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Tag: CERN

La serendipity dei neutrini

Serendipity, un neologismo di cui oggi ho sentito una definizione imbattibile:

[blockquote cite=”Julius H. Comroe, Jr.”]La serendipità è cercare un ago in un pagliaio e trovarci la figlia del contadino.[/blockquote]

Ripresa da Radio24 nel programma “Destini incrociati“.

Questo sembrava fosse accaduto al corposo numero di ricercatori della collaborazione Opera. Un progetto di ricerca nato per cercare le oscillazioni e le trasformazioni dei neutrini che alcuni mesi fa sembrava avesse segnato il destino della fisica degli ultimi cento anni. Tutto a mare, i neutrini viaggiano più veloci della luce. Beh, non è adata proprio così…

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Scienza e comunicazione

Qualche giorno fa è stata pubblicata qui su CM e praticamente su tutti i mezzi di informazione, la notizia dell’individuazione delle probabili tracce del bosone di Higgs. Solo qualche mese prima abbiamo assistito alla pubblicazione della notizia della “scoperta” dei neutrini superluminali. Qualche settimana prima erano stati pubblicati i risultati di BEST. Ancora prima si era avuta notizia dei risultati dell’esperimento CLOUD. Questo per restare alle notizie che più di altre hanno generato interesse nella blogosfera e tra i media generalisti oltre che scientifici.

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Vuoi vedere che veramente ‘Tutto è relativo’?

Non so se i risultati dell’esperimento OPERA siano stati già inviati ad una rivista scientifica e se sia in corso il referaggio. Quel che è certo è che da quando i risultati preliminari dell’esperimento sono stati resi pubblici, dopo le prime reazioni di meraviglia mista a scetticismo più o meno universali, sembra che in parecchi si siano dati da fare per confermare/smontare quanto affermato da chi ha condotto l’esperimento.

Sembra che qualche giorno fa sia arrivata alle pagine di arXiv una spiegazione che potrebbe far correre qualche brivido lungo la schiena dei ricercatori di Opera.

Secondo quanto si può leggere in questo post su Tecnology review o se preferite farvi venire il mal di testa direttamente sulla Letter pubblicata da arXiv, il famoso neutrino superman non sarebbe affatto risultato più veloce della luce nel percorrere la distanza tra il CERN e il Gran Sasso (per carità non sottoterra…), se nel calcolare il tempo impiegato nella sua folle corsa si fosse tenuto conto della relatività speciale, ovvero del fatto che i due orologi perfettamente sincroni che hanno preso i tempi di partenza e arrivo, non sono sulla Terra ma a bordo dei satelliti GPS impiegati per il calcolo.

Se il sistema di riferimento ha una componente della velocità parallela a quella del moto della particella e si muove quindi verso la sorgente, quella componente deve essere sottratta al tempo impiegato per coprire l’intera distanza. Secondo i firmatari della Letter la correzione da applicare è di 32 ns. Siccome deve essere applicata due volte i nanosecondi diventano 64, ossia appena poco più di quanto si suppone sia stata la differenza tra il tempo che ha impiegato il neutrino superman e quella che avrebbe impiegato la luce per coprire la tratta (60 ns).

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Nubi in atmosfera controllata

Già in altre precedenti occasioni abbiamo parlato seppur brevemente dell’esperimento in corso al CERN sulla nucleazione indotta dalla ionizzazione dei Nuclei di Condensazione operata dai…

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