registrate i giorni scorsi sono state inferiori di 2/3 gradi rispetto alla media 1965/79 ed anche da più di 20 anni a questa parte non era mai successo che ci fosse in piena estate un irruzione fredda così potente. (molti scienziati ritengono che un evento simile nei mesi invernali ci avrebbe sicuramente fatto battere i denti da Trento a Palermo)Inoltre la temperatura globale è ancora al di sotto della soglia GW. L’attività solare ancora non ne vuole sapere di tornare almeno a livelli normali (un periodo così lungo non si verificava da almeno 150 anni), a mio parere i prossimi 2 o 3 inverni verranno annotati sugli annuari come i più freddi dell’inizio del nuovo millennio. A tutti gli amanti del caldo dico: “Scordatevi la bonaccia invernale degli anni ’06/’07 e ’07/’08 ora è il momento della Dama Bianca!

    Post a Reply
  24. @ Giuliano
    Benvenuto!
    Quando gli specialisti, amanti del peer-review, inquilini delle celeberrime riviste scientifiche del settore (ovvero per molti gli unici autorizzati a parlare) si sveglieranno, sarà sempre troppo tardi.
    Nel frattempo mi permetterei di anticipare un titolo di giornale: “Freddo eccezionale, il pianeta reagisce al riscaldamento globale”.
    Enjoy.
    gg

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  25. Ma qualcuno qui sa leggere i grafici? Il grafico riportato mostra un nettissimo e costante aumento di temperatura nel tempo, con tempi scala dell’ordine di un paio di decenni, con sovrapposto molto “rumore”, con tempi scala di anni. Questo e’ il dato di partenza. Non si vedono battute di arresto, non si vedono cali negli ultimi anni (non si POSSONO vedere cali, sono coperti dal rumore). Anzi, si vede un incremento della crescita negli ultimi 20 anni. Incidentalmente usando gli strumenti matematici adatti (analisi di Fourier, correlazione statistica) si può anche provare a vedere quanto sia l’influenza dell’attività solare sul cima: misurabile ma bassina (10-20% del totale).

    Cercare di interpretare le fluttuazioni a 1 anno di quel grafico è come cercare di identificare le monetine nella Sindone basandosi su DUE macchie di colore. O come vedere qualcosa di sensato nelle macchie casuali che ti fan vedere gli psicologi. Utilissimi per cercare di capire le tesi a priori di chi formula le ipotesi, assolutamente inutili per capire cosa succeda davvero.

    Gianni Comoretto

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