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Tag: Previsioni climatiche

La Barriera di Primavera

Negli ultimi tempi ci è capitato più volte di far riferimento ell’ENSO, l’indice che descrive le oscillazioni delle temperature superficiali dell’Oceano Pacifico equatoriale. Quelle oscillazioni, come sanno molti di quelli che ci seguono, si realizzano attraverso tre fasi, che non si susseguono con una sequenza specifica, hanno una frequenza di occorrenza piuttosto casuale e, una volta innescatesi, durano solitamente per molti mesi, restando però sempre nell’ambito del breve periodo climatico. Stiamo parlando di El Nino, de La Nina e delle condizioni di neutralità. Nel lungo periodo, invece, interviene una diversa oscillazione, la PDO (Pacific Decadal Oscillation, 20-30 anni di ciclo) che favorisce a seconda del suo segno la prevalenza di una delle due fasi diverse dalla neutralità.

 

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Dannato climate change, anche un treno rispedito…al mittente!

Qualche tempo fa su ClimateMonitor si discuteva di previsioni climatiche e del loro impatto sulle policy facendo distinzione tra breve, medio e lungo termine. Direi che questa distinzione è diventata ancora più importante visto che, abbandonata l’iniziale superficialità dei modelli climatici che ci vedevano andare arrosto “monotonicamente” (“farà sempre più caldo, anno dopo anno, stagione per stagione“) e con omogeneità geografica (“farà più caldo dappertutto, dai poli all’equatore“), ci siamo resi conto che:

 

  1. il riscaldamento si è fermato da più di un decennio, evidentemente a causa della sovrapposizione di vari fenomeni soggetti a ciclicità;
  2. mentre in certi posti fa più caldo, in altri fa più freddo, con ampie variazioni stagionali.

 

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Ma di che stiamo parlando?

Judith Curry è più politically correct e si limita a intitolare il suo post “The wrong(?) conversation”. L’oggetto è il focus eccessivo nonché eccessivamente dispendioso della ricerca climatica agli obbiettivi a scala temporale multidecadale o secolare, con coseguente drenaggio di risorse che porebbero essere meglio impiegate – risultando anche molto più utili – per migliorare le performances delle previsioni a scala temporale mensile o stagionale.

Nel nuovo report IPCC in fase di stesura (sarà completato nel 2014), sembra che sarà dedicata maggiore attenzione agli aspetti a più breve scala temporale. Sin qui l’attenzione è stata massima sulla mitigazione e sulle policy energetiche, discorsi appunto a lunghissima scadenza. Adattamento e ‘servizi climatici’ sono il futuro, discorsi questi a scala temporale molto più breve.

In un discorso molto lungo, che vi consiglio comunque di leggere per intero, spicca questa breve ma sacrosanta riflessione:

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Il clima di medio termine: Come natura crea

Già parecchio tempo fa abbiamo avuto modo di commentare il target che l’IPCC si è dato per la stesura del prossimo rapporto, il quinto, previsto…

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